Tra flussi in aumento e rischi crescenti: come sta l’economia della Russia?

Federico Giuliani

2 Marzo 2025 - 07:10

I dati della Banca centrale russa dimostrano che l’economia del Paese sta crescendo più rapidamente del previsto. Ma all’orizzonte emergono rischi non da poco...

Tra flussi in aumento e rischi crescenti: come sta l’economia della Russia?

I dati della Banca centrale russa dimostrano che l’economia del Paese sta crescendo più rapidamente di quanto fosse stato indicato in precedenza.

Nel gennaio 2025, il volume dei pagamenti in entrata elaborati tramite il sistema di pagamento dello stesso istituto è aumentato dell’8,8% rispetto al livello medio del quarto trimestre del 2024.

Se non consideriamo la pubblica amministrazione e settori come l’estrazione mineraria e i prodotti petroliferi, l’incremento diventa ancor più marcato e raggiunge l’11,4%. Non solo: i principali gruppi industriali della Russia hanno registrato una crescita.

“Parte del notevole aumento delle entrate in alcuni settori è probabilmente dovuto ai pagamenti anticipati più attivi per i contratti governativi all’inizio dell’anno”, ha affermato la Banca centrale. La stessa Banca ha avvertito che i risultati positivi devono tuttavia essere trattati con cautela, visto che questi pagamenti vengono redistribuiti nel corso dell’anno solare, e pertanto la crescita nominale dei pagamenti di gennaio non può essere attribuita interamente all’aumento dell’attività economica.

C’è un altro fattore da considerare. Come ha spiegato The Moscow Times, le vacanze di Capodanno più lunghe di quest’anno — 11 giorni rispetto agli 8-10 del passato — potrebbero aver portato a pagamenti accumulati, un fattore che è difficile da tenere pienamente in conto negli aggiustamenti stagionali.

La parte che più interessa a Vladimir Putin è tuttavia la sintesi dell’analisi della Banca centrale: il significativo aumento delle entrate di gennaio supporta ancora la conclusione di una «crescita economica evidente», mentre i forti afflussi di denaro rispecchiano «sorprendenti risultati positivi».

Come sta l’economia della Russia

L’economia della Russia si è quindi scossa dal torpore innescato dalla combinazione di sanzioni e conseguenze del conflitto in Ucraina? Difficile rispondere con certezza. Può essere però utile partire dai dati che il primo ministro del Paese, Mikhail Mishustin, ha consegnato a Putin: nel 2024, l’economia del Paese è cresciuta di un robusto 4,1%, superando il previsto 3,8%.

E cosa succederà nel 2025? Le prospettive, secondo la solita Banca centrale russa, prevedono una crescita scesa a un misero 0,5% e un crollo dei consumi. Alcuni analisti, constatando che l’inflazione si attesta intorno al 9,5% (sopra l’obiettivo ufficiale del 4%), ipotizzano che Mosca, intorno alla metà dell’anno, dovrà fare i conti con un’ondata di fallimenti.

Altri hanno fatto notare come le autorità abbiano costretto le banche a incanalare centinaia di miliardi di rubli in prestiti agevolati, diretti dallo Stato alle aziende del settore della difesa, sottolineando che questo potrebbe generare una crisi del credito. Vari economisti russi hanno ridimensionato tale ipotesi, dichiarando che non ci sarà alcuna crisi bancaria e che l’economia è molto più solida di quanto sembri a prima vista. Vedremo chi avrà ragione.

Rischi all’orizzonte

Reuters ha scritto che la Russia deve affrontare alcuni rischi. Quali? Eccone alcuni: i prezzi del petrolio più bassi, i vincoli di bilancio da rispettare, l’aumento dei crediti inesigibili delle aziende, oltre al possibile aumento della produzione di «oro nero» degli Stati Uniti e dell’OPEC (che desterebbe notevole preoccupazione).

“Diventa molto più probabile una situazione in cui il rallentamento dell’economia, fino a una recessione tecnica, si verifichi molto più rapidamente del rallentamento dell’inflazione”, avrebbe scritto il ministero dell’Economia di Mosca in un documento ad uso interno. “La mancanza di investimenti attuale si traduce in una mancanza di crescita del PIL (tassi di crescita più bassi) nei prossimi due o tre anni”, prosegue il presunto paper citato dai media internazionali.

Sia il ministero dell’Economia che la Banca centrale del Paese hanno inoltre segnalato il rischio di un calo dei prezzi del petrolio che potrebbe causare problemi al bilancio federale. E lo stesso ministero dell’Economia sarebbe pronto a un aumento generalizzato dei costi per le aziende (per manodopera, tasse, tariffe e interessi). In definitiva: sono emersi alcuni segnali positivi, ma all’orizzonte si stanno materializzando ostacoli e potenziali rischi che impegneranno Mosca a trovare adeguate contromisure per limitare eventuali contraccolpi.

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