Tasse universitarie: tra le più basse d’Europa ma a caro prezzo

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Tasse universitarie: tra le più basse d'Europa ma a caro prezzo

Le tasse universitarie italiane sono tra le meno costose del resto d’Europa, a maggior ragione dopo la “no tax area”. Eppure si investe ancora poco per i giovani.

Tasse universitarie: l’attuale anno accademico è iniziato con un forte incentivo da parte del sistema di tassazione universitario.

La “no tax area” riguarderà le iscrizioni per le università a partire dal 2017. Si tratta di un’esenzione dal pagamento della tassa di iscrizione in base al calcolo del reddito voluta dalla precedente Legge di Bilancio.

I candidati che presenteranno un Isee al di sotto dei 13mila euro avranno l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, al primo anno e anche a quelli successivi.

Con l’unica specifica che le tasse verranno ricalcolate in base alla carriera universitaria. La no tax area infatti, vale solo per la tassa di iscrizione, ovvero la prima.

Sebbene questa importante agevolazione, il mondo universitario italiano vanta ben poco rispetto al resto d’Europa.

L’indagine dell’Ocse ha infatti individuato una profonda scarsità di finanziamenti al sistema universitario, nonostante le forti agevolazioni introdotte dallo stesso.

La no tax area per le Università ed altre agevolazioni

Oltre l’esenzione per i soggetti con un Isee al di sotto dei 13mila euro, la no tax area agevola anche gli studenti con un tenore di vita poco più alto rispetto a quelli esentati.

Per chi presenta un Isee entro i 15mila euro, le tasse universitarie non possono superare i 140,00 euro, mentre per chi ha un Isee sotto i 20mila euro la tassa dovrà rientrare entro i 490,00 euro.

Le altre agevolazioni introdotte per le tasse universitarie non dipendono più dal potere della no tax area, bensì dal merito stesso dello studente.

Per essere totalmente esonerato dalle tasse al momento dell’iscrizione al secondo anno, il candidato dovrà aver maturato almeno 10 crediti formativi entro il 10 agosto dell’anno successivo all’immatricolazione.

Successivamente, per usufruire dell’esenzione per gli anni a seguire, i crediti ammonteranno a 25.

Un’altra misura di esenzione è quella rappresentata dal voto di maturità della matricola che al momento dell’iscrizione presenterà un voto pari a 100.

Coloro che invece hanno concluso la scuola secondaria con un voto pari a 95/100 avranno uno “sconto” sulla tassa di iscrizione.

Per ulteriori informazioni, collegarsi a questo link.

Tasse eque, ma poche borse di studio

Le tasse universitarie italiane sono “relativamente poco costose” secondo il report dell’Ocse, sebbene le rette ammontino tra i 200 e 2mila euro l’anno, contro i 184 euro della Francia o addirittura contro la Germania che offre gli studi gratis per i cittadini della Ue.

Le borse di studio però, sono un neo degli atenei italiani. Secondo l’Ocse non solo ne sono assegnate poche, ma con importi piuttosto bassi: di 3.347 euro.
La cifra corrisponde a circa il 12% di uno stipendio medio lordo annuo.

Per fare un paragone, una borsa di studio in Germania (la quale ricordiamo, fa studiare gratuitamente i propri studenti) si aggira sui 5.736 euro.

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