Superbonus e visto di conformità: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Rosaria Imparato

29 Gennaio 2021 - 13:51

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Superbonus 110%, il visto di conformità può essere apposto anche dal consulente del lavoro abilitato per la cessione del proprio credito: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate si trovano nella risposta all’interpello n. 61/E del 28 gennaio 2021.

Superbonus e visto di conformità: chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate

Superbonus 110% e visto di conformità, dall’Agenzia delle Entrate arrivano dei chiarimenti in merito alla figura professionale che può apporre il visto.

I chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria si trovano nella risposta all’interpello n. 61 del 28 gennaio 2021. Il caso è quello di un consulente del lavoro che intende beneficiare del superbonus e poi optare per la cessione del credito.

L’istante è abilitato all’apposizione del visto di conformità, e chiede all’Agenzia delle Entrate se può rilasciare il visto anche anche per la cessione del proprio credito.

Superbonus e visto di conformità: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Interessanti chiarimenti in merito al visto di conformità si trovano nella risposta all’interpello n. 61 del 28 gennaio 2021: l’Agenzia delle Entrate risponde al quesito di un consulente del lavoro abilitato al rilascio del visto di conformità e che vuole usufruire del superbonus 110%.

Risposta all’interpello AdE n. 61 del 28 gennaio 2021
Superbonus - professionista abilitato e visto di conformità - Articolo 119 e 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio in vigore al 31/12/2020).

L’istante chiede all’Agenzia delle Entrate se, da professionista abilitato all’apposizione del visto di conformità, può procedere anche per la cessione del proprio credito d’imposta.

Il parere dell’Agenzia è positivo, e nella risposta in commento viene richiamata la risoluzione n. 82/2014.

In tale documento di prassi le Entrate hanno precisato che i professionisti abilitati che intendono utilizzare in compensazione orizzontale i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, all’Irap e alle ritenute alla fonte, emergenti dalla propria dichiarazione, possono autonomamente apporre il visto di conformità.

L’istante quindi può procedere con l’apposizione del visto per la cessione del proprio credito senza essere obbligato a rivolgersi a terzi. L’Agenzia delle Entrate dà quindi il via libera all’istante, in quanto beneficiario della detrazione.

Superbonus 110%, i rischi del visto di conformità irregolare

I commercialisti e i consulenti del lavoro possono rilasciare solo il visto di conformità e non l’asseverazione. Quali sono i rischi in caso di irregolarità nel visto?

I professionisti devono senza dubbio fare attenzione a quello che dichiarano, poiché le conseguenze legali sfociano nel penale: in caso di visto di conformità per l’ecobonus 110% senza requisiti o falso i reati sono quelli di truffa aggravata e di indebite erogazioni a danno dello Stato.

I professionisti però non possono pagare le conseguenze di asseverazioni eventualmente false: le ripercussioni che cadranno sul tecnico abilitato o sul professionista incaricato della progettazione strutturale.

In pratica quindi i commercialisti e consulenti del lavoro possono (e devono) controllare la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati, ma senza l’obbligo di verificarne i dati.

Il discorso è diverso qualora venisse apposto il visto di conformità in assenza di un’asseverazione o per favorire un contribuente sprovvisto dei documenti.

Secondo la Federazione studi dei consulenti del lavoro, non sono però previste nuove sanzioni in caso di attestazioni o asseverazioni infedeli: rimangono quelle previste dal decreto Rilancio, che vanno da 2.000 fino a 15.000 euro per ogni documento falso.

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