Tremonti in esclusiva a Money.it spiega problemi del MES e rischio Troika per l’Italia

Senza una modifica al trattato europeo, con il MES rischia di arrivare ancora la Troika. Parola di Giulio Tremonti

Il MES? Per Tremonti dopo tanti anni è ancora sinonimo di Troika. In un’intervista esclusiva a Money.it, il professore ha spiegato perché accettarlo sarebbe un disastro per l’Italia, anche utilizzandolo al meglio per la sanità come stabilito nel corso degli ultimi vertici europei.

Per Giulio Tremonti, nonostante gli annunci dei commissari europei, il MES vuol dire ancora Troika.

Per Tremonti con MES rischio Troika è reale

È vero che i commissari hanno detto che serve solo per la sanità e non ci saranno controlli. Ma il problema del MES è che la sua disciplina non la danno i commissari in conferenza stampa, ma il trattato. E questo prevede che se durante il prestito la tua finanza non va bene, arriva la Troika”, ha commentato con parole tranchant l’ex ministro delle Finanze dei Governi Berlusconi.

Il professore ha spiegato che il MES è nient’altro che l’applicazione dei “meccanismi di trattato europeo modificati dal Governo Monti”. Anche spendendo bene i soldi, ha argomentato Tremonti, “se qualcuno negli anni successivi ti dice che la tua finanza è squilibrata, ti arriva la Troika”.

Per Tremonti si tratta di un’eventualità più che probabile per un Paese ad alto debito come l’Italia :“Quello che comporta il MES è la troika. Poi puoi dire che non ci sarà mai, che sono tutti diventati buoni, ma il trattato, se non lo cambiano, vuol dire Troika”.

MES, per Tremonti è stigma

La domanda che si pone l’ex ministro è: “Perché non c’è un Paese che ha chiesto il MES?”. Perché attivare il MES significa prendersi “lo stigma di fare una cosa da grande difficoltà”. Ad aggravare la situazione è il fatto che “il credito MES, esercitato dalla Troika, è privilegiato sugli altri creditori, e questo modifica radicalmente la struttura finanziaria del debito del Paese che l’ha preso”.

Insomma, per Tremonti non ci sono ragioni reali per attivare il MES. E il problema non è tanto che siano soldi a debito, perché quelli l’Italia già li prende, e paga pochissimo. “Il differenziale fra un finanziamento MES e un finanziamento comune è di poche centinaia di milioni, non è una cifra da bilancio pubblico”, ha detto Tremonti nel corso dell’intervista.

Il professore ripercorre la storia del MES a Money.it

Non è sempre stato così. Così Tremonti ripercorre la storia del MES: “Nel 2008 arriva la crisi, il Governo italiano era l’unico ad averlo previsto. Il Governo chiede di introdurre un fondo anti-crisi, che nei trattati non c’era”.

I cardini erano serietà nel fare i bilanci, solidarietà nell’aiuto dei Paesi in crisi, in mezzo il fondo che emette eurobond. Ma il Fondo salva-Stati “è stato usato purtroppo per la Troika, creando un disastro per un Paese”.

Il Fondo è rimasto nel suo sarcofago per alcuni anni, adesso viene ripreso per finanziare la sanità”, ha spiegato il professore.

E qui si inserisce un ulteriore problema: secondo Tremonti il MES non potrebbe essere utilizzato per le assunzioni della sanità. “Il MES non è per la spesa corrente e le assunzioni, ma per investimenti strutturali nella sanità: ospedali, strutture, macchinari”.

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