Tra la Cina e l’India: quale sarà il futuro di Apple?

Federico Giuliani

9 Febbraio 2024 - 07:30

Se da un lato il mercato cinese è enorme e attraente allo stesso tempo le tensioni geopolitiche potrebbero complicare la vita ad Apple. Che sta silenziosamente pensando sempre di più all’India.

Tra la Cina e l’India: quale sarà il futuro di Apple?

Il presente di Apple si chiama Cina. Il suo futuro coinciderà con l’India? È questa una delle domande più interessanti che vale la pena porsi.

Nel 2023 il colosso di Cupertino è diventato il leader nel settore cinese degli smartphone, conquistando oltre la Muraglia una quota di mercato record pari al 17,3%. I dati dell’International Data Corporation del Worldwide Quarterly Mobile Phone Tracker hanno fotografato 271,3 milioni di spedizioni effettuate dall’azienda statunitense in Cina, in calo del -5% rispetto al 2022 (e il volume più basso del decennio). I numeri, insomma, sono sempre incoraggianti anche se le tendenze, economiche e politiche, in atto all’ombra della Città Proibita non sembrano promettere un futuro in discesa.

La debole fiducia dei consumatori e l’altrettanto debole ripresa dell’economia cinese sono due fattori che stanno facendo riflettere diverse multinazionali straniere. Già, perché se da un lato il mercato cinese è enorme e attraente, allo stesso tempo le tensioni geopolitiche potrebbero inasprire il contesto privandolo di vari vantaggi. Ecco che, in un simile scenario, c’è chi sta pensando di puntare su nuovi attori.

Sui Paesi del sud-est asiatico, certo, ma anche sull’India. Dove Apple, nel caso specifico, ha raggiunto una quota di mercato del 5% con l’intenzione di incrementare gradualmente il proprio spazio d’azione, al fine di diversificare l’assemblaggio di prodotti dalla Repubblica Popolare Cinese dopo l’aumento degli attriti tra Stati Uniti e Cina e le interruzioni della catena di approvvigionamento dovute alla pandemia. Non sarà tuttavia facile – e forse neppure conveniente – per l’azienda statunitense voltare pagina.

Il flirt tra Apple e India

Innanzitutto Apple ha ancora una forte presenza in Cina grazie ai suoi partner nella catena di fornitura. Dopo di che le capacità infrastrutturali di Pechino sono ancora di gran lunga migliori rispetto a quelle che l’India può offrire agli investitori stranieri (ed è questa una delle grandi criticità che Delhi cercherà di risolvere nel medio periodo). Per Martin Yang, analista di Oppenheimer & Co., esiste il potenziale per l’India di “diventare la prossima Cina” per la produzione Apple, ma potrebbe volerci fino a un decennio prima che ciò accada.

In ogni caso le spedizioni di iPhone dall’India dovrebbero rappresentare il 20-25% della capacità produttiva di iPhone nel 2024 (nel 2023 erano ferme a circa il 12-14% del totale). Quello del gigante indiano è poi il secondo mercato di smartphone più grande al mondo per spedizioni e vendite annuali, equivalendo a quasi il 12% della torta globale. “La crescita della popolazione e le opportunità in India sono una gallina dalle uova d’oro per Apple. Il mercato indiano è stato difficile da far crescere sul fronte iPhone, ma ora l’azienda sta chiaramente iniziando a trovare il suo passo”, ha dichiarato Dan Ives, analista di Wedbush Securities, a Cnbc.

Al momento la Mela produce dal 5% al 7% dei suoi iPhone in India, un balzo notevole rispetto all’1% nel 2021 ma ancora distante dai numeri cinesi. L’azienda guidata da Tim Cook non ha intenzione di fermarsi qui, avendo ulteriori piani in cantiere per aumentare la sua importanza all’interno del Paese. Dove, intanto, sono stati inaugurati due centri Apple: uno a Mumbai e uno a Delhi.

Non solo Cina

Apple, come detto, ha al momento una quota di mercato del 5% in India. Questo perché i dispositivi di prezzo medio-basso continuano a essere le scelte preferite dei consumatori. Tuttavia, la crescente adozione della tecnologia da parte del Paese e il maggiore potere di spesa degli stessi consumatori (qui la classe media è in lenta ma decisa ascesa) potrebbero alimentare maggiori vendite di iPhone.

L’azienda statunitense non può però abbandonare la Cina come se niente fosse, dato il connubio che il colosso di Cupertino ha creato nel corso degli anni con l’ex Impero di Mezzo. Apple ha iniziato la sua attività in Cina nel 2001. Inizialmente collaborava con Foxconn a Zhengzhou per assemblare iPad e iPhone, salvo poi spostare le operazioni in un altro stabilimento Foxconn, a Shenzhen.

La Cina, in quel periodo, disponeva di un mercato aperto e in espansione, oltre che di capacità produttive specializzate. Questo ha contribuito a stimolare la crescita di Apple. Che al momento fabbrica quasi il 90% dei prodotti Apple, inclusi iPhone, AirPods, Mac e iPad, sul territorio cinese. Sarà difficile, dunque, per la Mela passare dalla Cina all’India in tempi brevi. Così come sarà altrettanto complesso restare a metà strada, alle prese con scossoni geopolitici di ogni tipo.

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