Ti pagano per usare la bicicletta. Fino a €250 di buoni spesa per i dipendenti di questi Comuni

Laura Pellegrini

6 Maggio 2026 - 16:33

Ripartono gli incentivi per chi sceglie la mobilità sostenibile: rimborsi chilometrici e voucher da spendere nei negozi locali. Ecco i Comuni che hanno aderito.

Ti pagano per usare la bicicletta. Fino a €250 di buoni spesa per i dipendenti di questi Comuni

Dopo il successo della prima edizione, torna l’iniziativa “Bike to Work” per premiare i dipendenti che si recheranno sul posto di lavoro con mezzi sostenibili (biciclette, monopattini o anche a piedi). Diversi Comuni italiani hanno già confermato il ritorno di uno dei progetti più apprezzati dai lavoratori, che consente a tutti di pedalare per guadagnare fino a €250 di buoni spesa da spendere nei negozi locali.

Il progetto nasce dalla volontà di ridurre le emissioni di CO2 spingendo i cittadini a scegliere mezzi sostenibili rispetto alla propria auto privata. Nella prima edizione il risparmio complessivo è stato di oltre 150 tonnellate di CO2 e l’adesione particolarmente elevata da parte dei lavoratori.

Per garantire la continuità del progetto sono stati garantiti 45mila euro a sostegno dell’iniziativa partita dal 1° maggio scorso. La scadenza per accumulare voucher è fissata al 30 ottobre 2026. Ecco quali sono i Comuni aderenti all’iniziativa, come funziona il progetto “Bike to Work” e come aderire per ottenere dei buoni spesa.

“Bike to Work:” torna l’iniziativa che paga i lavoratori per pedalare

«Bike to Work» è un’iniziativa di mobilità sostenibile che incentiva l’uso della bicicletta (o e-bike) per il tragitto casa-lavoro, spesso offrendo rimborsi chilometrici o buoni spesa ai lavoratori che aderiscono al progetto. Oltre all’incentivo economico, l’iniziativa promuove la salute, riduce lo stress e l’impatto ambientale. Attualmente attiva in diversi Comuni italiani, assume un ruolo centrale in un periodo in cui i prezzi dei carburanti sono saliti esponenzialmente e le emissioni di CO2 non sembrano diminuire.

Aderendo al progetto i cittadini hanno la possibilità di accumulare chilometri percorsi che poi si trasformano in buoni spesa o voucher da spendere nei negozi locali che hanno aderito all’iniziativa. Un modello innovativo e sostenibile che mira a ridurre l’utilizzo delle auto in favore di mezzi più sostenibili.

I numeri registrati nella scorsa edizione hanno spinto alcune amministrazioni comunali a investire nuovamente nel progetto: sono stati registrati circa 2.515 utenti attivi, oltre 1.000.000 di chilometri percorsi, un risparmio di CO2 che equivale a 6.929 alberi virtuali piantati e 182.000 euro in buoni spesa reinvestiti nel territorio.

Pedalare per guadagnare: ecco come ottenere fino a €250 all’anno

Ma come funziona il progetto “Bike to Work”? I lavoratori dei Comuni aderenti dovranno scaricare l’applicazione Ecoattivi (o altre app indicate dal proprio Comune), indicare l’indirizzo della propria abitazione e inserire l’indirizzo dell’azienda o del posto di lavoro da raggiungere. L’applicazione calcolerà in automatico i chilometri di distanza che il lavoratore dovrà percorrere in bicicletta, monopattino oppure a piedi.

Ad ogni chilometro percorso corrispondono 20 ecopunti, cioè €0,25 con un tetto massimo di €2,50 al giorno e di €250 all’anno (fino ad esaurimento del fondo). Per ogni 800 ecopunti maturati verrà generato un buono spesa da 10 euro da spendere nei negozi aderenti al progetto. La lista dei negozi aderenti, dove si potranno spendere i voucher, è disponibili all’interno dell’applicazione.

I lavoratori potranno partecipare a delle serate di premiazione e, con i punti accumulati, anche all’estrazione finale del concorso nazionale Ecoattivi, che mette in palio una mini car elettrica.

Quali sono i Comuni aderenti

Attualmente è stata confermata l’adesione di ben 51 Comuni della Provincia di Vicenza, che comprendono: Arcugnano, Arzignano, Bolzano Vicentino, Breganze, Bressanvido, Brogliano, Caldogno, Calvene, Carrè, Cassola, Castelgomberto, Chiampo, Chiuppano, Costabissara, Creazzo, Crespadoro, Dueville, Gambellara, Isola Vicentina, Longare, Lonigo, Lugo di Vicenza, Malo, Marano Vicentino, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montecchio Precalcino, Monte di Malo, Montegalda, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso Vicentino, Nove, Piovene Rocchette, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Sandrigo, San Pietro Mussolino, Santorso, Sarcedo, San Vito di Leguzzano, Schio, Sovizzo-Gambugliano, Tezze sul Brenta, Thiene, Torrebelvicino, Torri di Quartesolo, Trissino, Vicenza, Zanè, Zermeghedo, Zugliano.

Confermata anche la possibilità di partecipare da alcuni Comuni di Treviso: Ponzano Veneto, Povegliano, Preganziol, Quinto di Treviso, Roncade, San Biagio di Callalta, Silea, Spresiano, Villorba.

In Emilia Romagna, invece, la regione ha finanziato il progetto per i Comuni con più di 30.000 abitanti e quelli appartenenti a zone con superamenti dei limiti di qualità dell’aria.

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