Trump curato con farmaco prodotto dai tessuti dei feti, ma è ancora in fase di approvazione

Il farmaco somministrato a Trump è stato prodotto con delle cellule ottenute dai feti dopo gli aborti elettivi, una pratica condannata più volte dal presidente degli Stati Uniti.

Trump curato con farmaco prodotto dai tessuti dei feti, ma è ancora in fase di approvazione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato curato con un farmaco prodotto dalle cellule staminali dei feti, prelevate dopo gli aborti elettivi, ossia delle interruzioni di gravidanza volute dalle madri senza nessuna motivazione medica, un pratica che Trump ha più volte denunciato.

La terapia somministrata a Trump, risultato positivo al coronavirus nelle scorse settimane, sarebbe un cocktail di anticorpi monoclonali sviluppato da Regeneron, e sembrerebbe essere una cura promettente, anche se per il momento non ha ancora ricevuto l’approvazione dalla FDA, l’ente che si occupa della regolamentazione dei farmaci negli Stati Uniti.

Trump curato con farmaco prodotto dai tessuti dei feti

Al presidente degli Stati Uniti è stato somministrato un particolare farmaco prodotto con delle cellule staminali chiamate HEK-293T, ottenute per la prima volta da un rene di un feto, prelevate dopo un aborto elettivo. Quello che fa maggiormente discutere è il fatto che nel corso della sua carriera politica il tycoon abbia più volte cercato di limitare questa praticata. Anche lo scorso mese ha nominato alla Corte Suprema il giudice cattolico conservatore Amy Coney Barrett, ed è proprio sul movimento anti aborto che si fonda una delle sue principali colonne portanti.

Il partito repubblicano infatti si è più volte dichiarato contrario anche alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e ha chiesto il divieto di finanziamento federale per la ricerca su questo tipo di cellule. Lo scorso gennaio inoltre il presidente Trump aveva affermato: “Abbiamo fermato i finanziamenti federali per la ricerca sui tessuti fetali, che tutti ritenevano così importanti. Ci stiamo opponendo alla lobby pro-aborto come mai prima d’ora”.

Le stesse cellule utilizzate per il farmaco somministrato a Trump attualmente vengono sperimentate anche in diversi promettenti vaccini, sulla questione si è espressa anche la Conferenza dei vescovi cattolici statunitensi che ha scritto una lettera al governo degli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Science Magazine con cui afferma:

“È di fondamentale importanza che gli americani abbiano accesso a un vaccino prodotto in modo etico: nessun americano dovrebbe essere costretto a scegliere tra essere vaccinato contro questo virus potenzialmente mortale e violare la propria coscienza”.

Il farmaco è ancora in sperimentazione

Il farmaco somministrato a Donald Trump ancora non è disponibile sul mercato e per il momento è stato testato solamente su 275 persone. La casa farmaceutica che ha prodotto questo medicinale collabora da anni con il governo degli Stati Uniti per sviluppare proprio delle terapie di anticorpi monoclonali. Nel 2018 le stesse cellule sono state impiegate anche per produrre una terapia contro virus Ebola, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Infectious Diseases. Regeneron nel corso di una dichiarazione avvenuta lo scorso aprile aveva affermato che:

“La ricerca che utilizza tali cellule staminali permette a Regeneron di modellare malattie complesse, testare nuovi candidati farmaci e può aiutare a sbloccare nuove intuizioni scientifiche che alla fine potrebbero portare alla scoperta di nuovi trattamenti per le persone con malattie gravi”.

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