Tredicesima mensilità non pagata dal datore di lavoro: cosa fare e come difendersi

Redazione Lavoro

26 Novembre 2021 - 12:23

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Che fare se la tredicesima non viene pagata a dicembre: spieghiamo come si richiede, a chi rivolgersi e le tempistiche da rispettare.

Tredicesima mensilità non pagata dal datore di lavoro: cosa fare e come difendersi

La tredicesima mensilità è quella retribuzione differita che nel caso dei lavoratori dipendenti deve essere pagata, senza ritardi, dal datore di lavoro. A tal proposito, chi lavora in aziende “poco corrette” nei confronti dei loro dipendenti si chiede cosa deve fare qualora la tredicesima viene pagata con colpevole ritardo, o comunque non viene corrisposta per niente.

Le possibilità di difendersi ci sono, ed è bene conoscerle per non rischiare di essere penalizzati dalla negligenza dell’azienda che non si preoccupa di pagare la tredicesima entro i tempi previsti, generalmente indicati nel contratto nazionale di categoria.

Anche perché è importante sapere che anche il diritto di pretendere la tredicesima non pagata dal datore di lavoro è soggetto a prescrizione, quindi è bene muoversi in tempo per non rischiare di perdere per sempre la possibilità di ottenerla.

Vediamo dunque cosa fare in questi casi, partendo dalla considerazione per cui per la tredicesima non pagata si applicano le stesse regole previste per la mancata corresponsione dello stipendio.

Entro quando va pagata la tredicesima?

Prima d’intraprendere le vie legali, è bene sapere qual è la tempistica per il pagamento della tredicesima. La data esatta non è stabilita dalla legge nazionale, bensì dai singoli CCNL di riferimento, che bisogna consultare con cura.

Alcuni contratti collettivi prevedono una data determinata (nel CCNL del Commercio va pagata entro il 24 dicembre), in altri si limitano a dire che la tredicesima va corrisposta entro l’inizio delle feste di Natale.

Una cosa è certa, a tutti i lavoratori la tredicesima va pagata entro la fine di dicembre.

I contratti collettivi indicano i giorni di “tolleranza” per il versamento di stipendio e tredicesima, ovvero il lasso di tempo in cui il datore può ritardare il pagamento senza incorrere in sanzioni.

Scaduto il termine, il datore di lavoro verrà messo automaticamente in mora, ciò significa che oltre alla retribuzione prevista dovrà corrispondere anche una quota di interessi.

Che fare se la tredicesima non viene pagata

Spieghiamo, adesso, i passaggi da seguire per richiedere il pagamento della tredicesima. Per prima cosa è sempre consigliabile provare la “via bonaria”, ovvero inviare un sollecito di pagamento all’azienda tramite raccomandata a/r o posta certificata.

Se il sollecito non sortisce il risultato sperato (quindi il pagamento della tredicesima), il dipendente può rivolgersi alla Direzione del Lavoro territorialmente competente, con o senza l’assistenza di un avvocato. Questa via consiste nella richiesta di aiuto all’Ispettorato del lavoro, che intercede in favore dei lavoratori danneggiati.

La via del decreto ingiuntivo

Se né il sollecito al datore di lavoro né l’intervento dell’Ispettorato del lavoro risolvono il problema della tredicesima non versata, esiste un’altra via, senza dubbio più “incisiva”: quella di aprire un contenzioso con l’azienda in sede giudiziaria e chiedere il versamento della tredicesima tramite decreto ingiuntivo.

In questo caso il dipendente deve rivolgersi necessariamente a un avvocato, che segue il caso e individua il giudice del lavoro territorialmente competente.

L’avvocato deve allegare al ricorso il contratto di lavoro del dipendente ricorrente e le buste paga mancanti. Dopo il deposito della richiesta, il giudice del lavoro verifica i presupposti legali e, se l’esito della verifica è positivo, emette il decreto ingiuntivo nei confronti dell’azienda/datore di lavoro.

Una volta emesso, spetta all’avvocato notificare il decreto al datore e chiedere il pagamento immediato delle somme indicate dal giudice. A partire dalla notifica, il datore di lavoro ha 40 giorni di tempo per versare la tredicesima oppure fare opposizione al decreto ingiuntivo.

Prescrizione della tredicesima non pagata

Il dipendente che non vuole perdere la tredicesima non versata deve agire in giudizio entro 3 anni dalla data in cui era previsto il pagamento. Oltre questo termine scatta la prescrizione e non si potrà più agire in giudizio per ottenere le somme mancanti.

Mancato pagamento della tredicesima e licenziamento

Alcuni CCNL prevedono la possibilità di dimettersi per giusta causa dal giorno successivo a quello in cui la tredicesima doveva essere pagata. L’effetto delle dimissioni per giusta causa è quello di garantire il diritto alla Naspi (in presenza dei requisiti di anzianità e contributi previsti dalla legge).

Inoltre, tutti i dipendenti - a prescindere dal CCNL - hanno diritto di presentare le dimissioni per giusta causa se il datore non ha versato due mensilità.

I casi in cui non va pagata la tredicesima

La tredicesima corrisponde ad 1/12 della retribuzione annuale lorda, ma si calcola sui mesi effettivamente lavorati nell’anno di riferimento. Essa viene maturata anche durante ferie, malattia, infortunio, congedo matrimoniale e maternità.

Vi sono dei casi, però, in cui la tredicesima non matura e questo avviene per assenze che riguardano:

  • aspettativa non retribuita;
  • astensione per maternità facoltativa (congedo parentale);
  • astensione per malattia del figlio;
  • assenza per malattia oltre il periodo di comporto;
  • assenza per permessi non retribuiti.
  • Inoltre la tredicesima non viene corrisposta se non si lavora per almeno 15 giorni in un mese.

Inoltre la tredicesima non deve essere pagata in presenza di un contratto part-time verticale o misto che prevede solo alcune giornate di lavoro nella settimana, nel mese o nell’anno.

Nel caso di contratto part-time orizzontale la tredicesima matura normalmente, perché il dipendente e lavora meno ore, ma le giornate lavorate sono le stesse.

Quando cade in prescrizione la tredicesima

Come anticipato all’inizio di questa guida, anche la tredicesima è soggetta a prescrizione. Scaduto un certo termine, quindi, il lavoratore dipendente non potrà più rifarsi sul datore di lavoro per pretendere il pagamento di quanto non riscosso negli anni passati.

A tal proposito, è bene sapere che il diritto alla tredicesima mensilità si prescrive in tre anni, come chiarito dalla Corte di Cassazione - sezione Lavoro - con la sentenza 4687/2019. Qui viene chiarito che la prescrizione presuntiva triennale disciplinata dall’articolo 2956 del Codice Civile si applica anche nei confronti dei crediti per mensilità accessorie, quale appunto è la tredicesima.

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