San Pietro e Paolo 2026 cade di lunedì nel 2026: ecco quali uffici, banche e aziende chiuderanno a Roma il 29 giugno e come cambia la gestione della festività per le imprese.
La solennità dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno), giorno tradizionalmente festivo a Roma, torna a cadere in un giorno feriale standard, precisamente di lunedì. Nei due anni precedenti, la ricorrenza del 29 giugno era coincisa con il fine settimana, di sabato nel 2024 e di domenica nel 2025. Sebbene le passate collocazioni nel weekend non avessero richiesto la sospensione delle attività negli uffici operativi dal lunedì al venerdì, esse hanno comunque comportato un onere finanziario per le imprese attraverso il meccanismo della «festività non goduta». Quest’anno, invece, la collocazione all’inizio della settimana lavorativa torna a incidere direttamente sia sulla pianificazione dei turni sia sull’effettiva chiusura delle attività, o almeno alcune di esse.
Quali aziende e uffici chiudono a Roma il 29 giugno 2026?
Per capire quali realtà debbano sospendere le attività, è necessario fare riferimento al principio cardine del diritto del lavoro italiano secondo cui la festività patronale è riferita al comune in cui è ubicata la sede di lavoro presso cui il dipendente presta la propria attività, e non alla sede legale dell’azienda, ossia alla sede operativa dell’azienda, e non alla sua sede legale.
Di conseguenza, un’impresa con direzione generale a Milano ma con un’unità produttiva o una filiale a Roma dovrà considerare il 29 giugno come giorno festivo per il solo personale in forza nella Capitale. Al contrario, i dipendenti distaccati presso sedi ubicate in altri comuni lavoreranno regolarmente, mentre per loro sarà considerata festiva la giornata del rispettivo patrono locale.
Prevista, quindi, in linea generale la sospensione delle attività per l’intero comparto pubblico e finanziario operante sul territorio del Comune di Roma. Saranno pertanto chiusi:
- gli uffici della Pubblica Amministrazione (comunali, regionali e ministeriali);
- le segreterie scolastiche e universitarie;
- la maggior parte degli uffici postali;
- i tribunali e gli uffici giudiziari.
Saranno chiusi anche gli sportelli bancari e le agenzie assicurative, salvo eccezioni, con conseguente slittamento delle scadenze finanziarie e dei pagamenti interbancari al giorno lavorativo successivo.
Come funziona nel settore privato?
Nel comparto privato la gestione della festività non segue un approccio uniforme, ma varia a seconda del CCNL e delle esigenze produttive. Molte aziende metalmeccaniche, manifatturiere e le società di consulenza o IT scelgono generalmente di allinearsi al calendario festivo, prevedendo la chiusura della sede operativa e riconoscendo ai dipendenti la giornata di riposo retribuita.
In controtendenza rispetto agli uffici, molti punti vendita della grande distribuzione, i supermercati, i centri commerciali e le attività ricettive e di ristorazione rimarranno regolarmente operativi per intercettare i flussi turistici e la domanda locale della giornata festiva.
Operativi anche i servizi essenziali come ospedali, presidi sanitari, forze dell’ordine, centrali energetiche e trasporti pubblici locali, che garantiranno la continuità del servizio, operando secondo i turni e i contingenti minimi previsti per i giorni festivi.
Come cambia la gestione della festività per le imprese
Per le aziende che terranno aperta la sede di Roma, il fatto che il patrono quest’anno cada di lunedì incide nella gestione rispetto al passato recente, modificando le voci di spesa in busta paga.
Lo scorso anno, la coincidenza della festività con la domenica ha fatto scattare l’istituto della festività non goduta. Le aziende con operatività dal lunedì al venerdì non hanno subito interruzioni della produzione, ma hanno dovuto corrispondere ai dipendenti, ove previsto, un indennizzo economico e, per gli impiegati mensilizzati, questo si è tradotto in un bonus fisso pari a 1/26 della retribuzione globale di fatto, erogato come giornata aggiuntiva oltre lo stipendio base del mese. Ma la collocazione feriale della festività nel 2026 cambia le regole del calcolo e, ai fini del trattamento economico, la festività patronale segue la disciplina prevista per una festività infrasettimanale. In caso di chiusura aziendale, e quindi di festività goduta, il dipendente che rimane a riposo ha diritto alla normale retribuzione pur non prestando attività lavorativa. In busta paga non ci saranno trattenute perché le ore o le giornate di assenza per festività vengono interamente coperte dall’azienda all’interno della normale mensilità fissa. Il datore di lavoro affronta lo stesso esborso mensile a fronte di una giornata in meno di produzione.
Il quadro cambia per le aziende romane che decidono di rimanere aperte. Chi richiede la presenza in servizio dei lavoratori dipendenti in un giorno festivo infrasettimanale deve sostenere un costo aggiuntivo. Il personale richiamato al lavoro avrà infatti diritto, oltre alla normale retribuzione mensile, al trattamento economico previsto dal proprio CCNL, che normalmente comprende la retribuzione della festività e la maggiorazione per il lavoro festivo prevista dal contratto collettivo, una percentuale che varia di molto in base al settore (si va dal +20% o +30% del Commercio e Terziario, fino a superare il +50% nel settore Metalmeccanico).