Approvata la legge che consente agli italiani residenti all’estero di accedere ai servizi del Sistema Sanitario Nazionale, ecco condizioni e limiti per avere la Tessera Sanitaria.
Approvata la legge che estende l’efficacia della Tessera Sanitaria agli italiani residenti all’estero, condizioni e costi per accedere ai servizi.
Cambia la tutela sanitaria per gli italiani residenti all’estero, il Senato ha approvato definitivamente l’estensione della validità della Tessera Sanitaria anche agli italiani residenti all’estero, devono però provvedere a versare una somma annuale. Approvato in via definitiva dal Senato il disegno di legge n. 1730 con 72 voti favorevoli, 3 contrari e 54 astensioni, lo stesso modifica l’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Il provvedimento diventa legge e colma un vuoto normativo che interessa potenzialmente oltre 7,3 milioni di connazionali residenti fuori dall’Ue, spesso costretti a rinunciare alle cure in Italia o a sostenere costi proibitivi. Prevista una quota partecipativa di 2.000 euro per acquisire la tessera.
Ecco chi può ottenere la Tessera Sanitaria anche se residente all’estero, quanto costa e come richiederla.
Tessera Sanitaria, ecco chi può chiederla se residente all’estero
Il sistema sanitario italiano è alimentato attraverso le imposte, di fatto le imposte devono essere versate nel Paese in cui è concentrata la produzione di reddito. Gli italiani residenti all’estero, tranne il caso in cui abbiano anche redditi in Italia, ad esempio un canone di locazione, versano le tasse all’estero e di conseguenza non contribuscono al sistema sanitario italiano.
Fino all’approvazione definitiva della riforma da parte del Senato non avevano possibilità di accedere gratuitamente al Sistema Sanitario Nazionale, tranne il caso di urgenze. Ora tutto cambia. Ecco come e perché.
La misura approvata dal Senato consente di ottenere o attivare la Tessera Sanitaria anche agli italiani iscritti all’AIRE Anagrafe italiani residenti all’estero, di Paesi extra-europei. Per poter usufruire delle prestazioni è però necessario versare un contributo annuo di 2.000 euro.
Possono richiedere la Tessera Sanitaria:
- iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero;
- soggetti che risiedono in Stati non appartenenti all’Unione europea;
- vivono in Paesi non aderenti all’Efta;
- intendono mantenere un collegamento con il Servizio Sanitario Nazionale italiano.
I servizi accessibili versando il contributo in oggetto sono:
- assistenza del medico di medicina generale;
- visite specialistiche;
- esami diagnostici;
- prescrizione di farmaci;
- ricoveri ospedalieri;
- prestazioni sanitarie garantite dal SSN.
Il versamento necessario per accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale è di 2.000 euro. Sono previste due esenzioni, una per i minorenni, a condizione che almeno un genitore o il tutore legale sia in possesso della tessera sanitaria in corso di validità, la seconda esenzione è in favore dei pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia.
Come presentare istanza per ottenere la Tessera Sanitaria anche se iscritti all’AIRE
La domanda per accedere deve essere presentata all’ASL, il soggetto interessato può scegliere l’ASL che conserva la scheda del “paziente”, ad esempio l’ultima della residenza in Italia, oppure all’ASL del territorio in cui si soggiorna. La legge prevede anche la semplificazione delle procedure di adesione, con l’istituzione di sportelli informativi dedicati AIRE-ASL, la sottoscrizione di accordi tra il Ministero della Salute e il Ministero degli Affari Esteri, e lo sviluppo di un’architettura digitale di interoperabilità in tempo reale tra i registri anagrafici e i sistemi sanitari regionali.
Si tratta, quindi, di un’iscrizione volontaria al servizio. La tessera Sanitaria deve essere rinnovata ogni anno e in caso di mancato rinnovo c’è la sospensione dall’accesso alle prestazioni programmabili e non urgenti.
Naturalmente per i soggetti residenti all’estero il versamento dei 2.000 euro può sembrare un eccesso, ma considerando le prestazioni sanitarie del servizio pubblico a cui si può accedere ed eventuali costi e assicurazioni da affrontare per curarsi in paesi extra-UE, può essere considerato un vantaggio. A ciò si unisce che le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale sono qualitativamente superiori rispetto a quelle rese da Paesi extra Ue.