Trading, i diversi tipi di traders

David Pascucci

5 Luglio 2022 - 08:57

Nel trading circa l’80% dei traders perde, i fattori sono comuni ma i profili sono diversi tra loro

Trading, i diversi tipi di traders

Nel trading, circa l’80% di coloro che si approcciano al mercato, professionisti o dilettanti, perde soldi sulle transazioni. Questi sono in media i dati che i broker rilasciano al pubblico circa il numero di operatori perdenti e vincenti. C’è da scoraggiarsi? Oppure la statistica è sporcata da moltissimi operatori che iniziano e lasciano subito?

Trading, perdono in tanti e guadagnano in pochi

Questa è purtroppo la spietata realtà di questo mondo. Molti possono pensare che questi numeri siano dati principalmente dal fatto che chi inizia perde soldi, parecchi solitamente. Dopo questa perdita iniziale c’è il rischio che possa finire lì la sua storia come trader, in altri casi c’è invece la possibilità di poter continuare, inizialmente perdendo soldi anche in quel caso. Nella prima fase, perdere soldi è molto probabile, quasi una certezza, pertanto è consigliabile iniziare con una cifra piccola rispetto al proprio capitale. In questo 80% di traders che perdono, ci sono quindi coloro che iniziano, chi per gioco e chi con una reale volontà di fare le cose fatte bene, e chi ha già superato questo step iniziale e sta capendo i meccanismi del trading, l’importanza della gestione del rischio e del money management. Vorrei ricordare che perdere nel trading, soprattutto nelle fasi iniziali, è importante e fondamentale per capire sia il profilo di rischio di chi fa trading, sia l’approccio che il novizio ha con questo mestiere.

Il Trader Neofita

Il trader neofita può avere svariati profili che però sono accomunati dal fattore “sperimentazione”. Il trading è un lavoro che, seppur studiate tutte le nozioni teoriche possibili, deve essere sperimentato sul campo, direttamente a mercato. Il trader neofita fa proprio questo, sperimenta. Come i bambini devono sperimentare con il gioco, toccando e talvolta rompendo ciò che hanno tra le mani, il trader neofita all’inizio gioca, sperimenta e inevitabilmente “rompe” il suo account. In pratica è un processo inevitabile quello della perdita, a meno che non si venga seguiti da una buona guida, una figura che vi fa limitare i danni e che educa il trader come un genitore educa il proprio figlio.

Solitamente, il trader neofita è attratto dalle possibilità di generare ricchezza in poco tempo, con un approccio da scommettitore o meglio ancora da giocatore di Superenalotto: ricco in poco tempo e ovviamente grazie a un colpo di fortuna, nel caso del trading con l’operazione giusta (“la dritta giusta”). Il trader neofita è talvolta anche sognatore, spera di guadagnare in poco tempo, con poco sforzo e con un capitale talvolta ridicolo. La sua distorsione a livello cognitivo circa le sue capacità è data dall’adrenalina e dalle endorfine che una serie di operazioni giuste riesce a dargli, ed ecco che si sente subito competente, un perfetto esempio di Effetto Dunning Kruger. Per chi non lo sapesse, questa distorsione cognitiva è data dalla sopravvalutazione delle proprie capacità data proprio dalla propria mancanza di esperienza. In sostanza è credersi esperti quando non lo si è minimamente. Chi riesce ad andare oltre questi primi inevitabili incidenti di percorso, passa allo step successivo, quello del trader dilettante.

Il trader dilettante

Il trader dilettante è quel neofita che ha superato la prima fase che è servita da “setaccio”, qui si vede chi veramente vuole andare avanti e che vuole imparare sul serio. Tra neofita e dilettante c’è un vero e proprio abisso a livello di esperienza, ossia il trader dilettante sa benissimo quanto ci si possa far male con questa attività e soprattutto, inizia a vedere il trading come una vera e propria attività, un lavoro vero e proprio e non più un passatempo o peggio ancora come un hobby. Sottolineo il fatto che se si vede il trading come un hobby e come passatempo, si otterranno i risultati di un passatempo, ossia non si guadagna. Si guadagna solamente con il lavoro, quando si vede quello che si fa come un lavoro.

L’esempio del musicista è calzante, ossia si può vedere la musica come passione e come passatempo, ma fare il mucista per lavoro è completamente diverso, si ha bisogno di un approccio diverso e di un “lavoro” attivo differente. Il trader dilettante fa proprio questo, passa dal vedere il trading come qualcosa che lo incuriosiva al vederlo come un’attività, come un lavoro. Questa è una delle differenze principali tra neofita e dilettante. Il dilettante quindi è ancora in fase di sperimentazione, non guadagna ma il suo approccio è quello giusto. Lo step successuvo, a mio parere, è quello del trader “intermedio”.

Il trader “intermedio”

Moltissimi potrebbero pesare che dopo il trader dilettante ci sia il trader professionista. Cosa è questo trader intermedio? Per mia esperienza, conoscendo anche altri traders, ho visto che tutti passano per una fase intermedia prima di diventare traders professionisti. Se il trader neofita è paragonabile a un bambino di 1-3 anni e il trader dilettante come un bambino che va alle scuole elementari e medie, il trader intermedio è un vero e proprio adolescente.

Non si riesce appunto a capire se è un trader dilettante o è un trader professionista. In pratica il suo profilo vede una buona esperienza sui mercati, sia a livello di strumenti negoziati sia a livello di conoscenza tecnica, il tutto corredato da una già sviluppata strategia per quanto riguarda il money management e il risk management. In pratica il trader intermedio ha tutti gli strumenti per diventare professionista, sente palesemente che sta per farcela ma ancora non è il momento. Vi assicuro che per questo step ci sono passati in molti.

Il blocco è più di natura psicologica, legata principalmente all’ego. Il grande lavoro fatto precedentemente e il sentore di riuscire in questo lavoro possono “pompare” l’ego di questi traders che, magari dopo un periodo profittevole, commettono degli errori da principianti, quasi inspiegabili. Questa fase ha una durata molto variabile e dipende molto dall’approccio psicologico del trader. Il mio invito a chi si trova in questa situazione è quello di non mollare assolutamente e di cercare di lavorare di più sulla propria personalità e soprattutto di essere molto più onesti con sé stessi.

L’Importanza della Formazione

In tutto questo processo di evoluzione, da trader neofita a professionista, passando per gli step intermedi, vi è la possibilità di fare errori diversi e protratti nel tempo. In questa attività, la formazione è fondamentale, soprattutto per i neofiti che hanno solitamente un approccio da scommettitore e che, vedendo che si tratta di un vero e proprio lavoro, potrebbero capire le vere potenzialità del trading e come effettivamente potrebbe cambiare la loro percezione dei mercati finanziari e di come si muove la macchina economica in generale, migliorando anche molti aspetti psicologici, come fa ad esempio lo sport con la disciplina e la costanza.

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