Turismo, mancano 500mila addetti: ecco le figure più cercate tra hotel e locali

Laura Pellegrini

16 Aprile 2026 - 08:33

Ristoranti, hotel e stabilimenti balneari sono alla ricerca di personale per affrontare la prossima stagione: camerieri e cuochi sono le figure più richieste.

Turismo, mancano 500mila addetti: ecco le figure più cercate tra hotel e locali

Il settore del turismo e della ristorazione in Italia sta vivendo una fase di profonda trasformazione, segnata da un paradosso che preoccupa le associazioni di categoria: a fronte di una domanda turistica in costante crescita (grazie anche alla spinta delle Olimpiadi invernali), le imprese faticano a trovare forza lavoro. Secondo gli ultimi dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, per la stagione turistica 2026 mancherebbero almeno 500.000 lavoratori.

La sfida, però, non è solo numerica, ma qualitativa: il cosiddetto «mismatch» tra domanda e offerta di lavoro ha raggiunto livelli di guardia, rendendo la ricerca di addetti una vera e propria corsa contro il tempo per migliaia di imprenditori tra hotel, stabilimenti balneari e attività di ristorazione.

Non si tratta solo di una necessità stagionale, ma di un problema strutturale: ci sono sempre meno giovani disposti a lavorare nel turismo, anche nei fine settimana e per diverse ore al giorno. Quali sono i profili più richiesti e qual è lo stipendio previsto per ciascuna professione?

Nuove assunzioni nel turismo: servono 500mila addetti

Le assunzioni previste per il trimestre che va da aprile a giugno 2026 delineano uno scenario di mobilità lavorativa eccezionale. Solo per il mese di aprile, le entrate previste nel settore turistico sono circa 116.000, ma il dato diventa ancora più imponente se si guarda alla proiezione trimestrale, dove la ristorazione e i servizi di alloggio puntano a inserire oltre 330.000 nuovi contratti. Questa accelerazione è trainata dalla ripresa dei flussi internazionali e da un calendario di eventi che vede l’Italia protagonista nei circuiti del turismo di lusso e culturale.

Andando ad analizzare la distribuzione territoriale, si notano delle differenze notevoli tra le regioni. Mentre il Veneto, la Lombardia e il Lazio continuano a guidare la classifica per volume di assunzioni grazie alle città d’arte e ai distretti business, si nota una crescita esponenziale nel Mezzogiorno.

La Puglia si conferma una delle regioni più dinamiche, con la previsione di 125.000 nuovi contratti totali nel trimestre. Anche le Marche e la riviera romagnola mostrano segnali di forte vivacità, cercando di anticipare le assunzioni per garantire standard qualitativi elevati.

Il problema principale del settore resta la stabilità: molti dei contratti offerti sono a tempo determinato o legati alla stagionalità, un fattore che contribuisce ad allontanare le nuove generazioni da un settore percepito come instabile e faticoso. Ci sono, però, delle eccezioni.

Turismo e ristorazione: le figure più richieste

Quali sono le figure più cercare dalle imprese turistiche? Tra le professioni più richieste ci sono tutte le figure operative, fondamentali per la gestione quotidiana dei flussi: per esempio, si cercano oltre 22.000 camerieri di sala solo per il mese di aprile. A seguire, anche gli aiuto cuochi e i cuochi specializzati sono diventati delle figure molto difficili da reperire sul mercato, al punto che molti ristoranti sono costretti a ridurre il numero di coperti o a limitare i giorni di apertura dei locali.

Oltre alle figure tradizionali legate alla ristorazione, cresce anche la richiesta di figure legate all’accoglienza digitale e alla sostenibilità: in particolare, selezioni aperte per receptionist con competenze linguistiche avanzate (non solo inglese, ma anche cinese e arabo per intercettare i nuovi flussi) e revenue manager in grado di ottimizzare le tariffe in tempo reale attraverso algoritmi e software gestionali. Non mancano poi le opportunità per il personale di pulizia e i facchini, essenziali per la tenuta operativa delle strutture alberghiere.

Il dato allarmante, però, riguarda la difficoltà di reperimento: Unioncamere segnala che per circa il 40% delle posizioni le aziende dichiarano di non riuscire a trovare candidati idonei. Questa difficoltà è legata in parte alla mancanza di personale specializzato, e in buona misura anche per la migrazione dei lavoratori del turismo verso settori che garantiscono maggiore stabilità e miglior benessere.

Stipendi, contratti e come candidarsi

Una delle cause principali della fuga dei lavoratori dal settore turistico riguarda proprio la questione salariale: attualmente, lo stipendio medio di un addetto alla ristorazione in Italia si attesta intorno ai 20.000 euro lordi annui, che corrispondono a circa 1.200-1.400 euro netti al mese per un profilo junior.

Il range però varia significativamente in base al ruolo e all’esperienza del candidato: un cuoco esperto o un capo sala in strutture di alto livello può superare agevolmente i 30.000 o 35.000 euro lordi l’anno, spesso con l’aggiunta di benefit come vitto e alloggio, fondamentali per i lavoratori fuori sede.

Considerando che molte strutture alberghiere e molti stabilimenti balneari operano esclusivamente tra la primavera e l’estate, la maggior parte dei contratti offerti è a carattere stagionale o a tempo determinato. Questa può essere un’ottima soluzione per chi desidera inserirsi nel settore per la prima esperienza lavorativa, oppure per coloro che stanno ancora affrontando un percorso formativo.

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