Tassi Bce scenderanno al 2,5% nel 2024. Le previsioni dei mercati

Violetta Silvestri

6 Dicembre 2023 - 12:11

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I mercati insistono su un 2024 all’insegna dei tagli ai tassi di interesse. La Bce diminuirà il costo del denaro al 2,5%? Cosa aspettarsi e perché la cautela è d’obbligo.

Tassi Bce scenderanno al 2,5% nel 2024. Le previsioni dei mercati

Aumentano le scommesse su quanto la Bce allenterà davvero la sua politica monetaria nel 2024. I mercati scontano tagli ai tassi di interesse di ben 150 unti base il prossimo anno, con la prima diminuzione del costo del denaro in arrivo già a marzo.

L’inflazione in calo e le parole di alcuni membri della banca centrale, oltre ai timori crescenti di una recessione in Eurozona sono alla base delle previsioni così ottimiste su una svolta della politica monetaria.

Si prevede che i tassi di interesse possano scendere al 2,5% nel 2024, con la Banca centrale europea a tagliare il costo del denaro prima di qualsiasi altra, anche della Fed. Le scommesse dei mercati, però, sono state finora piuttosto distanti dalle parole più caute dei funzionari sia statunitensi che europei. Il rischio, infatti, è che l’attesa per i tagli dei tassi si riveli deludente nella realtà.

Tassi Bce al 2,5% nel 2024: i mercati ci credono

Gli investitori sono ormai quasi certi che l’Europa guiderà le maggiori banche centrali del mondo nei tagli dei tassi di interesse dopo che uno dei politici più aggressivi della regione ha descritto il rallentamento dell’inflazione come “incoraggiante”.

Il riferimento è alle parole del “falco” Bce Schanbel, secondo la quale l’inflazione sta mostrando un “notevole” rallentamento e un altro aumento dei costi di finanziamento è “piuttosto improbabile”. I mercati avevano da tempo respinto la possibilità di un ulteriore inasprimento, ma finora proprio la funzionaria tedesca aveva avvertito che era troppo presto per escludere ulteriori aumenti.

L’intervista rilasciata a Reuters il 5 dicembre, però, ha dato nuova linfa alle aspettative dei trader anche se Schnabel non ha fatto alcun riferimento ai tagli dei tassi.

Tuttavia, il sentiment è oggi molto positivo. I mercati stanno scontando per la prima volta sei tagli dei tassi di un quarto di punto da parte della Banca Centrale Europea nel 2024, una mossa che porterebbe il tasso chiave a scendere di 150 punti base al 2,5%. C’è anche una probabilità quasi del 90% che il ciclo di allentamento inizi nel primo trimestre del prossimo anno, uno scenario appena contemplato solo tre settimane fa.

La chiave di questo entusiasmo dei mercati è l’inflazione dell’area euro, scesa rapidamente negli ultimi mesi, al di sotto delle stime mediane per tre rilevazioni consecutive. Il tasso su base annua del 2,4% per novembre, in calo rispetto al 5,3% di agosto, è più vicino all’obiettivo del 2% della Bce rispetto a qualsiasi altro mese dalla metà del 2021.

La settimana scorsa, inoltre, il governatore della banca francese Francois Villeroy de Galhau ha affermato che “salvo eventuali shock, gli aumenti dei tassi sono ormai finiti” e ha così rafforzato la prospettiva di tagli l’anno prossimo.

Cosa aspettarsi sui tassi di interesse in Europa e nel mondo

Se gli investitori hanno ragione, la Bce sarà la prima tra le principali banche centrali a tagliare i tassi il prossimo anno e ad attuare il ciclo di allentamento più incisivo. Tuttavia, alcuni dei più grandi analisti di Wall Street stanno già avvertendo che le aspettative sui tagli da parte delle banche centrali di tutto il mondo sembrano troppo ottimistiche.

Si prevede che la Federal Reserve faccia la sua prima mossa a maggio e abbassi i tassi di 125 punti base. Nel Regno Unito, i mercati stanno attualmente scontando tre tagli da un quarto di punto della Banca d’Inghilterra a partire da giugno, e una probabilità del 40% di un quarto intervento. Un mese fa erano stati prezzati solo due tagli.

I mercati dei tassi in Australia sono passati dallo scommettere su un altro aumento entro la metà del 2024 alla previsione di una probabilità superiore al 75% di un taglio entro quella data. E anche la banca centrale della Nuova Zelanda – che la scorsa settimana ha affermato che potrebbe dover aumentare i tassi l’anno prossimo – dovrebbe ridurre il suo benchmark entro maggio.

In questo contesto, le obbligazioni sono salite a novembre tanto da essere archiviato come un mese da record. I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e tedeschi a 10 anni sono scesi di oltre 45 punti base nell’ultimo mese.

La cautela, però, sembra ancora una giusta consigliera nel prevedere cosa aspettarsi in futuro. Pur escludendo di fatto un altro rialzo dei tassi, Schnabel ha affermato, in riferimento a potenziali tagli, che “dovremmo stare attenti nel fare dichiarazioni su qualcosa che accadrà tra sei mesi”.

I suoi colleghi Boris Vujcic li hanno esclusi nel prossimo futuro, mentre François Villeroy de Galhau ha dichiarato che la Bce esaminerà la questione nel corso del 2024.

Questa prudenza sta guadagnando terreno anche a Wall Street, con gli strateghi di BlackRock che hanno affermato di “vedere il rischio che queste speranze vengano deluse”. Il consigliere economico capo di Allianz SE Mohamed El-Erian ha avvertito che la Fed sta perdendo il controllo dei suoi messaggi.

“Credo che la Fed abbia finito di aumentare i tassi, ma non penso che ciò convalidi quello che si aspettano i mercati riguardo ai tagli dei tassi il prossimo anno”, ha detto El-Erian a Bloomberg Radio.

Il 2024 sarà quindi un altro anno cruciale per l’economia mondiale e le banche centrali possono ancora stupire con la loro politica monetaria.

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