Tap, è scontro interno al M5s

Secondo i 5 Stelle Lello Ciampolillo, Saverio De Bonis e Sara Cunial non è prevista nessuna penale in caso di blocco della Tap: “Conte si sbaglia”

Tap, è scontro interno al M5s

“Conte sbaglia, non esiste nessuna penale perché non esiste nessun contratto tra Stato e Tap”.

È questa l’opinione dei senatori 5 Stelle Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis, che insieme alla deputata Sara Cunial stanno facendo sentire la loro voce generando dissidi all’interno del Movimento, originati dalla vicenda legata alla costruzione del Tap.

Le recenti dichiarazioni del premier Giuseppe Conte avevano infatti definito impossibile un eventuale blocco dei cantieri per il Tap (Trans Atlantic Pipeline), gasdotto che dall’Azerbaijgian arriverà in Puglia, in quanto arrestare i lavori costerebbe cifre importanti, fino a 10 miliardi di euro secondo il Presidente del consiglio.

Ma per Ciampolillo, De Bonis e Cunial “non ci possono essere costi a carico dello stato” in caso di abbandono dei cantieri.

Tap: è scontro all’interno del M5s

La decisione ufficializzata da Conte ma appoggiata dai vertici del partito, compreso il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, ha fatto e sta facendo discutere molto.

Da considerare c’è soprattutto il fatto che per lungo tempo la chiusura del cantiere era stato uno dei cavalli di battaglia nella campagna elettorale dei 5 Stelle, con Di Battista che promise addirittura di bloccare l’opera in due settimane.

Un’incongruenza che non è certo sfuggita agli elettori ma, come mostrato dalle recenti dichiarazioni, anche agli stessi appartenenti al partito, che hanno posto l’indice su quello che etichettano come un errore del premier:

“Anche Conte può sbagliare. Noi diciamo che non esiste nessuna penale perché non esiste nessun contratto tra Stato e TAP. Non ci possono nemmeno essere costi a carico dello Stato, semplicemente perché, non essendovi ad oggi il rispetto delle prescrizioni da parte di TAP, non vi può essere responsabilità dello Stato. Continuiamo ad avere fiducia nella magistratura”.

Intanto i membri dei Movimenti No Tap pugliesi stanno portando avanti una campagna volta a far dimettere i politici del M5s eletti nella regione, rei a loro giudizio di aver vinto le elezioni fancendosi forti dell’opinione negativa sul gasdotto, per poi rimangiarsi tutto una volta al governo.

Solo pochi minuti fa proprio Di Maio ha ribadito la posizione dell’esecutivo, spiegando che viste le notevoli penali previste - che arriverebbero “fino a 20 miliardi di euro” - bloccare l’opera è impossibile. Il ministro del lavoro ha sottolineato di aver potuto esaminare la natura delle penali solo una volta al governo, leggendo l’interno documento relativo alla costruzione del gasdotto.

Il Tap - Trans Atlantic Pipeline - è un gasdotto che parte dal giacimento di Shah Deniz, il principale dell’Azerbaijgian, per condurre almeno 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno in Europa, passando per 4.000 chilometri di tubature che arriveranno fino in Puglia, più precisamente nella spiaggia di San Basilio, vicino San Foca.

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