Trattenute stipendio di febbraio: con il conguaglio addio al bonus Renzi?

Stipendio dipendenti pubblici, febbraio 2019: con il conguaglio fiscale rischio sostituzione del bonus Renzi: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Trattenute stipendio di febbraio: con il conguaglio addio al bonus Renzi?

Sullo stipendio di febbraio - indicato nell’apposito cedolino NoiPA - si applicano diverse trattenute: tra queste c’è il conguaglio fiscale che potrebbe comportare la perdita del bonus Renzi.

A tal proposito ricordiamo che con il conguaglio fiscale (nel quale sono compresi i conguagli per fondo pensione e fondo credito) si intende il riepilogo fiscale e contributivo per l’anno scorso: nel dettaglio, in base al reddito percepito dal dipendente pubblico nell’intero 2018 si procede con un ricalcolo delle trattenute fiscali Irpef con la quantificazione dell’importo corretto.

Il risultato del conguaglio può essere più o meno favorevole per il dipendente: ad esempio, potrebbe succedere che questo abbia pagato troppe tasse durante lo scorso anno e che di conseguenza sia “a credito”: in tal caso ha diritto ad un rimborso Irpef in busta paga. Qualora, invece le tasse pagate siano inferiori a quelle dovute - ossia se il lavoratore è “a debito” - sono previste delle trattenute in busta paga.

E così è stato per lo stipendio di molti dipendenti pubblici (il cedolino è già visibile su NoiPA), nonostante le trattenute non siano uguali per tutti. Ad esempio c’è chi ha visto una riduzione dello stipendio di pochi euro, mentre altri hanno ricevuto una sorpresa ben più spiacevole: circa 500 euro in meno nel cedolino di febbraio.

Il motivo di questa trattenuta “pazza” è dato dal fatto che con il conguaglio ci si è resi conto che questi lavoratori hanno superato la soglia di reddito annua per beneficiare del bonus Renzi di 80 euro e di conseguenza dovranno restituire quanto ricevuto nelle ultime mensilità.

I requisiti per il bonus Renzi

C’è da dire che la maggior parte dei dipendenti pubblici non ha perso totalmente il diritto al bonus Renzi. Difficile infatti che in un anno il reddito sia aumentato di più di 2.000 euro l’anno.

Questi sono passati dalla I fascia (quella in cui si riceve il bonus per intero) alla II fascia, ossia quella in cui gli 80 euro vengono ricalcolati in proporzione al reddito.

Ricordiamo che nel 2018 le fasce per il bonus Renzi erano:

  • I fascia: il bonus spetta per intero ha chi ha un reddito compreso tra gli 8.174 euro e i 24.600 euro lordi;
  • II fascia: il bonus spetta parzialmente a chi ha un reddito annuo compreso tra i 24.601 e i 26.600 mila euro.

Quindi chi sul cedolino di febbraio ha visto comparire la dicitura “800/667 CONGUAGLIO ART.1 DL 66/2014” significa che ha superato la I o la II fascia di reddito e di conseguenza dovrà restituire una parte o la totalità del Bonus Renzi di 80 euro.

Per capire nel dettaglio qual è la motivazione che ha comportato la trattenuta del Bonus 80 euro però bisognerà aspettare il prossimo mese: solo con la pubblicazione del CU, infatti, i lavoratori sapranno a quanto ammonta la retribuzione lorda del 2018.

Rinuncia al bonus Renzi

Se siete sicuri che anche nel 2019 supererete le suddette fasce di reddito e volete evitare che il prossimo anno ci siano delle elevate trattenute sullo stipendio di febbraio potete rinunciare fin da subito al bonus Renzi.

Per farlo potete utilizzare il servizio self-service disponibile su NoiPA; per maggiori informazioni su come fare, invece, ecco una guida dedicata.

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