Tassa sui pacchi, arriva la proroga?

Nadia Pascale

30 Gennaio 2026 - 11:53

Chiesta la proroga della Tassa sui pacchi, tra riduzione del flusso e normative unionali confliggenti. Ecco tutte le novità per gli acquisti da Paesi extra UE.

Tassa sui pacchi, arriva la proroga?

Chiesta ufficialmente la proroga per la tassa sui pacchi. Ecco perché il Governo potrebbe fare marcia indietro.

La Legge di Bilancio 2026 prevede l’introduzione della Tassa sui pacchi di modico valore (valore dichiarato fino a 150 euro) provenienti da Paesi extra UE. L’obiettivo è quello di contrastare i colossi del low cost come Temu, Shein e Aliexpress, anche se l’obiettivo dichiarato pubblicamente è quello di coprire i costi delle operazioni doganali. Ma cosa c’è dietro questo clamoroso passo indietro? Due le ipotesi: conflitto con la normativa europea e la riduzione notevole del flusso di spedizioni.
Ecco perché potrebbe presto arrivare la proroga della Tassa sui pacchi.

Tassa sui pacchi, la maggioranza fa un passo indietro e chiede la proroga

Dopo la corsa iniziale rallenta la procedura di entrata in vigore della Tassa sui pacchi.
Il balzello di 2 euro, va a confliggere con un’analoga misura prevista a livello unionale dell’importo di 3 euro. Questa dovrebbe entrare in vigore a luglio.

Il caos è però generato anche dalla particolare fretta con cui si è inteso dare attuazione alle norme. Infatti, il 30 dicembre, praticamente in contemporanea con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, appena dopo l’approvazione, della Legge di Bilancio 2026, ci sono state le istruzioni operative dell’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli).

Dopo qualche giorno, arriva un nuovo provvedimento dell’ADM da cui emerge che la riscossione degli importi comunque maturati dal 1° gennaio 2026, avviene dal 15 marzo 2026.

Perché si chiede la proroga della Tassa sui pacchi?

Cosa succede ora? Tra gli emendamenti presentati al decreto Milleproroghe numerosi richiedono la proroga dei termini di applicazione della Tassa sui pacchi. Potrebbe trattarsi di un escamotage teso a eliminare il rischio di incidente diplomatico e far coincidere l’entrata in vigore con quella prevista dall’Unione Europea per il mese di luglio 2026.
Gli emendamenti arrivano, infatti, proprio da Forza Italia, segno che potrebbe essere una misura ben vista dal Governo stesso che ha approvato la Tassa sui pacchi.

Tra i motivi che potrebbero aver indotto la maggioranza a chiedere la proroga c’è il flop per le entrate dal 1° gennaio si è registrato un calo dei pacchi provenienti in Italia da Paesi extra UE, lo stesso è del 40%. Cosa sta succedendo? Semplicemente i pacchi prendono una via alternativa.
Non arrivano direttamente in Italia tramite aeroporto, ma arrivano in altri Paesi Ue che non applicano la Tassa sui pacchi e da qui, cioè da Paesi non extra Ue, arrivano in Italia con camion e senza necessità di pagare l’importo.

Questo doppio transito aggira l’obbligo di dichiarare le merci come provenienti da Paesi extra Ue e di fatto fa in modo che l’Italia non incassi la Tassa sui pacchi. C’è però una contropartita: questa tecnica produce maggiore inquinamento. Questo escamotage non potrà essere usato quando entrerà in vigore la misura unionale.

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