Trading online: aumenta il margine richiesto a chi fa operazioni speculative

Su decisione dell’Esma, da oggi l’effetto leva viene ridotto per chi fa trading online. Cosa vuol dire? I dettagli

Trading online: aumenta il margine richiesto a chi fa operazioni speculative

Potrebbero non ricevere una grande attenzione, eppure le restrizioni imposte da oggi al comparto del trading online vanno di sicuro a mutare radicalmente lo scenario delle operazioni speculative sul web in tutta Europa.

L’Esma - ovvero l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati - ha infatti imposto un aumento della somma di denaro richiesta a un trader a «protezione» dei suoi investimenti, facendo in modo che questi - gli investitori appunto - non perdano più denaro di quanto hanno investito.

Si tratta quindi di una riduzione della cosiddetta leva, ovvero quella che finora ha consentito ai piccoli trader di esporsi a un capitale molto più elevato rispetto a quello da loro effettivamente messo sul piatto. Cosa che avviene in particolare con i Contract for difference (CFD), e che può moltiplicare i guadagni ma anche le perdite.

In passato, ad esempio, era possibile investire con una leva 100:1, ovvero impegnando 1.000 euro ma esponendosi a un capitale complessivo di 100.000 euro.
Da oggi, invece, la leva finanziaria non può andare oltre il 30:1 per le valute principali, il 20:1 per le altre valute, l’oro e gli indici principali, il 10:1 per le materie prime diverse dall’oro e gli indici secondari, il 5:1 per le azioni e il 2:1 per quel che riguarda le valute virtuali.

Perché questa decisione?

Scopo dell’Esma, l’Authority che vigila sui mercati finanziari in UE, è quello di “proteggere gli investitori”, che per la prima volta non potranno perdere più di quanto effettivamente messo sul tavolo.

Il provvedimento prende il via dall’analisi del dato europeo che mostra una percentuale tra il 74 e l’89% dei conti di trading in rosso, con perdite che oscillano tra i 1.600 e i 29.000 euro.

Anche per questo l’altra mossa stabilita dell’Esma è stata quella di eliminare il saldo negativo, ragione per cui nessuno potrà perdere più di quanto depositato sul proprio conto.

Le restrizioni però non colpiranno tutti i trader ma solo i «non esperti», visto che esistono requisiti che, qualora posseduti (ne basta uno dei tre) portano a considerare esentati dalla misura; nello specifico, la restrizione riguarda quelli che hanno compiuto operazioni speculative almeno dieci volte in ognuno degli ultimi quattro trimestri, che hanno esperienza professionale in ambito finanziario o che possiedono un patrimonio di almeno 500.000 euro esclusi gli immobili.

Le polemiche: leva eccessivamente ridotta

I principali contrasti alla misura fanno luce sulla riduzione eccessiva della leva, che secondo molti avrebbe potuto allinearsi a quella stabilita dagli Stati Uniti di 1:50. Con i rapporti stabiliti ora la decisione viene etichettata da alcuni come una stretta al settore del trading online, già notevolmente colpito negli ultimi anni.

Critiche anche su quello che è stato definito un vero e proprio buco normativo, ovvero l’escamotage che consente a investitori europei di rivolgersi a broker non europei, che potrebbero continuare a offrire una leva massima di 1:400 senza dare però nessuna garanzia in termini di sicurezza; elemento che, di fatto, fa sì che la restrizione appena imposta possa causare movimenti verso fronti non regolamentati e ancora più rischiosi.

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