La tredicesima non viene pagata a dicembre? Ecco cosa fare

Cosa fare se la tredicesima non viene pagata? Nel mese di dicembre tutti i lavoratori ne hanno diritto. Vediamo come richiederla se non viene corrisposta.

La tredicesima non viene pagata a dicembre? Ecco cosa fare

Dicembre è il mese della tredicesima, ma cosa fare quando il datore di lavoro non la paga?

La tredicesima corrisponde a una mensilità della retribuzione annuale lorda del lavoratore corrisposta, sia nel caso di dipendenti pubblici sia nel caso di dipendenti del settore privato, dal datore di lavoro come gratificazione per l’anno lavorativo appena trascorso in prossimità delle vacanze natalizie.

La tredicesima spetta ai lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato, ma anche a quelli con contratto a termine e di apprendistato. Anche le pensioni prevedono la tredicesima che per il 2019 sono arrivate il 2 dicembre, il 3 per chi ha scelto l’accredito sul conto corrente.

Se entro dicembre alcuni lavoratori dovessero non ritrovarsi la tredicesima in busta paga possono appellarsi alla normativa in merito vigente.

Per la tredicesima, che è uno stipendio a tutti gli effetti, si applicano le stesse norme valide in caso di stipendio non pagato o corrisposto in ritardo.

Vediamo allora cosa fare se la tredicesima non viene pagata nel mese di dicembre.

Entro quando va pagata la tredicesima?

Come prima cosa bisogna fare chiarezza sulla data entro la quale la tredicesima deve essere corrisposta dal datore di lavoro. La data non è stabilita dalla legge nazionale, ma è indicata dai singoli CCNL di riferimento.

In alcuni contratti nazionali c’è una data precisa - ad esempio il CCNL Commercio stabilisce che questa va pagata entro il 24 Dicembre - mentre in altri ci si limita a dire che questa deve essere corrisposta entro l’inizio delle feste di Natale. Una cosa è certa, la tredicesima va pagata entro la fine di dicembre.

Ogni CCNL indica dei termini specifici entro i quali il datore di lavoro può versare lo stipendio, o la tredicesima, in ritardo senza essere soggetto a sanzione. Scaduti questi termini, allora il datore di lavoro verrà messo automaticamente in mora e oltre alla retribuzione prevista dovrà corrispondere al dipendente una quota di interessi.

Rimandiamo a una guida di Money.it su tutte le date di pagamento della tredicesima nel mese di dicembre 2019.

Tredicesima non pagata: cosa fare?

In caso di tredicesima non pagata, prima di ricorrere al giudice, è sempre consigliabile passare per le vie bonarie, quindi inviare al datore di lavoro una lettera di diffida, che può essere redatta in autonomia oppure con l’aiuto di un avvocato di fiducia.

Se nonostante la diffida ad adempiere il datore di lavoro non versa la tredicesima mensilità, a questo punto non resta che ricorrere alle “maniere forti”, quindi al decreto ingiuntivo. In questo caso il dipendente deve - sempre con l’assistenza di un avvocato - fare ricorso al giudice del lavoro territorialmente competente e chiedere che venga emesso l’ordine di pagamento.

L’avvocato dovrà allegare al ricorso il contratto di lavoro del dipendente ricorrente e le buste paga mancanti. Dopo il deposito della richiesta, il giudice del lavoro verifica i presupposti legali e, se l’esito della verifica è positivo, emette il decreto ingiuntivo nei confronti dell’azienda/datore di lavoro.

Una volta emesso, spetta all’avvocato notificare il decreto al datore e chiedere il pagamento immediato delle somme indicate dal giudice. A partire dalla notifica, il datore di lavoro ha 40 giorni di tempo per versare la tredicesima al dipendente oppure fare opposizione al decreto ingiuntivo->/opposizione-decreto-ingiuntivo].

Ricordiamo che, in caso di tredicesima e di stipendio non pagato (per almeno due mensilità), il lavoratore dipendente può presentare le dimissioni per giusta causa, le quali danno diritto all’indennità di disoccupazione Naspi.

I casi in cui non va pagata la tredicesima

La tredicesima come abbiamo visto è un diritto, ma vi sono casi in cui non va pagata dal datore di lavoro o meglio i casi in cui non viene maturata.

La tredicesima è 1/12 della retribuzione annuale lorda, ma si calcola sui mesi effettivamente lavorati nell’anno di riferimento. Essa viene maturata anche nel caso di ferie, malattia, infortuni, congedo matrimoniale e maternità.

Vi sono dei casi però in cui la tredicesima non matura e questo avviene per assenze che riguardano:

  • aspettativa non retribuita;
  • astensione per maternità facoltativa (congedo parentale);
  • astensione per malattia del figlio;
  • assenza per malattia oltre il periodo di comporto;
  • assenza per permessi non retribuiti.

Inoltre la tredicesima non viene corrisposta se non si lavora per almeno 15 giorni in un mese.

Ci sono poi altri casi in cui la tredicesima non deve essere pagata dal datore di lavoro al dipendente come per esempio in presenza di un contratto part-time verticale o misto che prevede solo alcune giornate di lavoro nella settimana, nel mese o nell’anno.

Nel caso di contratto part-time orizzontale invece, la tredicesima matura normalmente, perché il dipendente lavora sì meno ore, ma le giornate lavorate sono le stesse.

La tredicesima è calcolata sulla retribuzione annuale lorda che nel caso di part-time orizzontale corrisponde alle ore lavorate e quindi la tredicesima mensilità è comunque inferiore rispetto per esempio a un contratto full time.

Chi lavora in nero ha diritto alla tredicesima?

Ogni lavoratore assunto con contratto ha diritto alla tredicesima. Chi lavora in nero, invece, ha diritto in primis a un regolare contratto. Infatti il nostro ordinamento vieta qualsiasi lavoro non regolarizzato e ci sono delle sanzioni molto severe per chi assume in nero.

Fatta questa premessa è bene ricordare che per chi lavora in nero non è possibile utilizzare i suddetti canali per rivendicare il proprio diritto alla tredicesima, perché non è possibile presentare le buste paga e la documentazione che dimostra la propria assunzione.

In tal caso quindi bisogna come prima cosa denunciare il lavoro in nero alle autorità: ecco una guida su come fare e quali sono le sanzioni per il datore di lavoro.

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1 commento

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Admaiora78 • 2 mesi fa

Il giudice notifica il decreto ingiuntivo ed il tribunale darà disposizione per il pignoramento dei beni??? mi sa che manca qualche base giuridica in questi punti... L’avvocato fa la richiesta per emissione di decreto, il Giudice lo emette, l’avv lo notifica, solitamente con il precetto (perchè per i crediti da lavoro si emettono d.i. provvisoriamente esecutivi) e se il debitore non paga dopo 10 giorni dalla notifica, l’avv procede con le richieste di pignoramento. Non si possono leggere certe castronerie

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