Non solo Cina: tutti i fronti della guerra commerciale di Trump

La guerra commerciale rischia di mettere Trump in un angolo, dopo la dura reazione della Cina e la potenziale escalation con Canada, Messico ed Europa

Non solo Cina: tutti i fronti della guerra commerciale di Trump

Non è solo quello cinese il fronte della guerra commerciale scatenata da Trump nelle ultime, infuocate giornate. Il Presidente degli Stati Uniti, dopo aver incassato la risposta di Xi Jinping (che ha imposto dazi su oltre 5.000 beni USA), deve ora attendere la mossa di Messico, Canada e Unione Europea.

Buona parte della campagna per le presidenziali 2016 è stata impostata da Trump sulla messa in discussione degli scambi internazionali, che secondo il tycoon penalizzano gli Stati Uniti. Con l’approssimarsi delle presidenziali 2020, Trump torna a gettare benzina sul fuoco, moltiplicando i fronti della trade war.

Ma la dura reazione di Pechino sembra averlo già messo in difficoltà: il Presidente ha dichiarato oggi di non avere ancora deciso se tassare il resto dei prodotti cinesi, per un valore di 325 miliardi di dollari. Intanto meditano sul da farsi le altre potenze globali, anch’esse bersagli dei dazi di Trump.

Diversi politici ormai gli chiedono di rimuovere le tariffe su alluminio e acciaio di Canada e Messico. Nei prossimi giorni Trump dovrà decidere se aumentarle anche sulle auto dell’Unione Europea, che già minaccia di rispondere.

Guerra commerciale, rischio escalation con Canada e Messico

Lo scorso anno l’amministrazione statunitense ha alzato i tassi sui vicini Canada e Messico rispettivamente del 25% e 10% su alluminio e acciaio. Il Canada ha risposto con tariffe su oltre $12 miliardi di esportazioni dagli USA, prendendo di mira prodotti tipici come whiskey e sciroppo d’acero.

Il Messico ha colpito beni per $ 3 miliardi, ed entrambi i Paesi hanno minacciato ulteriore retaliation se gli USA non riporteranno la situazione alla normalità.

Dazi, Ue pronta a rispondere

Sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea hanno cercato di evitare l’escalation della guerra commerciale, ma i rapporti rischiano adesso di precipitare in fretta. L’anno scorso, quando Trump ha alzato le tariffe sui metalli europei, l’Ue ha fatto altrettanto su beni USA per un valore di 2,4 miliardi di dollari. Il 18 maggio Trump dovrà decidere se annunciare tariffe su auto e componenti prodotti nel blocco europeo per un valore di $ 53 miliardi.

Cecilia Malmstrom, commissaria Ue per il Commercio, ha detto lunedì 13 che l’Europa è pronta a rispondere. Malmstrom ha affermato di aver già pronta una lista di beni che sarà discussa con i Paesi membri. “Forse dovremo usarla, ma spero veramente di no”, ha detto la commissaria.

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