Tari 2026: guida completa al pagamento della tassa sui rifiuti. Scadenze, istruzioni per il versamento in unica soluzione o a rate, ed esenzioni.
Al via il versamento della Tari 2026. La tassa sui rifiuti, il tributo locale che i Comuni riscuotono per finanziare il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, è uno degli appuntamenti fiscali che maggiormente impattano sull’economia di famiglie e imprese.
Anche quest’anno i contribuenti sono chiamati a regolarizzare la propria posizione con i Comuni, ma gli enti locali godono di un’ampia autonomia nella gestione delle scadenze e delle tariffe. Sono, infatti, le amministrazioni locali a dover inviare gli avvisi di pagamento con relativi modelli F24 precompilati per rendere il versamento più semplice. Il cittadino, invece, può godere della flessibilità di scegliere se saldare l’intero importo in un’unica soluzione per archiviare subito la pendenza oppure dilazionare il pagamento in più rate. L’opzione di rateizzazione, le cui scadenze variano da un Comune all’altro, permette di ammortizzare meglio l’impatto della tassa.
Le scadenze della Tassa sui Rifiuti cambiano in base ai singoli comuni, ma la maggior parte dei contribuenti in queste settimane ha ricevuto avvisi di pagamento ed è prevista a breve la scadenza della prima o seconda rata. Entro il termine di scadenza della prima rata è possibile versare l’importo anche in unica soluzione.
Nell’avviso di pagamento sono già inclusi i bollettini, anche in formato F24 e quindi il contribuente deve semplicemente effettuare il versamento anche tramite i servizi home banking, oppure utilizzando i canali tradizionali: Poste Italiane, esercizi convenzionati, PagoPa).
Cos’è la Tari e chi la paga?
La TARI è una tassa destinata a finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ogni Comune determina le tariffe in modo che sia assicurata la copertura dei costi sostenuti per il servizio di raccolta, smaltimento dei rifiuti, igiene urbana. È stata introdotta, in questa formula, con la Legge di Stabilità 2014 e ha sostituito i precedenti tributi TIA (Tariffa di igiene ambientale), TARSU (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).
Riceve l’avviso di pagamento Tari chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani, come abitazioni, uffici, negozi e terreni. Sono esclusi dal pagamento le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali non detenute od occupate in via esclusiva.
Chi paga la Tari in caso di locazione?
È tenuto al versamento l’inquilino che ha un contratto di affitto di durata superiore a 6 mesi nell’arco dell’anno.
Pagamento Tari: esenzioni, riduzioni e bonus
Anche se in molti Comuni a luglio c’è la scadenza della rata Tari, alcuni soggetti possono avvalersi di esenzioni e riduzioni.
Non è dovuta la Tari per gli immobili privi di allaccio alle utenze senza mobili e suppellettili.
È prevista la riduzione della Tari anche nel caso in cui si tratti di una seconda casa occupata solo per brevi periodi nell’arco dell’anno (case per le vacanze).
Riduzione anche per coloro che hanno la residenza all’estero e trascorrono in Italia solo brevi periodi.
Una novità prevista dal 2026 è la riduzione Tari prevista per i nuclei familiari a basso reddito. Il bonus è riservato ai nuclei con Isee fino a 9.530 euro, importo aumentato a 20.000 euro in caso di nuclei con 4 figli. Il bonus ammonta al 25% dell’importo dovuto e si applica a una sola utenza domestica.
Ritardi nell’invio degli avvisi di pagamento
Il 2026 è stato caratterizzato da un diffuso ritardo nella spedizione degli avvisi di pagamento della Tari da parte dei Comuni. La situazione è riconducibile principalmente a due fattori tecnici e normativi interconnessi.
L’introduzione a partire dal 2026 del nuovo meccanismo per l’applicazione automatica del bonus Tari alle famiglie con Isee basso ha richiesto un imponente lavoro di allineamento informatico. Gli uffici tributi locali hanno dovuto incrociare le proprie banche dati con i flussi forniti dall’Inps (per gli Isee) e dell’Arera per calcolare l’esatta riduzione direttamente nel bollettino. Questo ha comportato una dilatazione dei tempi.
A questo va aggiunto anche il fatto che molte amministrazioni locali hanno approvato i Pef e le relative tariffe in date differenti rispetto al passato. Senza le delibere i Comuni non hanno potuto emettere gli avvisi di pagamento e proprio per questo in molte zone del Paese i cittadini devono ancora ricevere i bollettini per pagare la Tari.
Tariffe Tari per il pagamento 2026
La tariffa è determinata dai Comuni e la stessa è composta da una quota fissa e da una quota variabile. La quota fissa dipende dalla superficie degli immobili.
La quota variabile dipende principalmente dal numero di occupanti dell’immobile e dall’uso (uso domestico e non domestico).
Si è detto che i Comuni fissano scadenze diverse. In genere dividono l’importo in due o tre rate, per la maggior parte dei Comuni c’è comunque una scadenza a luglio, ad esempio a Milano la rata scade il 10 luglio, a Napoli il 16 luglio. Roma ha preferito posticipare la scadenza al 31 agosto.
Per chi ha effettuato variazioni nell’immobile c’è la possibilità di comunicare i metri quadri dell’immobile in modo da adeguare gli importi da versare.