Trump: “È il momento di comprare azioni”. Ha ragione oppure no?

Tommaso Scarpellini

9 Maggio 2025 - 19:25

Dopo un nuovo accordo USA-Regno Unito e l’annuncio di tagli fiscali, Trump «incentiva» l’acquisto di azioni. Mercati in rally, Powell attaccato e l’oro inizia a vacillare.

Trump: “È il momento di comprare azioni”. Ha ragione oppure no?

Sì, Donald Trump lo ha detto davvero: “È il momento di comprare azioni”. La dichiarazione è arrivata giovedì, subito dopo la firma di uno storico accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito.

Un patto che, secondo molti osservatori, apre le porte a una nuova fase di stabilità economica e geopolitica, in netta discontinuità con l’incertezza che dominava i mercati fino a poche settimane fa.

Ma fidarsi del leader della Casa Bianca è sempre un esercizio delicato. Stiamo assistendo a un reale cambio di paradigma o a una delle sue classiche mosse teatrali?

I mercati ci credono (per ora)

I mercati, per ora, sembrano voler credere al primo scenario. Lo S&P 500 ha chiuso la giornata in rialzo dell’1,3%, trainato proprio dal settore tecnologico, fino a poco tempo fa considerato il più esposto al rischio di un repricing dovuto a tassi elevati e tensioni commerciali.

Ma la vera sorpresa è arrivata dal Russell 2000, l’indice che rappresenta le small cap americane, da mesi sotto pressione a causa delle tariffe e del peggioramento delle condizioni di finanziamento. Eppure, proprio questo segmento è stato uno dei best performer della seduta.

Meno tariffe, più stimoli fiscali

Un ribaltamento in piena regola, favorito dalla percezione che, nonostante il 10% rimanga la baseline tariffaria, lo scenario peggiore sia stato evitato. Tuttavia, il vero motore del rally è stato l’annuncio (vago, ma potente) di un “taglio fiscale storico”, l’ennesima promessa trumpiana lanciata senza entrare nei dettagli. In perfetto stile eccentrico, Trump ha poi chiuso il cerchio con un’esortazione semplice quanto potente: “You better go out and buy stock”. E il mercato ha obbedito.

Attacchi alla Fed (ignorati)

Ma ciò che più stupisce non è tanto la reazione positiva all’annuncio, quanto l’indifferenza verso il tono durissimo con cui Trump ha attaccato Jerome Powell. L’ex presidente ha definito il chairman della Federal Reserve “sempre in ritardo” e ha paragonato un dialogo con lui a “parlare con un muro”. Parole che, in un contesto normale, avrebbero potuto agitare i mercati obbligazionari. E invece no: anche il comparto fixed income ha mostrato segni di solidità, confermando un generale sentiment positivo.

E l’oro si raffredda

L’unico asset a soffrire è stato l’oro, che ha iniziato a mostrare un pattern di consolidamento preoccupante. L’allontanamento dal metallo prezioso da parte degli investitori retail potrebbe suggerire che i timori legati a Trump stiano lentamente svanendo. Ma attenzione: se c’è una cosa che la storia ci ha insegnato, è che sottovalutare il “fattore Trump” è sempre un rischio. E come spesso accade, proprio quando il mercato inizia a sentirsi al sicuro, è lì che potrebbe arrivare il colpo di scena.

Gold, 1W Gold, 1W Grafico a candele settimanali del GOLD. Fonte: baha.com