Il calendario delle aste di Titoli di Stato italiani (BTP, BOT e non solo) del mese di settembre. Attenzione al messaggio che arriva dal mercato seconsario.
In arrivo a settembre 2026 le nuove aste di Titoli di Stato italiani che certificheranno il ritorno dell’emissione di BTP€i, risultata assente nel mese di agosto, quando il calendario delle emissioni è risultato decisamente scarno.
Per il mese di settembre, non è prevista alcuna emissione speciale rivolta ai piccoli risparmiatori e investitori retail, come quelle precedenti che hanno avuto per oggetto, nel corso del 2026, il BTP Italia Sì e il BTP Valore.
Titoli di Stato italiani: aste BTP, BOT, BTP Short e BTP€i a settembre 2026
Il calendario delle emissioni dei Titoli di Stato italiani previste dal Tesoro per il mese di settembre prenderà il via con l’asta dei BOT (Buoni ordinari del Tesoro) prevista per la giornata di mercoledì, 9 settembre 2026.
L’ultima asta del Tesoro del mese si terrà martedì 29 settembre, con l’emissione di Titoli a medio-lungo periodo, dunque di BTP.
Le date in cui si terranno tutte le aste di settembre sono le seguenti:
- Mercoledì, 9 settembre 2026: Asta BOT.
- Giovedì, 10 settembre 2026: Asta BTP.
- Giovedì, 24 settembre 2026: Asta BTP Short - BTP€i.
- Venerdì, 25 settembre 2026: Asta BOT.
- Martedì, 29 settembre 2026: Asta BTP.
leggi anche
Il nuovo BTP 10Y pagherà il 40,327% di interesse totali con la cedola staccata ogni 6 mesi
Le aste dei BOT di settembre
Due sono le aste che avranno per oggetto nel mese di settembre i BOT, ovvero Titoli di Stato a breve termine, con durata non superiore a 1 anno, privi di cedole.
Questi Titoli di Stato offrono un rendimento dato dallo scarto di emissione, (ovvero dalla differenza tra il valore nominale e il prezzo pagato).
La prima asta che avrà per oggetto i BOT si terrà mercoledì 9 settembre, mentre la seconda alla fine del mese, venerdì 25 settembre.
Tutte le date delle emissioni di Titoli di Stato italiani in arrivo a settembre
Il calendario delle aste di BTP, BOT, BTP Short e BTP€i di settembre 2026 annunciato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. (Fonte MEF).
Aste dei BTP ad agosto 2026
Contrariamente al mese di agosto, quando il calendario delle aste di Titoli di Stato italiani si è presentato alquanto scarno, caratterizzato non solo dall’assenza delle emissioni di BTP€i, ma anche da un solo giorno di aste di medio lungo periodo, a settembre torneranno a essere due, come di consueto, i giorni che il Tesoro dedicherà ai collocamenti dei BTP, ovvero i Buoni del Tesoro Poliennali.
La prima asta di BTP - Titoli di Stato caratterizzati da una cedola fissa pagata semestralmente - avrà luogo giovedì 10 settembre - giorno clou per il mercato obbligazionario e per i mercati finanziari in generale, in quanto data in cui si terrà anche la prima riunione della BCE dopo la pausa estiva -, mentre la seconda è prevista per martedì, 29 settembre 2026.
L’asta di BTP Short e di BTP€i avrà luogo giovedì, 24 settembre.
I risultati delle ultime aste
Le ultime aste indette dal dipartimento del Tesoro dei Titoli di Stato hanno messo in evidenza il rialzo dei rendimenti: fattore non positivo per le casse dello Stato, visto che l’aumento dei rendimenti fa salire il costo del servizio del debito.
Mercoledì 26 agosto, il MEF ha emesso la prima tranche del BTP short term con scadenza al 30 ottobre 2028, con cedola annua lorda del 3%.
Con codice ISIN IT0005729733, il BTP short term è stato emesso per un importo massimo di 3 miliardi di euro, ricevendo una buona accoglienza.
Le richieste degli investitori sono state superiori infatti ai 4,731 miliardi di euro, con un rapporto di copertura pari a 1,58.
Il rendimento lordo complessivo si è attestato al 3,02%, in deciso rialzo rispetto al 2,92% dell’emissione di luglio del BTP short term con scadenza a febbraio 2028.
Aste BTP, occhio al balzo dei rendimenti
Venerdì 28 agosto 2026, il MEF ha emesso inoltre BTP a 5 anni e 10 anni, oltre a due CCTeu con vita residua di 8 e 9 anni.
Collocata nello specifico la nona tranche del BTP a 5 anni, con codice ISIN IT0005707614, data di emissione 4 maggio 2026 e data di scadenza al 1° giugno 2031.
Il BTP, con cedola al 3,15%, è stato offerto per l’ammontare massimo previsto dal Tesoro, pari a 2,5 miliardi, raccogliendo richieste per un valore di oltre 4,291 miliardi.
Il rapporto di copertura è stato pari dunque a 1,72. Occhio però al rendimento lordo, pari al 3,44%, in crescita rispetto al 3,39% dell’asta precedente di fine luglio.
Venerdì scorso 28 agosto 2026 il MEF ha collocato anche la prima tranche del BTP a 10 anni, con codice ISIN IT0005729931 e cedola annua lorda pari al 4%.
Con data di emissione fissata al 1° settembre 2026 e data di scadenza al 1° ottobre 2036, il BTP è stato collocato per un ammontare massimo di 4 miliardi di euro, a fronte di un importo richiesto di 6,483 miliardi. Il rapporto di copertura è stato dunque pari a 1,62.
Il rendimento lordo è stato pari al 4,10%, anche in questo caso in forte crescita rispetto al rendimento del BTP decennale emesso alla fine di luglio, pari al 4%.
Attenzione al messaggio dal mercato secondario. Pressione rialzista su costo servizio debito
La pressione rialzista sui rendimenti rimane un tema più che attuale, monitorato dagli investitori ma anche dal governo Meloni che, in vista della manovra/legge di bilancio per il 2027, che dovrà tener conto anche e soprattutto della mole del debito pubblico italiano e delle spese per interessi da sostenere, a esso legate.
La correlazione tra i rendimenti dei Titoli di Stato (BTP) scambiati sul mercato secondario e quelli dei titoli offerti dal Tesoro è molto alta, in quanto il MEF, al fine di convincere gli investitori ad acquistare i nuovi BTP invece di quelli già presenti sul mercato secondario, deve offrire rendimenti competitivi.
La domanda che il potenziale investitore si pone quando il Tesoro indice un’asta è, infatti, la seguente: “Perché comprare il BTP all’asta se sul mercato posso ottenere un rendimento simile acquistando un titolo con la stessa scadenza?”
È questo il motivo per cui i rendimenti dei titoli offerti in asta tendono ad allinearsi a quelli dei titoli comparabili presenti sul mercato.
Il fatto che sul mercato i rendimenti dei BTP a 10 anni siano oggi, 31 agosto 2026, pari al 4,11% implica che, qualora questo livello di rendimento dovesse essere confermato al momento delle prossime aste, il MEF potrebbe essere costretto a emettere nuovi titoli decennali a rendimenti più elevati rispetto alle precedenti emissioni, sostenendo così maggiori spese per interessi e, nel tempo, un costo del servizio del debito più elevato.
Per ora, per effetto del rialzo che ha interessato anche i rendimenti dei Bund tedeschi (con gli yield a 10 anni che oscillano attorno al 3,29%), il livello dello spread BTP-Bund a 10 anni rimane sotto controllo, pari a 82 punti base. Ma il costo del servizio del debito, va ricordato, è condizionato non dallo spread, ma dal livello dei rendimenti.