Terza Guerra Mondiale, classifica dei 10 Paesi più sicuri

Giacomo Astaldi

02/03/2026

Con un possibile scoppio della terza Guerra Mondiale, quali sarebbero i 10 Paesi più sicuri in cui rifugiarsi? Solo 3 sono in Europa.

Terza Guerra Mondiale, classifica dei 10 Paesi più sicuri

Nelle ultime ore la domanda “quali sono i paesi più sicuri in caso di Terza Guerra Mondiale?” è tristemente tornata al centro del dibattito pubblico. L’attuale escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran ha reso il tema più concreto e urgente per milioni di persone in tutto il mondo.

La recente offensiva militare congiunta di Washington e Tel Aviv contro obiettivi iraniani - definita dagli ufficiali di entrambi i Paesi come un’azione preventiva per neutralizzare programmi missilistici e nucleari - ha innescato una risposta su più fronti da parte di Teheran e dei suoi alleati regionali. Le tensioni nel Golfo Persico e nei cieli del Medio Oriente sono elevate, con attacchi missilistici e droni che hanno interessato più capitali e basi militari statunitensi nella regione.

Questa volatilità geopolitica, combinata con “vecchie” tensioni come quelle su Taiwan, la guerra in Ucraina, gli scontri tra Israele e Hamas e i contrasti nucleari in Corea del Nord, spinge analisti di sicurezza internazionale e istituti di ricerca a riconsiderare quali luoghi del pianeta potrebbero essere considerati relativamente “sicuri” in un’ipotetica Terza Guerra Mondiale.

Nel valutare i Paesi più sicuri in caso di conflitto globale sono diversi fattori che entrano in gioco: dall’isolamento geografico alla neutralità storica, dal basso profilo militare alle strutture civili di protezione. Secondo Global Peace Index (un indice internazionale che misura il livello di pace e sicurezza di oltre 160 Paesi nel mondo redatto ogni anno dall’Institute for Economics & Peace (IEP), un think tank indipendente con sede principale in Australia e uffici in diverse aree del mondo) e altri studi comparativi, i Paesi con una bassa militarizzazione e delle politiche estere pacate tendono a risultare in cima alle classifiche di sicurezza.

In questo contesto internazionale incerto, allora, esploriamo quali 10 Paesi potrebbero offrire una maggiore sicurezza e stabilità in ipotesi di un conflitto su scala globale e quali caratteristiche li rendono potenzialmente rifugi più sicuri rispetto ad altri.

Terza Guerra Mondiale: i 10 Paesi più sicuri dove vivere

Con la spada di Damocle di una terza guerra mondiale che continua a pendere sopra il capo del globo intero, vediamo quali sono i dieci Paesi più sicuri per sopravvivere in un simile scenario.

Lo sappiamo bene: individuare i paesi più sicuri in caso di Terza Guerra Mondiale non significa prevedere il futuro, ma analizzare dati oggettivi, come la posizione geografica, la neutralità politica, distanza dai principali teatri di conflitto, la stabilità interna, l’autosufficienza energetica e alimentare, le infrastrutture civili e la capacità di proteggere la popolazione.

1) Islanda

L’Islanda è spesso ai vertici del Global Peace Index. Non dispone di un esercito permanente, ha una posizione geografica isolata nel Nord Atlantico ed è lontana dalle principali rotte strategiche militari.

L’isolamento naturale rappresenta il suo principale punto di forza, anche se la dipendenza da importazioni potrebbe costituire un limite in uno scenario di guerra prolungata.

2) Nuova Zelanda

Geograficamente remota e politicamente stabile, la Nuova Zelanda è uno dei Paesi meno coinvolti nelle tensioni tra grandi potenze.

La distanza dai principali blocchi militari e la bassa densità di popolazione la rendono un candidato naturale tra i Paesi più sicuri terza Guerra Mondiale, anche se rimane formalmente parte di alleanze occidentali.

3) Svizzera

La neutralità svizzera è storica e riconosciuta a livello internazionale.
Dotata di rifugi antiatomici diffusi e di un sistema di difesa territoriale strutturato, la Svizzera rappresenta uno degli Stati europei meglio preparati a eventuali emergenze belliche. Ma la sua posizione nel cuore dell’Europa potrebbe renderla vulnerabile in caso di conflitto continentale su larga scala.

4) Irlanda

Pur essendo membro dell’Unione Europea, l’Irlanda mantiene una tradizione di neutralità militare. Non ospita basi NATO permanenti e ha un profilo geopolitico relativamente basso, fattore che potrebbe ridurre il rischio di essere coinvolta direttamente in uno scontro tra superpotenze.

5) Bhutan

Piccolo Stato himalayano, il Bhutan ha una politica estera prudente e un’economia limitata ma relativamente autosufficiente in termini alimentari.
La posizione in territorio montuoso offre una barriera di difesa naturale, anche se la vicinanza a Cina e India può costituire un elemento di incertezza.

6) Costa Rica

La Costa Rica ha abolito l’esercito nel 1948, investendo invece in istruzione e sanità.
La sua collocazione in America Centrale la tiene lontana dai principali fronti militari globali, anche se eventuali escalation tra Stati Uniti e potenze avversarie potrebbero avere ripercussioni indirette sull’intero continente americano.

7) Singapore

Pur essendo un hub strategico globale, Singapore mantiene una forte stabilità interna e un sistema difensivo avanzato. La sua neutralità pragmatica e la solidità economica la rendono resiliente, anche se la posizione in Asia - area ad alta tensione geopolitica - potrebbe rappresentare un rischio.

8) Canada

Il Canada dispone di vasti territori, risorse naturali abbondanti e bassa densità di popolazione. La vicinanza agli Stati Uniti lo rende potenzialmente coinvolgibile in uno scenario di conflitto globale, ma le sue dimensioni e la capacità di autosufficienza rappresentano un fattore di sicurezza rilevante.

9) Australia

Geograficamente isolata e con ampie risorse naturali, l’Australia potrebbe garantire relativa protezione grazie alla distanza dai principali teatri europei e mediorientali.
Resta tuttavia parte integrante delle alleanze occidentali, elemento che potrebbe renderla un obiettivo strategico.

10) Argentina

Grazie alla posizione nell’emisfero australe e alla distanza dai principali poli di tensione tra Stati Uniti, Israele, Iran, Russia e Cina, l’Argentina viene spesso citata tra i Paesi più remoti rispetto agli epicentri geopolitici.

L’autosufficienza agricola è un ulteriore punto a favore in uno scenario di crisi globale prolungata.

L’Italia è un Paese sicuro in caso di Terza Guerra Mondiale?

L’Italia è membro fondatore della NATO e parte integrante dell’Unione Europea, fattori che collocano il nostro Paese pienamente all’interno del blocco occidentale. In uno scenario di conflitto globale che coinvolgesse l’Alleanza Atlantica, Roma sarebbe quindi automaticamente parte dello schieramento, con tutte le implicazioni che ciò comporta.

Consideriamo anche che nel territorio nazionale sono presenti basi militari strategiche utilizzate anche dagli Stati Uniti, come Aviano (Friuli-Venezia Giulia) e Sigonella (Sicilia), che in caso di escalation tra grandi potenze potrebbero assumere un rilievo particolare. Questo elemento rende l’Italia meno “neutrale” rispetto ad altre nazioni storicamente non allineate e potenzialmente più esposta in uno scenario di guerra su vasta scala.

L’Italia dispone però anche di infrastrutture avanzate, di un sistema sanitario sviluppato e una grande capacità di gestire le emergenze. Non possediamo armi nucleari proprie e non siamo teatro diretto di conflitti armati, fattori che in un contesto regionale limitato potrebbero giocare a favore del Belpaese

Il punto critico riguarda però la collocazione dello stivale nel Mediterraneo, area strategica sotto il profilo energetico e militare, e la forte integrazione nelle alleanze occidentali. In caso di scontro globale tra superpotenze, i Paesi NATO difficilmente potrebbero restare ai margini.

Come sopravvivere alla Terza Guerra Mondiale?

Senza creare allarmismi ma accogliendo le opinioni degli esperti di scenari internazionali, ecco una raccolta dei consigli sulle valutazioni da fare e su come sopravvivere a una terza Guerra Mondiale.

1) Analizzare il posto in cui ci si trova
Come primo passo è opportuno analizzare l’ambiente che ci circonda. Lo Stato dove ci troviamo è direttamente coinvolto negli scontri della terza Guerra Mondiale?

2) Valutare un eventuale trasferimento
Dopo aver analizzato la posizione in cui ci si trova, occorre valutare se è sicura.
Se è sicura, rimaniamo dove siamo. Se il nostro è uno dei Paesi coinvolti direttamente nella guerra mondiale, è tempo di considerare un trasferimento.

3) Fare scorta di generi di prima necessità
Non è il caso dell’Italia. Ma davanti a un’escalation avanzata, gli esperti consigliano di fare scorte di cibo, acqua potabile e qualsiasi altro prodotto di cui si può avere bisogno in caso di guerra. Non avremo accesso all’elettricità e i supermercati sarebbero, per ovvie ragioni, chiusi.

4) Trovare un nascondiglio sicuro
Gli esperti consigliano di trovare o costruirsi un nascondiglio in una zona remota, lontana dalle basi militari, centrali nucleari e grandi centri abitati, così da avere accesso a un rifugio sicuro qualora la guerra dovesse arrivare nella posizione in cui ci troviamo.

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