Trump ora mira al Giappone e il mercato ne risente

Il Giappone sarà il prossimo obiettivo dio Donald Trump? Un’ipotesi che ha già affossato il mercato azionario asiatico

Trump ora mira al Giappone e il mercato ne risente

Il Giappone sarà il prossimo obiettivo di Donald Trump.

In una recente chiacchierata con il Wall Street Journal, l’inquilino della Casa Bianca ha parlato dei buoni rapporti con il Paese, concludendo però con delle dichiarazioni amare e inaspettate, dichiarazioni che hanno avuto già un impatto sul mercato azionario e sul Nikkei in particolar modo.

“Certamente tutto questo finirà nel momento in cui gli dirò quanto debbono pagare”,

ha tuonato Donald Trump spianando la strada ad una possibile nuova guerra commerciale contro il Giappone.

Perché Trump guarda al Giappone

In molti si sono chiesti perché proprio il Giappone sia finito nel mirino di Trump e della guerra commerciale USA contro tutti. Secondo Derek Scissors, economista di American Enterprise Institute, Trump ha firmato un nuovo NAFTA con Messico e Canada che sono stati di conseguenza esentati dalle tariffe e dalle indagini sul settore automobilistico.

L’Unione europea, dal canto suo, ha già conquistato la propria esenzione dai suddetti dazi, cosa che ha reso il Giappone la preda asiatica perfetta per Donald Trump.

Donald Trump non ha fatto riferimento specifico a particolari tipologie di tariffe. In virtù delle indagini avviate a maggio, però, sono tutti convinti che sarà il già citato settore auto a finire sotto la morsa del presidente.

L’obiettivo degli Stati Uniti? Sempre lo stesso, quello di alzare al 25% e tariffe sulle importazioni di auto, da aggiungersi a quelle già esistenti su acciaio e alluminio.

Anche il deficit commerciale tra Giappone e USA, il terzo più grande dopo quelli di Cina e Messico, potrebbe spingere Trump a guardare proprio a Tokyo. In linea di massima, secondo Scissor, il fine ultimo del presidente sarà quello di far leva sul Paese per ricevere un’offerta commerciale.

Guerra commerciale USA-Giappone: chi sarebbe più colpito?

Nel caso in cui Trump decidesse di dar vita ad una guerra commerciale con il Giappone, imponendo un’ondata di nuove tariffe sulle importazioni di auto, numerosi produttori asiatici potrebbero risentirne in maniera più decisa.

Come non pensare allora a Toyota, Nissa e Honda, che hanno da sempre considerato gli Stati Uniti come uno dei più grandi mercati di sbocco per le proprie esportazioni.

Al momento in cui si scrive, comunque, l’ipotesi di guerra commerciale contro il Giappone ha già avuto un impatto sull’azionario asiatico. Il Nikkei ha archiviato l’ultima sessione della settimana con una perdita di 0,76 punti percentuali, mentre l’unica a chiudere in verde dopo un avvio difficile è stata Shanghai.

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