I tre fattori a sostegno della crescita nel 2020

Secondo Nikolaj Schmidt, Chief International Economist di T. Rowe Price, ci sono tre fattori che nel corso del 2020 potrebbero supportare le quotazioni dei mercati azionari. Vediamo quali

I tre fattori a sostegno della crescita nel 2020

Secondo Nikolaj Schmidt, Chief International Economist di T. Rowe Price, ci sono tre fattori che nel corso del 2020 potrebbero supportare le quotazioni dei mercati azionari. Nelle ultime settimane infatti, alcuni accadimenti hanno migliorato la fiducia degli investitori.

Tali sviluppi riducono l’incertezza e potrebbero portare ad una ripresa della crescita e ad una compressione dei premi per il rischio, da un lato sostenendo l’azionario, dall’altro contenendo gli spread creditizi.

L’atteggiamento delle banche centrali

Il primo fattore è relativo alle banche centrali, nello specifico BCE e Fed, che hanno confermato la distanza per un rialzo dei tassi. Entrambi gli istituti hanno mantenuto la loro politica invariata a dicembre, rassicurando al contempo i mercati relativamente alla direzione che intendono intraprendere nel prossimo futuro.

Schmidt evidenzia come non sono attesi rialzi del costo del denaro nel primo semestre dell’anno. Il problema su questo fronte viene dai dati macroeconomici: “i governatori cambiano idea quando i dati macro cambiano”, sottolinea l’esperto. “Non sono state date garanzie e dovremmo tenere a mente che le previsioni di crescita delle banche centrali sono incerte come quelle di qualsiasi altro ente”.

La “Fase 1” dell’accordo Usa-Cina

L’esperto evidenzia anche l’importanza del raggiungimento dell’accordo di “Fase 1“ tra Usa e Cina. Il deal prevede una riduzione delle tariffe, un incremento degli acquisti di derrate agricole e variazioni strutturali su proprietà intellettuale e tecnologia.

“A livello economico, un accordo simile segnalerebbe al mondo che la relazione tra Usa e Cina non è del tutto incrinata, o almeno non ancora. E sebbene sarebbe esagerato dire che ciò sosterrà la crescita, si può dire che una notizia meno negativa è in un certo senso una notizia positiva”.

Il Chief International Economist di T. Rowe Price pone inoltre l’accento sul fatto che il lato positivo di questo accordo è la sua ambiziosità, che metterebbe il Presidente statunitense, Donald Trump, nelle condizioni di non prendere decisioni imprevedibile.

Se invece l’accordo fosse superficiale per mettere in pausa la trade war fino alle elezioni, il risultato potrebbe essere migliore. “Per il momento, avremo una tregua probabilmente fino a metà/fine febbraio, quando la fase uno dell’accordo verrà implementata”, chiosa Schmidt.

Più chiarezza sulla Brexit

La minore possibilità di una hard Brexit dovuta alla schiacciante vittoria di Boris Johnson alle elezioni inglesi rappresenta una notizia positiva sia per gli UK, che per l’EU. “La chiarezza su Brexit porterà un certo sollievo sui mercati, anche se potrebbe durare poco, dato che la deadline per l’accordo commerciale con l’UE di dicembre 2020 non è poi così distante”.

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