Secondo Bank of America, un fondo su cinque ha oltre il 40% della propria esposizione su Apple Inc., Microsoft Corp., Nvidia Corp., Amazon.com, Alphabet Inc., Tesla e Meta Platforms. Sebbene queste azioni hanno regalato agli investitori buoni guadagni, è il momento di considerare titoli alternativi nel settore tecnologico.
Per l’esposizione al settore tech, considerare altre azioni al di fuori di quelle più conosciute, non significa che siano di qualità inferiore, vuol dire piuttosto diversificare il portafoglio per mitigare i rischi legati alla dipendenza da un ristretto numero di titoli. Esplorare opportunità in aziende emergenti o meno pubblicizzate potrebbe offrire rendimenti interessanti, poiché il settore tecnologico è in continua evoluzione. L’innovazione è spesso trainata da imprese meno conosciute ma altrettanto competitive, il che potrebbe tradursi in nuove occasioni di investimento. Inoltre, una strategia di investimento diversificata può contribuire a ridurre la volatilità e fornire una maggiore stabilità nel lungo termine.
Esaminiamo dunque i tre titoli:
1) Asana: Il fondatore e CEO dell’azienda è l’ex manager di Facebook, Dustin Moskovitz. Asana è un softaware di work management, per organizzare i flussi di lavoro nelle aziende. Alla fine di luglio, l’azienda aveva 20.782 clienti, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente. I tassi di retention sono solidi e le vendite sono cresciute del 20% nel secondo trimestre.
Il titolo ha recentemente negoziato a un rapporto prezzo/vendite di 4,8, rispetto alla sua media quinquennale di 10. Moskovitz ha acquistato azioni per un valore di 67,3 milioni di dollari quest’anno a prezzi compresi tra 19,80 e 24,40 dollari, l’ultima volta alla fine di agosto.
2) Akamai Technologies: Akamai Technologies ha di recente negoziato con un P/E forward di 16,8, uno sconto del 9% rispetto alla sua media trailing di 18,5. Ha anche un rapporto PEG di 2,1, al di sotto della soglia di 2,5, che indica una valutazione a sconto per i titoli tech in crescita.
Da inizio anno, il fondatore e CEO Thomas Leighton ha acquistato azioni per un valore di 2,7 milioni di dollari a prezzi compresi tra 72,40 e 93,80 dollari. Leighton ha un buon track record per quanto riguarda l’acquisto di azioni.
Akamai è una società tech in transizione. Leighton è un ex professore del MIT e un visionario tech che ha capito presto, durante la rivoluzione di Internet, come replicare e distribuire contenuti su una vasta rete di server distribuiti. La tecnologia di Akamai ha supportato i video basati su Internet che hai guardato su YouTube, Netflix, prodotti Apple e Facebook.
Il problema di Akamai è che negli ultimi anni molti dei suoi clienti hanno capito di poter svolgere questo lavoro internamente, a un costo inferiore. Piuttosto che rimanere fermi, Akamai si è orientata verso la cybersicurezza, in parte tramite acquisizioni. La strategia sta dando frutti. Le vendite legate alla sicurezza sono cresciute del 14,4% nel secondo trimestre, compensando le diminuzioni nelle entrate da consegna dell’8,2%. Le vendite totali sono cresciute del 4,4%.
3) Workday: Le azioni di Workday hanno di recente negoziato con un P/E forward di 41,5, un significativo sconto rispetto alla media quinquennale di 73,8. Ha anche un rapporto PEG di soli 1,4. Il co-CEO Carl Eschenbach ha acquistato azioni per un valore di 2 milioni di dollari a prezzi compresi tra 236 e 241 dollari alla fine di agosto.
Workday fornisce app per la gestione finanziaria, la gestione del capitale umano (HCM), la pianificazione e l’analisi. Workday è ora la piattaforma HCM per circa la metà delle società Fortune 500, secondo l’analista di Morningstar Julie Bhusal Sharma. Le vendite del secondo trimestre sono cresciute del 16%.
L’azienda è stata fondata da Aneel Bhusri, che è ora co-CEO. Sharma di Morningstar sostiene che Workday ha una solida base aziendale grazie ai costi di commutazione. costi di commutazione offrono una solida base quando il tempo necessario per implementare e apprendere un nuovo software danneggerebbe troppo la produttività. Il secondo trimestre ha portato a rinnovi anticipati e contratti più lunghi, confermando la fedeltà dei clienti.
| DISCLAIMER Attenzione: l’investimento in azioni comporta il rischio di perdere interamente il capitale iniziale. Il presente articolo è basato su informazioni che si ritengono veritiere alla data di redazione del 15 luglio e, in ogni caso, non rappresenta in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio. Le performance passate delle azioni sin qui descritte non offrono alcuna garanzia di ottenere analoghe performance per il futuro. Ogni decisione di investimento in azioni va fatta nell’ambito di un processo di larga diversificazione degli strumenti finanziari contenuti nel portafoglio dell’investitore e con orizzonte temporale medio-lungo (> 5 anni). |