Che cosa si intende per trasformazione societaria, quando solitamente si prende in considerazione e tutte le società possono essere trasformate?
La vita di un’impresa non è mai statica. Un’attività che nasce come piccola realtà familiare può crescere rapidamente e attirare nuovi investitori oppure, al contrario, ridimensionarsi e richiedere una struttura organizzativa più semplice. In tutti questi casi può sorgere l’esigenza di modificare la forma giuridica della società senza interrompere l’attività svolta. È proprio questa la funzione della trasformazione societaria, meglio conosciuta anche come trasformazione aziendale, che consente alla società di cambiare, mantenendo però la propria identità giuridica.
La trasformazione evita infatti di dover sciogliere la società esistente e costituirne una nuova, con conseguente perdita di tempo, costi aggiuntivi e possibili complicazioni nei rapporti con clienti, fornitori, banche e dipendenti. La stessa impresa continua ad operare, ma secondo regole organizzative differenti, più adatte alle nuove esigenze dei soci e del mercato.
Che cos’è la trasformazione societaria
Dal punto di vista giuridico la trasformazione consiste nel cambiamento della forma societaria senza che si verifichi l’estinzione della società. Il principio fondamentale è quello della continuità dei rapporti giuridici. Ovvero la società conserva tutti i diritti e gli obblighi già acquisiti e continua ad essere parte di tutti i rapporti contrattuali e processuali in corso.
Questo significa che non nasce un nuovo soggetto di diritto. Cambia soltanto la disciplina applicabile alla società, mentre restano immutati la sua storia, il patrimonio, i contratti stipulati e la posizione nei confronti dei creditori e dei debitori. La trasformazione può avvenire tra società di capitali e società di persone, oppure all’interno delle stesse categorie, modificando il regime giuridico e la responsabilità dei soci.
Si pensi, ad esempio, a una S.r.l. che produce arredamenti e che decide di trasformarsi in una società in nome collettivo. I contratti con i clienti continuano ad avere efficacia, i dipendenti restano alle dipendenze della stessa impresa e i rapporti bancari non devono essere ricostituiti da zero. L’attività prosegue senza soluzione di continuità, semplicemente sotto una diversa veste giuridica.
Quando si prende in considerazione una trasformazione aziendale
La trasformazione societaria viene normalmente valutata quando la forma giuridica scelta al momento della costituzione non risponde più alle esigenze dell’impresa. Una situazione molto frequente riguarda le aziende che, dopo alcuni anni di attività, registrano una riduzione del volume d’affari. Una società di capitali comporta adempimenti amministrativi e contabili piuttosto complessi e costosi. Se l’attività è diventata più contenuta, i soci possono preferire una società di persone, caratterizzata da una gestione più semplice e da minori oneri amministrativi. In particolare nelle società di capitali la struttura è più complessa e la responsabilità è limitata, mentre nelle società di persone la gestione è più semplice ma con maggiore esposizione personale dei soci.
Può verificarsi anche la situazione opposta. Ovvero una piccola società di persone che ha conosciuto una forte crescita economica potrebbe aver bisogno di raccogliere nuovi capitali o di limitare la responsabilità personale dei soci. In questo caso la trasformazione in S.r.l. o in S.p.A. rappresenta spesso la soluzione più efficace per favorire lo sviluppo dell’impresa.
Un altro esempio concreto riguarda il passaggio generazionale. Un’impresa familiare costituita come società di persone può trasformarsi in società di capitali per facilitare l’ingresso degli eredi, regolamentare meglio la governance e separare il patrimonio personale da quello aziendale.
La trasformazione può inoltre essere utilizzata per affrontare situazioni di difficoltà economica. Se una società di capitali subisce perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo previsto dalla legge, la trasformazione in una forma societaria diversa può consentire di evitare lo scioglimento e di proseguire l’attività.
Vi sono poi casi in cui la scelta dipende esclusivamente da ragioni organizzative. Professionisti o imprenditori che desiderano gestire personalmente l’attività possono preferire una società di persone, mentre imprese che intendono aprirsi al mercato degli investitori optano spesso per una società di capitali.
È sempre possibile trasformare una società?
L’ordinamento italiano ammette un’ampia possibilità di trasformazione societaria, ma entro i limiti e secondo le regole previste dal Codice civile. In linea generale, la trasformazione consente il passaggio da un tipo societario ad un altro, sia all’interno della stessa categoria sia tra categorie diverse.
È quindi possibile trasformare una società di persone in una società di capitali e, al contrario, una società di capitali in una società di persone. Allo stesso modo è consentito il passaggio tra tipi diversi ma appartenenti alla stessa categoria. Ad esempio, una società in nome collettivo può trasformarsi in una società in accomandita semplice, oppure una società a responsabilità limitata può trasformarsi in una società per azioni.
Accanto a queste ipotesi rientra anche la cosiddetta trasformazione eterogenea, che si verifica quando una società assume la forma di un ente non societario, come un consorzio, un’associazione o una fondazione, oppure compie il percorso inverso, trasformandosi da ente in società. Tale operazione è però subordinata al rispetto delle specifiche condizioni previste dalla legge per ciascuna fattispecie.
In ogni caso, la trasformazione non è mai automatica, ma richiede il rispetto delle procedure e delle maggioranze previste dal Codice civile, oltre alla verifica della compatibilità tra la forma di partenza e quella di arrivo. Alcune trasformazioni, inoltre, possono comportare effetti rilevanti sul regime di responsabilità dei soci e richiedono particolari tutele, soprattutto quando si passa da una struttura a responsabilità limitata a una a responsabilità illimitata.
Come si realizza la trasformazione societaria
La trasformazione societaria è disciplinata dagli articoli 2498 e seguenti del Codice civile, che regolano sia le trasformazioni tra società appartenenti alla stessa categoria sia quelle che comportano il passaggio tra enti di natura diversa.
Pur seguendo principi comuni, la procedura varia a seconda del tipo di trasformazione e della forma giuridica della società coinvolta. In ogni caso, l’operazione non determina l’estinzione della società, che conserva tutti i propri diritti e obblighi e prosegue nei rapporti giuridici già in essere, come previsto dal già citato articolo 2498 del Codice Civile.
Trasformazione da società di capitali a società di persone
La trasformazione da società di capitali a società di persone è disciplinata dall’articolo 2500-sexies c.c. che prevede specifiche garanzie a tutela dei soci e dei creditori, considerato che l’operazione può comportare l’assunzione di responsabilità illimitata da parte dei soci.
La decisione è adottata dall’assemblea secondo le regole previste per le modifiche dello statuto. Nel caso delle società per azioni, la deliberazione compete all’assemblea straordinaria ai sensi degli articoli 2365 e 2368 c.c., mentre per le società a responsabilità limitata trovano applicazione le disposizioni dettate dagli articoli 2479 e seguenti del Codice Civile.
La normativa richiede inoltre che gli amministratori predispongano una relazione illustrativa contenente le motivazioni e gli effetti della trasformazione. I soci destinati ad assumere responsabilità illimitata devono esprimere il proprio consenso, mentre ai soci che non hanno concorso alla deliberazione resta riconosciuto, nei casi previsti dalla legge, il diritto di recesso.
Trasformazione interna tra società della stessa categoria
Quando la trasformazione avviene all’interno della stessa categoria, ad esempio da S.n.c. a S.a.s. oppure da S.r.l. a S.p.A., il procedimento risulta generalmente più semplice, poiché il passaggio non comporta il mutamento tra società di persone e società di capitali.
La decisione segue comunque le regole previste per la modifica dell’atto costitutivo o dello statuto e deve rispettare le disposizioni dettate per il tipo societario di destinazione. Resta fermo il principio di continuità sancito dall’articolo 2498 del Codice civile, in forza del quale la società conserva tutti i rapporti giuridici attivi e passivi già esistenti.
Trasformazione eterogenea (artt. 2500-septies e 2500-octies c.c.)
La trasformazione eterogenea si verifica quando una società si trasforma in un ente di natura diversa oppure, viceversa, un ente non societario assume la forma di società, nei casi espressamente previsti dagli articoli 2500-septies e 2500-octies del Codice civile. Rientrano in questa categoria, ad esempio, la trasformazione di una società di capitali in associazione riconosciuta, fondazione, comunione d’azienda o consorzio e le corrispondenti trasformazioni nel senso inverso.
Queste operazioni richiedono particolari cautele, in quanto incidono sulla natura giuridica dell’ente e sulla disciplina applicabile. La deliberazione deve essere assunta nel rispetto delle maggioranze e delle condizioni previste dalla legge per ciascuna specifica fattispecie, nonché degli eventuali consensi richiesti a tutela dei soggetti interessati.
Atto notarile e iscrizione nel registro delle imprese
In tutte le ipotesi di trasformazione soggette a forma societaria, l’atto deve essere redatto per atto pubblico da un notaio, ai sensi dell’articolo 2500 c.c. Il notaio svolge un controllo di legalità sostanziale, verificando la conformità della trasformazione alle norme imperative e la presenza di tutti gli elementi richiesti per la società risultante.
La trasformazione produce effetti solo con l’iscrizione nel Registro delle imprese competente, ai sensi dell’articolo 2500-bis c.c. Da tale momento la società:
- conserva la propria identità giuridica;
- prosegue tutti i rapporti giuridici attivi e passivi;
- assume la nuova forma societaria a tutti gli effetti verso i terzi.
Cosa succede ai contratti e ai debiti della società
Uno dei principali vantaggi della trasformazione consiste proprio nella continuità dei rapporti giuridici. I contratti stipulati prima della trasformazione restano validi e continuano a produrre i loro effetti. Lo stesso vale per i rapporti di lavoro subordinato, per i finanziamenti bancari, per i contratti di locazione, per le autorizzazioni amministrative e persino per gli eventuali giudizi pendenti davanti all’autorità giudiziaria.
Anche i debiti della società non vengono meno. La società continua ad esserne responsabile e, nel caso di trasformazione da società di capitali a società di persone, i soci che assumono responsabilità illimitata rispondono anche delle obbligazioni sorte anteriormente alla trasformazione, nei limiti stabiliti dalla legge.
Questo aspetto rende particolarmente importante una valutazione preventiva dell’operazione, poiché il cambiamento della forma giuridica può incidere in modo significativo sul patrimonio personale dei soci.
La tutela dei soci che non condividono la decisione
Non tutti i soci sono necessariamente favorevoli alla trasformazione. Può accadere, ad esempio, che un socio di minoranza non intenda assumere una responsabilità personale illimitata oppure ritenga che la nuova veste organizzativa non sia coerente con il proprio investimento.
Per evitare che una modifica così rilevante venga imposta contro la volontà della minoranza, l’ordinamento riconosce il diritto di recesso. Quest’ultimo è disciplinato per le società per azioni dall’articolo 2437 c.c. e seguenti, mentre per le società a responsabilità limitata dall’articolo 2473 c.c.. In ambito di trasformazione societaria, la disciplina è inoltre inserita nel sistema degli articoli 2498 e seguenti c.c., che regolano gli effetti e la continuità dei rapporti giuridici derivanti dall’operazione.
Il socio che non ha concorso all’approvazione della deliberazione può pertanto recedere dalla società, ottenendo la liquidazione della propria partecipazione secondo i criteri stabiliti dalla legge. Si tratta di una tutela essenziale, in quanto realizza un equilibrio tra il principio maggioritario e la protezione degli interessi della minoranza.
Quanto costa una trasformazione societaria
Non esiste un costo standard valido per tutte le trasformazioni, poiché ogni operazione presenta caratteristiche differenti. Le spese dipendono principalmente dal valore della società, dalla complessità dell’atto notarile, dal numero dei soci coinvolti e dalle attività richieste al commercialista e agli altri professionisti incaricati.
Per una piccola impresa familiare che intenda trasformare una S.r.l. in una S.n.c., il costo complessivo può collocarsi orientativamente tra i 2.500 e i 5.000 euro, comprendendo l’intervento del notaio, la consulenza professionale, le imposte e i diritti amministrativi.
Se invece la trasformazione riguarda una società di grandi dimensioni con patrimonio rilevante, partecipazioni articolate o particolari esigenze di valutazione, il costo può aumentare sensibilmente e superare anche i 10.000 euro. Occorre inoltre considerare gli eventuali effetti fiscali dell’operazione, che devono essere analizzati caso per caso assieme al proprio consulente.
Conviene cambiare forma giuridica?
Come è facile immaginare, non esiste una risposta universalmente valida per tutte le imprese. La trasformazione societaria rappresenta uno strumento estremamente utile quando la struttura originaria non è più adeguata alle esigenze aziendali. Può consentire di ridurre i costi di gestione, semplificare l’organizzazione interna, favorire l’ingresso di nuovi investitori oppure garantire una maggiore tutela del patrimonio personale dei soci.
Prima di procedere è tuttavia opportuno effettuare una valutazione complessiva degli aspetti giuridici, fiscali e patrimoniali dell’operazione, verificando se il cambiamento della forma societaria sia realmente la soluzione più conveniente.
Quando la trasformazione societaria diventa una scelta necessaria
La trasformazione aziendale si rivela essere uno degli strumenti più importanti attraverso cui un’impresa può adattarsi alla propria evoluzione senza interrompere l’attività e senza perdere la continuità dei rapporti giuridici già esistenti.
Grazie a questo istituto è possibile modificare la forma giuridica della società in funzione delle nuove esigenze imprenditoriali, evitando la liquidazione e la costituzione di un nuovo soggetto. Si tratta di una scelta strategica che può accompagnare la crescita, la riorganizzazione o il rilancio dell’azienda, consentendo di mantenere intatti i rapporti con clienti, fornitori, dipendenti e istituti di credito.
Proprio per tutte queste ragioni è importante che la trasformazione sia pianificata con attenzione. A tal fine si consiglia di rivolgersi ad un consulente qualificato, affinché la nuova struttura societaria sia realmente in grado di sostenere gli obiettivi futuri dell’impresa.
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