Tassi fissi e crescenti per il bond a 5 anni in euro della banca tripla A e taglio minimo €1.000

Stefano Vozza

13 Aprile 2025 - 07:51

In un momento di forte incertezza sui mercati il reddito fisso continua a sfornare soluzioni di investimento a rischio contenuto

Tassi fissi e crescenti per il bond a 5 anni in euro della banca tripla A e taglio minimo €1.000

I dazi provenienti dagli USA hanno scatenato il panico sui mercati finanziari e generato un fuggi fuggi dal comparto azionario. I listini sono andati a rotoli, ma ciò che più ha colpito è la velocità con cui sono capitolati. Tuttavia, erano anni che i mercati salivano senza stop e ogni minimo pullback si rivelava una buona occasione di ingresso.

Ora ci si chiede se la tempesta sia definitivamente passata, mentre si valutano le possibili strategie e le alternative sul mercato. Una di esse è rimanda al reddito fisso, tipo i tassi fissi e crescenti per il bond a 5 anni in euro della banca tripla A e taglio minimo € 1.000.

Vediamo di quale obbligazione si tratta e le relative condizioni economiche.

Il crollo dei rendimenti sui BTP e il reddito fisso in generale

Negli ultimi 40 giorni ci sono stati almeno due mini trend sul mercato dei bond che ne hanno condizionato i rendimenti. Il primo è andato dai primi di marzo fino alla data del 14, quando i ritorni si sono impennati di botto sotto la spinta dei vari programmi di spesa pubblica. Il BTP decennale, per esempio, è passato dal 3,52% del 2/03 al quasi 4% di metà mese. Poi da lì è iniziata la lenta discesa che ha portato fino al 3,756% della chiusura di venerdì 4/04.
Manco a dirlo, i movimenti dei prezzi dei titoli obbligazionari hanno avuto trend inversi: crollati fino a metà marzo e in leggero recupero poi.

Oggi lo spread del decennale nazionale rispetto al Bund tedesco rimane grosso modo invariato in area 112. Più in generale, la parziale, recente discesa dei rendimenti è legata alla possibile contrazione dell’economia che ha mandato in fumo le Borse in questi giorni. Ciò spingerebbe le Banche Centrali a tagliare i tassi per sostenere l’economia reale, per cui i rendimenti anticipano possibili mosse in tal senso. Il tutto, si spera, senza dare alito all’inflazione di riprendere a farsi viva.

Il bond della Banca Mondiale con rating tripla A

Ora, tra le nuove emissioni obbligazionarie si segnala, tra le tante, quella della Banca Mondiale. Si tratta di un bond della durata quinquennale che al momento (dal 31 marzo) è in corso di collocamento e lo sarà fino al 18 del mese. Il titolo ha natura retail ed è destinato ai piccoli risparmiatori: il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 €, simile a quello dei bond MEF.

L’obbligazione è denominata in euro, ha codice ISIN XS3037093716 ed è già negoziabile sull’EuroMOT di Borsa Italiana. La data di emissione e regolamento è il 25/04/’25, mentre quella massima di scadenza e rimborso finale è fissata per il 25/04/’30. Il bond, infatti, è del tipo callable per cui l’emittente ha la piena facoltà di richiamarlo anzitempo (a partire dal 4° anno e con un preavviso di almeno 5 giorni lavorativi) e di estinguerlo. Il rimborso, a scadenza o alla data di call, avverrebbe al 100% dell’importo nozionale oltre agli interessi netti di periodo maturati.

Tassi fissi e crescenti per il bond a 5 anni in euro della banca tripla A e taglio minimo € 1.000

Quanto al payout, le obbligazioni callable in euro della Banca Mondiale sono a tasso fisso step-up, ossia crescenti con il passare del tempo.

L’emittente paga il 2% lordo per i primi due anni, poi il 2,25% per il 3°, 4° e 5° anno. Al netto della ritenuta fiscale sugli interessi del 12,50%, si tratta dell’1,75% annuo nel biennio iniziale e dell’1,96875% annuo nel triennio successivo.
Per avere un minimo termine di raffronto, prendiamo il BTP con ISIN IT0005383309 e scadenza 1° aprile 2030. La cedola annua lorda è dell’1,35%, fissa e costante fino al termine. Tuttavia, al prezzo di chiusura di venerdì 4/04 a 93,45 c’è che il rendimento effettivo annuo lordo a scadenza è del 2,78%. A inizio marzo, un mesetto fa, era in area 3% per un payout complessivo del 15% in 5 anni.

Rischio o rendimento? È questo il dilemma, dato che il jolly forte nelle mani dell’emittente sovranazionale è il rating AAA, mentre per il Tesoro è una sfilza di B. Tuttavia, a mitigare il rischio sul bond MEF c’è che la durata residua non è elevatissima, mentre la duration modificata è del 4,7. Di contro l’obbligazione della Banca Mondiale costituirebbe anche un investimento in qualità degli asset detenuti in portafoglio, oltre all’asset in sé e per sé singolarmente preso.