Un altro tassello è stato aggiunto alla Riforma fiscale: approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Introdotta la disciplina di nuove imposte.
Approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026 il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), fanno ingresso nella disciplina la flat tax e la Global Minimum Tax.
Continuano i lavori per la Riforma fiscale ed è arrivato il momento del TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi, sul tavolo del Consiglio dei Ministri è arrivato il nuovo testo che riordina la materia comprendendo anche le norme sul regime forfettario e la Global Minimum Tax. Ecco tutte le novità nel nuovo Testo Unico Imposte sui Redditi, più semplicemente conosciuto come TUIR.
Vediamo tutte le novità che il Testo Unico delle Imposte sui Redditi porta ai contribuenti, con l’ingresso tra le disposizioni di ulteriori tributi: flat tax e Global Minimum Tax.
Novità nel nuovo testo Unico delle imposte sui redditi
La riforma fiscale ha tra i suoi obiettivi la semplificazione e, quindi, l’eliminazione della sovrapposizione di norme e leggi che spesso creano confusione nei contribuenti. Dopo i sei testi unici già realizzati, è arrivato il momento del settimo che può anche essere considerato il più rilevante perché di fatto tocca tutti i contribuenti. Anche in questo caso l’obiettivo è eliminare la stratificazione normativa e riordinare la materia in un unico testo.
Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi riordina la materia e ricomprende le norme sul regime forfettario, che attualmente non sono nel TUIR, ma nella Legge 190 del 2014, più volte modificata in particolare per quanto riguarda le soglie per aderire e permanere nel regime agevolato.
Contiene inoltre la Global Minimum Tax, introdotta dal decreto legislativo 209 del 2023 e prevede un’imposizione fiscale integrativa a carico dei gruppi multinazionali e nazionali di grandi dimensioni.
Entrata in vigore del nuovo TUIR
Il nuovo Testo Unico nel momento dell’entrata in vigore, dopo l’approvazione definitiva, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e un eventuale periodo transitorio, abroga le disposizioni del precedente Tuir (che nella maggior parte dei casi sono trasposte nel nuovo testo) e tutte le norme incompatibili con la nuova disciplina.
Il nuovo Testo Unico, composto da 376 articoli suddivisi in 3 parti, raccoglie e sistematizza le disposizioni contenute nel Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR 917/1986, nonché quelle introdotte nel tempo da successivi interventi legislativi che hanno progressivamente integrato e aggiornato la disciplina.
Riforma fiscale: quali Testi Unici sono stati già adottati?
La riforma fiscale è ormai in dirittura d’arrivo, anche se in ritardo rispetto a quanto programmato con la Legge di Delega della riforma fiscale.
I precedenti Testi unici approvati sono:
- Testo Unico sanzioni tributarie, amministrative e penali, adottato con Decreto Legislativo 87 del 2024 (in questo caso la riforma è stata importante perché ha rispettato il principio di proporzionalità e le indicazioni dell’Unione Europea che più volte avevano sottolineato gli eccessi del sistema sanzionatorio italiano);
- Testo Unico sui tributi erariali minori adottato con il decreto legislativo 174 del 2024;
- Testo Unico giustizia tributaria adottato con il decreto legislativo 175 del 2024;
- Testo Unico sui versamenti e la riscossione adottato con decreto legislativo 33 del 2025;
- Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti nel decreto legislativo 123 del 2025;
- Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Imposta sul Valore Aggiunto adottato con decreto legislativo 10 del 2026.
In base alle previsioni, approvato il nuovo TUIR, manca un solo riordino: Testo unico sull’accertamento fiscale, infatti, non è più in programma il Testo Unico sulle agevolazioni tributarie che resteranno disciplinate in vari testi normativi. Anche l’ultimo testo dovrebbe essere adottato nel 2026.
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