Ieri ha chiuso sui massimi storici. Oggi perde quasi il 6% e diventa improvvisamente il titolo più scambiato di Piazza Affari, con volumi persino superiori a quelli di UniCredit.
Su Carel Industries passano di mano oltre 175 milioni di euro in una sola seduta. Per una società dello STAR è qualcosa che si vede raramente.
Solo pochi giorni fa il gruppo aveva pubblicato conti trimestrali molto forti: ricavi in crescita del 16%, EBITDA oltre il 21% dei ricavi, utile quasi raddoppiato e cassa netta positiva. Dopo i risultati, diversi analisti avevano anche alzato target price e stime sul 2026.
Poi, nella serata del 20 maggio, arriva il collocamento lampo tramite ABB (Accelerated Book Building) da circa 169 milioni di euro da parte di Athena FH, family office della famiglia Nalini e secondo azionista della società. In poche ore finiscono sul mercato 5,6 milioni di azioni a 30,10 euro per titolo.
Ora il mercato prova a capire se il sell-off abbia già assorbito l’effetto dell’ABB.
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Il mercato ha già assorbito l’ABB? Tutto si gioca attorno ai 30 euro
L’operazione è stata eseguita a 30,10 euro per azione. Il 20 maggio Carel Industries aveva chiuso a 32,70 euro dopo aver aggiornato i massimi storici a 32,90 euro.
Lo sconto implicito dell’ABB rispetto ai massimi della vigilia sfiora quindi l’8%. Il mercato ha reagito immediatamente. In apertura il titolo è crollato in area 30,6, allineandosi al prezzo del collocamento, con volumi enormi: oltre 5,8 milioni di azioni scambiate contro una media giornaliera di circa 75-80 mila pezzi.
Per una società dello STAR è un movimento fuori scala. Anche perché il rally precedente era stato molto forte. Prima del sell-off di oggi, Carel guadagnava oltre il 20% nell’ultimo mese, circa il 36% negli ultimi sei mesi e più del 55% nell’ultimo anno. Corse del genere spesso rendono i prezzi molto più vulnerabili a operazioni di questo tipo.
L’ABB lanciata da Athena FH non è un aumento di capitale e non cambia i fondamentali della società. La family office della famiglia Nalini ha ceduto circa il 5% del capitale ma resta comunque uno dei principali azionisti del gruppo con una quota superiore al 13%.
Nonostante il sell-off, il titolo non è crollato sotto il prezzo dell’ABB. Per ora area 30 euro sta funzionando come primo vero supporto tecnico dopo l’operazione. Se il titolo riuscirà a consolidare sopra quota 30 euro, molti investitori potrebbero iniziare a considerare il calo di oggi come una semplice correzione tecnica dentro un trend ancora rialzista. Se invece le vendite dovessero continuare anche sotto quel livello, il mercato potrebbe iniziare a scaricare parte dei multipli molto elevati accumulati negli ultimi mesi.
Per questo il calo di oggi potrebbe non bastare ancora per chi cerca un titolo davvero “a sconto”. Molto dipenderà dalla capacità della società di continuare a sostenere crescita e margini ai livelli attuali.
I 3 motivi per cui il mercato continua a scommettere su Carel nonostante il sell-off
Con target fino a 35 euro, il mercato vede ancora spazio per un rialzo vicino al 15% anche dopo il rally dell’ultimo anno. I conti di Carel aiutano a capire se conviene comprare il titolo (ed eventualmente a che prezzo) dopo l’ABB.
Nel primo trimestre 2026 Carel Industries ha registrato ricavi per 170,9 milioni di euro, in crescita del 15,9% rispetto allo scorso anno. A cambi costanti la crescita sale quasi al 20%. Ancora più forte la dinamica dei margini. L’EBITDA cresce del 38,3% a 36,8 milioni di euro, con marginalità salita al 21,5%. L’utile netto passa invece da 10,1 a 18,4 milioni di euro. Nel panorama industriale europeo è difficile trovare questi numeri.
Dopo la trimestrale, diversi analisti hanno rivisto al rialzo il target price del titolo a 34 euro (Equita) e 35 euro (Intermonte) assumendo che Carel riesca a generare cassa anche in una fase di forte espansione. A fine marzo 2026 la posizione finanziaria netta era positiva per oltre 24 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 18,4 milioni di inizio anno.
Questo lascia spazio sia a nuove acquisizioni sia a ulteriori investimenti nei business a maggiore crescita.
Il terzo motivo riguarda il posizionamento industriale. Negli ultimi mesi il mercato ha iniziato a guardare sempre di più al business collegato a efficienza energetica, raffreddamento industriale e data center. Temi che stanno diventando centrali con la crescita dell’intelligenza artificiale e dei nuovi hyperscaler.
Gran parte della valutazione del titolo si basa dunque sull’ipotesi di un’accelerazione del business dei data center nei prossimi trimestri. I target riflettono quindi la possibilità che Carel continui a crescere a doppia cifra ancora per diversi anni.
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