Toninelli su Tav: “Opera inutile”, ma nella notte lettera dei Trasporti a Bruxelles su Sì

Le «due facce» di Danilo Toninelli: rimane contrario all’Alta velocità, ma a mezzanotte e mezza il Ministero dei Trasporti invia una lettera a Bruxelles in cui si conferma l’impegno italiano a completare l’opera

Toninelli su Tav: “Opera inutile”, ma nella notte lettera dei Trasporti a Bruxelles su Sì

Solo due giorni fa, in aperta polemica con il capo del governo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli aveva ribadito la posizione da sempre sostenuta sull’Alta Velocità Torino-Lione: “L’opera è e resterà inutile”. Dopo la giravolta di Conte sul Tav, ha cominciato a circolare l’ipotesi dimissioni del ministro pentastellato.

Ma Toninelli sembra deciso a rimanere, nonostante Matteo Salvini voglia la sua testa. E nella notte il suo Ministero invia una lettera a Bruxelles, confermando “l’impegno italiano in nome dell’interesse nazionale”.

Tav, da lettera a Bruxelles manca la firma di Toninelli

La missiva del Ministero dei Trasporti è stata mandata sia a Bruxelles che a Parigi per conoscenza al governo francese con il quale sono stati tenuti colloqui per tutta la giornata di ieri.

Dalla lettera, spedita a mezzanotte e mezza, manca la firma del titolare del dicastero Toninelli che, sottolinea Repubblica, in questo caso non era necessaria.

Ministero Trasporti promette Tav a Bruxelles

Il testo riprende direttamente la nuova tesi di Giuseppe Conte, che in un video su Facebook tre giorni fa, aveva dato Sì definitivo al Tav dopo quasi un anno di scontro interno alla maggioranza di governo.

Si cita quindi il discorso del presidente del Consiglio nel passaggio in cui afferma che “costerebbe di più bloccarla che farla”, “in considerazione dei maggiori impegni di spesa dell’Europa”. Maggiori impegni che, in realtà, erano noti da mesi, per cui la repentina giravolta di Conte ha fatto supporre che l’ok al Tav era stato dato già a marzo. Solo l’annuncio era stato rimandato per mettersi alle spalle le europee.

Pur ribadendo il suo parere negativo sul Tav, anche Toninelli deve condividere almeno in parte la scelta di Conte di passare la palla al Parlamento. Sebbene l’analisi costi-benefici da lui stesso commissionata abbia dato un parere fortemente contrario, il ministro smentisce le dimissioni e rivendica il suo operato fin qui.

Nella versione di Toninelli, anzi, è stata proprio l’analisi dei tecnici a far comprendere all’Europa che “l’opera non fosse così conveniente”, e dunque a spingerla ad “innalzare la sua quota di partecipazione”.

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