Tasso del 5,80% fisso per 15 anni e prezzo sotto la pari sul neo callable bond Goldman Sachs

Stefano Vozza

3 Maggio 2026 - 12:53

Investimento di lungo termine (ma callable) con tasso annuo lordo fisso fino a termine ma con il rischio di cambio

Tasso del 5,80% fisso per 15 anni e prezzo sotto la pari sul neo callable bond Goldman Sachs

È datata 26 marzo l’ultima dual tranche targata Goldman Sachs (GS), la nota banca d’affari americana operante su molteplici fronti bancari e finanziari in ogni angolo del mondo. In entrambi i casi si tratta prestiti obbligazionari di lunga durata dato che scadono il 26 marzo 2041, salvo esercizio della callability da parte dell’emittente.

Le obbligazioni divergono nelle valute di denominazione e negli importi delle cedole lode e ne annue. Poiché abbiamo già visto il bond in euro, soffermiamoci su quello espresso in dollari americani. Anticipiamo solo che prevede un tasso del 5,80% fisso per 15 anni mentre prezza sotto la pari il neo callable bond Goldman Sachs.

L’identikit dell’obbligazione Goldman Sachs a tasso fisso callable

L’identificativo ISIN è XS3315495765, con il titolo quotato e negoziato sull’EuroMOT di Borsa Italiana. È rivolto agli investitori retail, che lo possono sottoscrivere tramite la propria banca di fiducia, online banking e piattaforma di trading online.

L’emittente è Goldman Sachs Finance Corp International Ltd, Jersey, con garante l’omonimo Gruppo GS. Un colosso della finanza mondiale dal buon rating, oggi pari ai giudizi “A” per Fitch, “A2” per Moody’s e “BBB+” per S&P. Il debitore offre quindi elevate garanzie in termini di rimborso del capitale a scadenza, nonché di onorare le cedole periodiche.

Ovviamente il GS Fin Corp Fx 5.8% Mar41 Call è quotato in USD, per cui espone il risparmiatore al rischio di cambio. Il taglio minimo è di 100 USD, che al cambio attuale EUR/USD a 1,1683 significa 85,59 € per assicurarsi 1 titolo in portafoglio.

Quanto alla durata, quella ultima possibile è al 26/03/2041, tra quasi 15 esatti, salvo callability emittente. Le condizioni contrattuali del prestito, infatti, prevedono la facoltà emittente di richiamarlo ed estinguerlo in anticipo a cadenza semestrale a partire dal 2°, e quindi dalla fine del 1° anno. Detta in date, la prima è quella del 26 marzo ‘27 e la seconda il 26 settembre ‘27, poi quasi sempre le stesse fino al 2040.

I tassi di interessi del corporate bond non in euro di GS

Le date di possibile esercizio call coincidono con quelle di stacco cedola, ogni 6 mesi. Il tasso è fisso fino al termine, il 5,80% annuo per un 2,90% lordo e un 2,146% netto a semestre dopo aver detratto il 26% di ritenuta d’imposta sui proventi di periodo. Per ogni 100 $ nominali sottoscritti, un guadagno di 2,146 $ a coupon. Cedole e capitale rimborsato a scadenza o data di call, infatti, saranno regolati sempre in USD.

Se arrivasse a naturale scadenza, l’investimento genererebbe un 87% di interessi lordi totali nel caso di acquisto alla pari e in origine. Oggi, invece, l’obbligazione ha già maturato uno 0,615% circa di rateo lordo e prezza a leggero sconto, a 99,7 USD. A questi prezzi, il rendimento effettivo a scadenza è nell’ordine del 5,95% circa (dati: Borsa Italiana).

Laddove GS lo estinguesse anzitempo si perderebbe il diritto alle cedole successive ed esporrebbe l’investitore al rischio di reinvestimento. Ossia uno scenario di mercato con tassi effettivi generalmente più bassi rispetto a quelli dei bond GS rimborsati. L’emittente, del resto, li estinguerebbe prima del tempo solo se a lui più conveniente in termini di minori costi del debito.

Il rischio di cambio nel futuro prossimo a venire

Tuttavia, se è vero che il rendimento di un investimento dipende anche dal proprio prezzo di carico e scarico e dalle spese di gestione, qui in verità incide tantissimo un altro parametro. Stiamo parlando del rapporto €/$ futuro, qualunque sia l’orizzonte temporale di riferimento. In verità più distante nel futuro è quella data è maggiore il rischio che ci si accolla.

A inizio decennio (dal 2000 al ’02) l’€/$ era sotto la parità e a tratti anche sotto quota 0,90 a indicare una notevole forza del biglietto verde sull’eurovaluta. Poi è partita la “remuntada” e i rapporti di forza si sono invertiti con la moneta comune che nell’estate 2008 sfiorava addirittura quota 1,60.

Investire su simili strumenti vuol dire quindi esporsi alla forza e alla debolezza della sua moneta di denominazione, il dollaro USA. Per cui al tempo del disinvestimento, che può coincidere o meno con la naturale scadenza o con una data di call, bisognerà fare i conti con il suo trend. Se l’USD risulterà “vincente” sull’euro, tanto di guadagnato perché risulteranno maggiori i proventi finali. Varrà il contrario, invece, a scenari invertiti per cui bisognerà sacrificare parte o tutte le cedole per coprire la perdita da cambio.

Tasso del 5,80% fisso per 15 anni e prezzo sotto la pari sul neo callable bond Goldman Sachs

Se il Gs Fin Corp Fx 5.8% Mar41 Call Usd giungesse a naturale scadenza e non avesse l’incognita del cambio, c’è che pagherebbe un discreto coupon per 3 lustri. Inoltre oggi lo si acquista a leggero sconto, con i valori min e max finora battuti pari a 99,64 e 100,06. Tuttavia, la lunga durata ne accentua il rischio di mercato, con la duration modificata pari a 9,53. Laddove le tensioni sul comparto obbligazionario dovessero tornare a fasi sentire in maniera decisa, non sono da escludere nuovi minimi sul titolo.

In verità anche la durata effettiva dell’investimento è un punto interrogativo e il discorso cross €/$ rincara la dose delle incertezze.

Andando oltre, occhio al rischio spread e di liquidità dato il modesto flottante emesso. I contratti daily sono scarsi, in genere entro i 10 deal giornalieri con annessi controvalori decisamente contenuti. Siamo ai limiti del classico bond illiquido, al netto dei pochi giorni dai robusti scambi sul mercato secondario.

In definitiva, il prodotto sembra più adatto a chi dispone di adeguata propensione al rischio e persegue strategie di investimento più evolute. La sua presenza in portafoglio in genere mira a diversificarlo e, magari, accrescerne il riorno sul breve e/o medio e/o lungo termine a seconda dell’aggressività operativa del suo titolare.