Trading: analisi tecnica o analisi fondamentale?

David Pascucci

26 Luglio 2022 - 08:57

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Più valida l’analisi tecnica o l’analisi fondamentale? Quale delle due è “migliore”?

Trading: analisi tecnica o analisi fondamentale?

Oltre alla classica diatriba tra trading discrezionale e trading algoritmico, abbiamo anche la diatriba oramai secolare circa la migliore tecnica di analisi, ossia meglio l’analisi tecnica (grafica) o l’analisi fondamentale? Questa rivalità forzata divide molti operatori circa le varie possibilità di analisi, tutti questi operatori sono infatti alla ricerca della migliore metodologia di analisi al fine di poter “sbancare” il mercato in ottica di trading. Questo paragone ha quindi senso di esistere? Oppure è una classica chiacchiera da bar senza senso? Vediamolo insieme.

L’analisi fondamentale

Partiamo dal principio, ossia dall’analisi fondamentale. Lo dice proprio la parola stessa, l’analisi fondamentale va ad analizzare i “fondamentali” di uno strumento finanziario, ossia ne analizza le componenti principali, solitamente tramite l’ausilio di indicatori numerici già esistenti o customizzati a seconda del tipo di lettura che si vuole fare. Per fare un esempio basilare, quando si fa analisi fondamentale su un titolo azionario, si vanno a visionare i bilanci per estrapolarne una valutazione economica. Gli indicatori utilizzati in questo tipo di analisi sono indicatori che mettono a confronto la capacità reddituale con le capacità di preservazione del capitale nel lungo termine, oppure vanno a valutare il grado di indebitamento e la capacità di ripagare i debiti nel lungo termine, ecc.

Gli indicatori sono molti e le possibilità di interpretazione sono molteplici, pertanto non è possibile una valutazione oggettiva. Lo scopo di questo tipo di analisi è quello di individuare il “prezzo giusto” della singola azione della società presa in esame. Se il prezzo di mercato è inferiore al prezzo individuato dall’analisi, allora è il momento giusto per valutare un eventuale acquisto, è questa la condizione di azione “underperform” o sotto-prezzata, a sconto. Viceversa se il prezzo di mercato è al di sopra del prezzo individuato nell’analisi, allora si tratta di una condizione di “overperform”, ossia il titolo è in sovrapprezzo e di conseguenza meglio non comprare un titolo il cui valore è al di sotto del prezzo di mercato.

Questo approccio è soprattutto utilizzato da gestori di portafoglio di lungo periodo, meglio nota come attività di “stock picking”, ossia un’attività che mira espressamente alla ricerca delle migliori opportunità in ambito fondamentale. Per fare un esempio, Warren Buffett, il più grande investitore di tutti i tempi, ha questo approccio che utilizza con estremo profitto da anni, per giunta il miglior approccio considerando il lungo periodo.

L’analisi tecnica

L’analisi tecnica è quel tipo di analisi che, con l’ausilio di indicatori e oscillatori, insieme all’utilizzo di strumenti grafici, ci permette di capire il futuro andamento del prezzo in base ai movimenti di prezzo storici pregressi. Qui, a differenza dell’analisi fondamentale, è necessario l’ausilio del grafico dei prezzi storici dello strumento finanziario che andiamo a prendere in esame al fine di utilizzare gli strumenti grafici, gli indicatori e gli oscillatori. I prezzi per entrare a mercato vengono quindi individuati in base all’andamento storico di un titolo, facciamo un esempio. L’analisi tecnica su un titolo azionario, prevede che ci sia il grafico dell’andamento storico del titolo e su di esso vengano tracciate linee di trend, supporti, resistenze e magari in aggiunta si possono prendere diversi indicatori e oscillatori d’ausilio alla lettura del futuro andamento di mercato.

Questo approccio grafico si adotta principalmente per capire dove può andare il prezzo di un titolo e per definizione è un approccio molto più statistico-matematico e ancor più previsionale rispetto all’approccio fondamentale. Di base l’analisi tecnica è l’analisi di più facile approccio per un neofita ma allo stesso la più complessa e quella che è lasciata maggiormente a libera interpretazione, facendo così dell’analisi tecnica una delle materie più complesse che esistono nell’ambito dei mercati finanziari.

Una buona analisi tecnica prevede inoltre, non solo l’utilizzo degli strumenti, ma anche la configurazione di vari scenari che si potrebbero realizzare. In questo caso parliamo di analisi utili ai traders per capire in che modo muoversi in base ai movimenti di mercato. Questo approccio è quindi molto utilizzato e proprio per questo è uno dei più dibattuti. L’elemento soggettivo qui è ancor più forte rispetto all’analisi fondamentale in quanto gli strumenti di analisi sono moltissimi e ancor più personalizzabili rispetto all’analisi fondamentale.

Qual è la migliore?

Ovviamente non esiste metodologia di analisi migliore dell’altra. Questa diatriba scaturisce da innumerevoli fallimenti da parte di traders che confondono l’attività di trading con l’attività di analisi, quindi se si fa un’analisi e il mercato non “premia” questa analisi alloca significa che il metodo di analisi non funziona.

Questa è in soldoni la logica di chi accende queste diatribe. In realtà sono entrambe metodologie di analisi molto valide ed entrambe molto utili. In moltissimi casi, anzi, nella gran parte, molti fondi di investimento utilizzano metodologie di analisi ibrida, ossia utilizzano sia l’analisi fondamentale che l’analisi tecnica per fare “stock picking”, oppure possiamo anche identificare questa categoria con i famigerati “Global Macro Trader”, ossia traders che analizzano i fondamentali dell’economia per stabilire l’andamento macroeconomico e metterlo poi in relazione con l’andamento grafico dei prezzi di ogni strumento preso in esame.

Questa metodologia, soggettivamente parlando, la trovo la migliore e la più completa, sta poi nel trader capire per mezzo dell’esperienza se è in un periodo di trading ha più senso dare peso all’analisi fondamentale o all’analisi tecnica. Quindi, nessuna metodologia è migliore dell’altra, anzi, proprio la sinergia dei due tipi di analisi potrebbe essere un ottimo strumento per avere una migliore visione del mercato. Un’ultima raccomandazione circa l’attività di analisi e l’attività di trading: sono due attività completamente diverse, pertanto confondere l’analisi tecnica/fondamentale con il trading è assolutamente un bias cognitivo.

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