Nessuno è immune dalla scure di Elon Musk, nemmeno i fedelissimi.
La spietatezza del CEO di tesla e SpaceX che si è ripreso il titolo di uomo più ricco del mondo, superando Bernard Arnault, secondo il «Bloomberg Billionaires Index», è ben nota nell’ambiente, come dimostra la sua biografia. E non basta sposare la filosofia stakanovista, «hardcore» del magnate, dormire sul pavimento, essere a capo di Twitter Blue.
Secondo quanto riporta il New York Times, almeno 200 dipendenti, circa il 10% dell’attuale forza lavoro dell’azienda, sono state licenziati lo scorso fine settimana per ridurre i costi dell’azienda. I tagli hanno colpito product manager, data scientist e ingegneri che lavoravano al machine learning e all’affidabilità del sito.
Tra coloro che sono stati messi alla porta, anche una fedelissima di Musk, che era stata immortalata mentre dormiva in ufficio per fare fronte alle richieste del magnate che aveva chiesto uno sforzo maggiore a tutti.
Si tratta di Esther Crawford, product manager di Twitter che è stata a capo del progetto Twitter Blue disponibile anche in Italia e che propone una serie di vantaggi tra cui la spunta blu e la riduzione degli annunci pubblicitari del 50%.
Non si tratta però dell’unica alta dirigente sollevata dal suo incarico: da quando Musk ha rilevato Twitter lo scorso ottobre, circa 60 dirigenti sono stati licenziati. Le scelte sono dettate dall’adagio di Musk, secondo cui «l’azienda deve sopravvivere indipendentemente da chi la possiede».
Alcuni dipendenti hanno scoperto di essere stati licenziati attraverso una mail, altri invece l’hanno capito dopo aver trovato il sistema interno bloccato. Un po’ come a inizio novembre quando Elon Musk ha rilasciato la prima scarica lasciando a casa il 75% del personale di Twitter.