TrumpCoin e MelaniaCoin: il picco della bolla?

Antonio Zennaro

21/01/2025

La vera domanda non è se queste coin rappresentino una bolla - tutti i segnali indicano che lo sono - ma se il loro lancio segni l’apice di un ciclo più ampio nel mercato delle criptovalute.

TrumpCoin e MelaniaCoin: il picco della bolla?

Nel mondo delle criptovalute, dove l’imprevedibile diventa routine, abbiamo assistito questo fine settimana a un evento che potrebbe segnare il punto culminante dell’attuale mania delle meme coin.

La famiglia Trump, con un tempismo che sa di orchestrazione perfetta, ha lanciato non una, ma due criptovalute nel giro di 48 ore, scatenando una frenesia speculativa che ricorda i momenti più irrazionali della storia finanziaria.

Tutto è iniziato nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 gennaio, quando in Italia erano le tre del mattino. L’annuncio del lancio di TrumpCoin ha inizialmente generato scetticismo: molti hanno pensato a un hack del profilo social dell’ex presidente. La conferma è arrivata però poche ore dopo, quando Eric Trump, con un tweet carico di entusiasmo, ha dichiarato di essere «estremamente orgoglioso di quello che continuiamo a realizzare nel settore cripto». Come se non bastasse, domenica 19 gennaio è stato il turno di MelaniaCoin, trasformando quello che sembrava un evento isolato in una vera e propria saga familiare crypto.

I numeri parlano chiaro: TrumpCoin ha raggiunto un picco straordinario di 73,43 dollari, per poi stabilizzarsi intorno ai 36,56 dollari, mantenendo comunque una capitalizzazione di mercato impressionante di 7,3 miliardi di dollari. Non da meno MelaniaCoin, che ha toccato i 9,54 dollari prima di assestarsi sui 4,12 dollari, con una capitalizzazione di mercato di 792 milioni di dollari. Cifre che farebbero impallidire molte aziende quotate con anni di storia alle spalle.

Circolano già le prime storie di «overnight millionaires»: investitori - o meglio, scommettitori - che hanno trasformato poche migliaia di dollari in milioni nel giro di ore. Sono proprio queste narrative che dovrebbero farci riflettere profondamente. La storia dei mercati finanziari è costellata di episodi simili, dove l’euforia ha temporaneamente oscurato il giudizio razionale.

La mania dei tulipani nell’Olanda del XVII secolo rappresenta forse il paragone più calzante. Nel 1637, un singolo bulbo di tulipano arrivò a costare più di una casa nel centro di Amsterdam. La follia speculativa portò alla creazione dei primi mercati futures della storia, con contratti che venivano scambiati nelle taverne olandesi. Quando la bolla scoppiò, l’economia olandese ne risentì per anni.
Ma non dobbiamo andare così lontano nel tempo. La bolla delle dot-com degli anni ’90 presenta sorprendenti analogie con l’attuale situazione. Aziende che aggiungevano «.com» al proprio nome vedevano il proprio valore di mercato moltiplicarsi overnight, anche senza un business model credibile. Quando la bolla scoppiò nel 2000, il Nasdaq perse l’80% del suo valore.

Altri esempi significativi includono:

  • La Railway Mania britannica degli anni 1840, quando la speculazione sulle azioni ferroviarie raggiunse livelli insostenibili
  • La bolla immobiliare giapponese degli anni ’80, durante la quale il valore del palazzo imperiale di Tokyo superava teoricamente quello dell’intero stato della California
  • La più recente bolla delle ICO del 2017, preludio all’attuale situazione.

L’attuale scenario presenta tutti i classici segnali di una bolla speculativa:

  • Euforia irrazionale: L’entusiasmo che circonda queste coin non è basato su fondamentali economici ma sulla pura speculazione.
  • Effetto FOMO (Fear Of Missing Out): Le storie di arricchimento istantaneo alimentano un ciclo di acquisti frenetici guidati dalla paura di perdere l’opportunità.
  • Disconnessione dal valore intrinseco: Come può una meme coin senza utilità pratica valere miliardi di dollari?
  • Narrativa del «questa volta è diverso»: I sostenitori argomentano che il brand Trump giustifica queste valutazioni, ignorando le leggi fondamentali dell’economia.

Un aspetto interessante di questo fenomeno è la rapidità con cui TrumpCoin è stata listata sulle principali piattaforme di scambio come Coinbase e Binance. Questo solleva interrogativi sulla due diligence effettuata da queste piattaforme e sul loro ruolo nel legittimare asset altamente speculativi. MelaniaCoin, d’altro canto, deve ancora trovare la sua strada verso le maggiori piattaforme, il che potrebbe rappresentare un interessante caso studio sulla dinamica di mercato delle meme coin.

Questo fenomeno non è isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di speculazione nel mercato delle criptovalute. La facilità con cui nuove coin possono essere create e commercializzate, combinata con l’influenza dei social media e delle celebrità, ha creato un ambiente perfetto per la formazione di bolle speculative.

L’aspetto più interessante di questo caso specifico è l’intersezione tra politica, celebrità e mercati finanziari. Trump non è nuovo all’utilizzo dei social media per influenzare i mercati, ma questa volta ha creato direttamente un asset finanziario. Questo solleva importanti questioni sulla regolamentazione e sul potenziale conflitto di interessi.

Per chi sta considerando di investire in queste coin, è fondamentale ricordare alcuni punti chiave:

  • La volatilità estrema di questi asset li rende altamente rischiosi
  • La mancanza di un valore intrinseco rende impossibile una valutazione razionale
  • La dipendenza da fattori esterni (come i tweet di Trump) li rende imprevedibili
  • La liquidità potrebbe evaporare rapidamente in caso di panic selling.

La storia ci insegna che tutte le bolle alla fine scoppiano. La domanda non è «se» ma «quando». Nel caso delle meme coin, la situazione è ancora più precaria perché:

  • Non esiste un valore sottostante che possa fungere da pavimento
  • La regolamentazione potrebbe cambiare rapidamente
  • L’interesse del pubblico è notoriamente volatile.

Il lancio di TrumpCoin e MelaniaCoin rappresenta un momento cruciale nel mercato delle criptovalute. Da un lato, dimostra la maturità dell’infrastruttura crypto, capace di gestire lanci di questa portata. Dall’altro, i segnali di irrazionalità del mercato sono sempre più evidenti.
Come in tutte le bolle speculative, ci saranno vincitori e vinti. I primi saranno probabilmente coloro che hanno compreso la natura del fenomeno e hanno saputo quando uscire. I secondi saranno quelli che, trascinati dall’euforia, entreranno troppo tardi o rimarranno troppo a lungo.

La vera domanda non è se queste coin rappresentino una bolla - tutti i segnali indicano che lo sono - ma se il loro lancio segni l’apice di un ciclo più ampio nel mercato delle criptovalute. La storia ci suggerisce di essere cauti: quando la speculazione raggiunge livelli così estremi, spesso siamo vicini a un punto di svolta.
Per gli investitori seri, questo momento richiede più che mai sangue freddo e un ritorno ai principi fondamentali dell’investimento. Le opportunità nel mondo crypto esistono ancora, ma vanno cercate nei progetti con fondamenta solide e utilità reale, non nelle mode passeggere, per quanto spettacolari possano essere.