Uber ha impegnato quasi mezzo miliardo di dollari in Nuro, startup di robotaxi: capitale diretto e fondi legati al raggiungimento di obiettivi tecnici e commerciali.
Uber ha messo sul piatto quasi mezzo miliardo di dollari per finanziare Nuro, società californiana di guida autonoma, in un’operazione che svela quanto sia profondo ormai il legame tra il colosso dei servizi di trasporto tramite app e lo sviluppo dei robotaxi commerciali. L’impegno complessivo, pari a circa 431 milioni di euro, era finora rimasto fuori dai radar e tiene insieme partecipazioni dirette e finanziamenti vincolati al conseguimento di obiettivi prefissati.
Interpellate sulla vicenda, Uber e Nuro hanno preferito non rilasciare dichiarazioni. Il comparto dei robotaxi è tornato al centro dell’attenzione dopo anni di promesse mancate. Tra le realtà più attive figura Waymo, controllata di Alphabet, impegnata ad ampliare i test e le prime corse commerciali insieme a Zoox, di proprietà di Amazon.
Come è strutturato l’investimento di Uber nella startup Nuro
In passato la società guidata da Dara Khosrowshahi aveva comunicato un investimento da 500 milioni di dollari in Lucid, produttore di auto elettriche, e un impegno da diverse centinaia di milioni verso Nuro. Quest’ultimo comprendeva la partecipazione a una tornata di finanziamento da 203 milioni di dollari (circa 175 milioni di euro), che aveva attribuito alla startup della Silicon Valley una valutazione di 6 miliardi di dollari, equivalenti a poco più di 5 miliardi di euro.
Successivamente Uber ha realizzato un secondo intervento, mai reso pubblico e di entità nettamente superiore al primo. A questo si aggiunge un accordo che lega l’erogazione di ulteriori risorse al conseguimento di obiettivi tecnici e commerciali concordati. Sommando le diverse voci, il finanziamento arriva a sfiorare i 500 milioni di dollari.
Secondo una delle fonti, i primi traguardi sono già stati centrati nei tempi previsti, sbloccando una prima quota di capitale. Le somme ancora vincolate dipendono dall’avvio dei test senza pilota di riserva, in programma entro la fine dell’anno, e dal trasporto di passeggeri su veicoli senza conducente, atteso anch’esso entro dicembre. Un’ultima parte resta invece legata all’ampliamento del servizio previsto nel 2027.
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La strategia di Uber tra piattaforma e veicoli autonomi
Dopo aver ceduto anni fa la propria divisione dedicata alla guida autonoma, Uber ha scelto di posizionarsi come piattaforma di riferimento per il settore emergente, lasciando ad altri il compito di mettere a punto la tecnologia. Su questa linea ha costruito un fitto reticolo di alleanze. Tra i partner figurano il gigante cinese Baidu e la società britannica Wayve, mentre il costruttore americano di veicoli elettrici Rivian completa il quadro industriale. La collaborazione con Waymo in alcune città statunitensi rappresenta un ulteriore tassello del progetto.
Tra gli impegni più rilevanti spicca l’intesa a tre che coinvolge Uber, Nuro e Lucid per portare su strada fino a 35.000 robotaxi. I mezzi saranno basati sui SUV Lucid Gravity e su futuri modelli di taglia media, equipaggiati con il software di guida autonoma di Nuro e operativi attraverso la rete di mobilità su richiesta di Uber.
Il percorso di Nuro verso il debutto commerciale
Per Nuro l’iniezione di capitale rappresenta una boccata d’ossigeno preziosa nella corsa a dimostrare la validità della propria tecnologia su scala commerciale. Nata per realizzare piccoli robot dedicati alle consegne, nel 2024 la società ha cambiato rotta, scegliendo di concedere in licenza il proprio sistema di guida autonoma a case automobilistiche e operatori della mobilità.
Attualmente l’azienda conduce test con conducenti di sicurezza a bordo, in vista di un avvio del servizio nell’area della baia di San Francisco entro la fine dell’anno. Ad aprile ha ottenuto dalla California l’autorizzazione a sperimentare senza pilota di riserva i veicoli autonomi Lucid Gravity in alcune contee, mentre a maggio è arrivato il via libera al trasporto di passeggeri durante i test supervisionati. A sostenere Nuro figurano anche colossi del calibro di Nvidia e SoftBank, a conferma dell’interesse che la guida autonoma continua a suscitare tra i grandi nomi della tecnologia e della finanza.
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