Cashback, addio al super-premio? Governo Draghi contro i «furbetti»

Laura Pellegrini

22 Febbraio 2021 - 09:24

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Il super cashback è a rischio: il Governo Draghi sta pensando di congelare fino a dicembre (o abolire definitivamente) il super premio da 1.500 euro. Ecco cosa potrebbe accadere.

Cashback, addio al super-premio? Governo Draghi contro i «furbetti»

Per poter risolvere il problema dei “furbetti” del cashback, il Ministero dell’Economia aveva pensato di introdurre un algoritmo che riuscisse a riconoscere e allo stesso tempo a impedire i micro-pagamenti che molti utenti del cashback stanno effettuando soprattutto presso gli erogatori di benzina.

Il Fisco aveva avviato opportuni controlli per scovare quegli utenti che collezionavano transazioni molto piccole (si tratta di pochi euro o centesimi) per scalare la classifica del super cashback e ottenere il premio da 1.500 euro.

Nell’attesa di conoscere come intende procedere il Governo Draghi contro i furbetti, è spuntata l’ipotesi di congelamento del super premio fino a dicembre. Cosa potrebbe accadere?

Super cashback, possibile stop fino a dicembre

Il premio da 1.500 euro riservato ai primi 100 mila cittadini che avranno effettuato il maggior numero di transazioni in un periodo di sei mesi è chiamato super cashback. La nuova misura - introdotta dal Governo Conte bis - è stata ben accolta dai cittadini.

Sono, infatti, 7,6 milioni gli utenti che dall’8 dicembre hanno attivato il bonus cashback, dapprima in fase sperimentale, per ottenere un rimborso del 10% sulle spese effettuate con metodi di pagamento digitali. Nel contempo, gli utenti sono in corsa anche per scalare la classifica del super cashback, che però potrebbe restare congelata fino a dicembre 2021.

Il Governo deve prima trovare una soluzione per stanare e punire i “furbetti” del cashback, che forse potrebbero essere esclusi dalla corsa al super premio. Mentre si cerca di mettere a punto un algoritmo in grado di bloccare i micro-pagamenti, quindi, tutto potrebbe rimanere in stallo.

Cashback, cosa sta succedendo?

Le prime denunce dai benzinai sono arrivate alla fine di gennaio, quando, in Provincia di Cremona, un automobilista aveva effettuato diverse operazioni con il bancomat per erogare la benzina per importi compresi tra i 2,44 euro e i 5 euro. Un comportamento che gli ha permesso di collezionare operazioni per scalare la classifica del super cashback. Comportamento analogo anche per un automobilista della Provincia di Cuneo che, all’inizio di febbraio, ha effettuato 62 transazioni tra le 20:42 e le 21:37 della stessa serata.

In modo unanime, quindi, si è alzata la protesta dei benzinai contro il Governo per porre fine a una situazione insostenibile, tanto che l’associazione di categoria ritiene “giusto rinviare il super cashback a dicembre per dare il tempo ai tecnici di individuare soluzioni tecnologiche in grado di isolare le micro-transazioni quando sono opera di furbetti”.

In modo analogo, denuncia ancora Bruno Bearzi a nome della Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti di Confcommercio, è ingiusto “che siano i gestori delle stazioni di benzina ad andarci di mezzo. Inoltre ci sono stati moltissimi casi di micro-pagamenti sospetti, ragion per cui la classifica del cashback risulta già falsata ”.

Governo Draghi verso la cancellazione del super premio?

Il bonus cashback, la misura tanto voluta dal Governo di Giuseppe Conte, sembra non essere mai piaciuta al nuovo premier Mario Draghi, tanto che potrebbe persino decidere di sospenderla di fronte alle problematiche emerse nelle ultime settimane.

Per il momento le ipotesi sul tavolo sono diverse: c’è chi vorrebbe introdurre un numero massimo di transazioni effettuabili in un giorno presso il medesimo punto vendita per poter impedire di frazionare i pagamenti in pochi euro o centesimi, come proposto dalla Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti. Il Ministero dell’Economia, invece, punta a un congelamento del super premio almeno fino a dicembre, in modo tale che i tecnici possano avere tutto il tempo per sviluppare l’algoritmo in grado di stanare i “furbetti del cashback”.

Al momento - di fatto - non esiste una norma che impedisca di frazionare i pagamenti per collezionare transazioni: la mossa, però, va a danno dei commercianti, già duramente colpiti dalla crisi pandemica.

Quanto si risparmierebbe con l’abolizione del super cashback?

Mentre il Governo pensa a quale mossa attuare per bloccare i comportamenti dei “furbetti del cashback”, il dibattito politico si accende sulla questione del super premio.

La Lega ha chiesto un’interrogazione al Ministero dell’Economia per capire quali mosse verranno attuate in una situazione del genere, mentre Forza Italia spinge per un taglio definitivo a una misura che andrebbe a premiare coloro che già utilizzavano le carte di credito.

Inoltre, bloccando il bonus cashback lo Stato risparmierebbe circa un miliardo e mezzo di euro, che potrebbe piuttosto andare a finanziare ulteriori bonus a sostegno dei lavoratori e delle attività in crisi. Abolendo il super cashback, invece, il risparmio sarebbe di mezzo miliardo di euro soltanto per quest’anno: in questo modo, comunque, resterebbe la possibilità di aderire al bonus cashback, ovvero il rimborso del 10% sulle spese effettuate in 6 mesi.

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