Quando verranno tagliati i vitalizi al Senato?

La Casellati, presidente del Senato, frena sul taglio dei vitalizi per gli ex senatori, ma poi aggiunge: “Dobbiamo ridurre lo stipendio ai parlamentari assenti in Aula”.

Quando verranno tagliati i vitalizi al Senato?

Era il 12 luglio quando la Presidenza della Camera - presieduta dal pentastellato Roberto Fico - ha dato il via libera al provvedimento che taglia i vitalizi per gli ex deputati, ricalcolando tutti quelli finora percepiti sulla base del sistema contributivo.

Il taglio sarà effettivo a partire dal 1° gennaio 2019 e nei mesi che mancano a questo appuntamento anche il Senato discuterà in merito a questa possibilità.

Lo ha confermato la presidente del Senato - la forzista Elisabetta Alberti Casellati - durante la tanto attesa cerimonia del Ventaglio, aggiungendo però che nella aule di palazzo senatorio verrà preso tutto il tempo necessario affinché si possa arrivare alla migliore decisione possibile.

Una chiara risposta al “collega” Roberto Fico, il quale dopo il taglio dei vitalizi alla Camera ha sollecitato la Casellati affinché facesse altrettanto anche al Senato; secondo la 2ª carica dello Stato, infatti, non c’è motivo per accelerare i tempi visto che il provvedimento alla Camera entrerà in vigore solamente a gennaio 2019.

La Casellati “frena” sull’eliminazione dei vitalizi al Senato

Quindi non sembra essere immediata l’approvazione di un provvedimento analogo a quello della Camera anche per il Senato; almeno per il momento, quindi, i vitalizi degli ex senatori sono al sicuro.

Tuttavia la Casellati si è difesa da tutti coloro che la accusano per il suo atteggiamento dilatorio, dietro al quale sembrerebbe nascondersi una difesa dei privilegi degli ex parlamentari; nel dettaglio, la presidente del Senato ha risposto dicendo che il Senato ha bisogno del rigoroso metodo Einaudi - “conoscere per deliberare” - prima di prendere qualsiasi decisione in merito.

La Casellati quindi frena sul taglio dei vitalizi, ma non per questo ne è contraria.

Come da lei stesso dichiarato, infatti, non c’è alcun motivo per procedere con fretta ed è per questo che il Senato - a differenza della Camera “che ha già stabilito un proprio iter” - ha deciso di effettuare ulteriori approfondimenti così da individuare la migliore soluzione possibile.

La Casellati rilancia: “Riduciamo lo stipendio ai parlamentari assenti

La presidente del Senato, quindi, non “lascia” ma “raddoppia”: secondo la Casellati, infatti, c’è un altro modo per ridurre i costi della politica ed è quello di tagliare gli stipendi a deputati e senatori colpevoli di assenteismo.

La Casellati ha aperto alla possibilità di un dialogo con l’altro ramo del Parlamento al fine di valutare la fattibilità di questa operazione. D’altronde, come da lei stessa dichiarato, questo provvedimento è in linea con il principio di “giustizia e meritocrazia” della funzione di rappresentanza, quindi non sembrano esserci motivi ostativi alla sua applicazione.

Ridurre gli emolumenti ogni volta che un deputato o un senatore non si presenta in Aula o in Commissione potrebbe essere la soluzione migliore per contrastare il problema dell’assenteismo parlamentare; vedremo se dall’altra parte ci sarà interesse a discutere di questa possibilità oppure se anche questa volta i due rami del Parlamento decideranno di procedere separatamente.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Maria Elisabetta Alberti Casellati

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.