Tutto sembrerebbe andare nel verso giusto per l’economia americana: l’S&P 500 viaggia sui massimi storici, le previsioni di recessione sono state ampiamente ridimensionate, e i segnali di politica economica indicano uno scenario di crescita e stimolo.
Ma, allora, come mai Moody’s ha appena declassato il debito sovrano degli Stati Uniti e i rendimenti dei Treasury sono balzati vicino al 5%? C’è qualcosa che non torna.
Un quadro apparentemente perfetto
La recente pausa sui dazi annunciata da Trump ha rassicurato i mercati. Le tariffe su beni cinesi sono state ridotte a circa il 30%, mentre quelle verso altri Paesi sono passate dal 20% al 10%. Parallelamente, il governo ha proposto di estendere i tagli fiscali del 2017, una manovra che potrebbe stimolare la domanda interna. Ma dietro a questo ottimismo si nasconde un dato preoccupante: l’estensione fiscale rischia di aumentare il deficit federale di 4 trilioni di dollari in 10 anni.
Il mercato azionario, storicamente entusiasta di questi segnali, ha reagito inizialmente con forza. Ma il declassamento del rating USA da parte di Moody’s lancia un segnale opposto. Perché?
Il problema del debito e dei Treasury
Il vero nodo sta nei Treasury. Circa il 30% del debito USA scadrà nel 2025, e il Tesoro dovrà rifinanziare con nuove emissioni. Tuttavia, in un contesto dove l’inflazione è attesa sopra il 3% sia nel 2025 che nel 2026 e la Fed non taglierà i tassi, gli investitori chiederanno rendimenti più alti per compensare il rischio. Il risultato? Un’impennata dei rendimenti e un crollo del TLT, l’ETF sui Treasury a lungo termine.
Il rischio è che il fiscal dominance prenda il sopravvento: troppa spesa pubblica, troppi bond da emettere, e una base di compratori che inizia a porsi delle domande.
Le aziende iniziano a preoccuparsi
Secondo FactSet, i dazi sono stati menzionati nelle earning call più che in qualsiasi altro momento del decennio. Walmart ha già annunciato un aumento dei prezzi a causa delle nuove tariffe. E il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha avvertito che i dazi potrebbero tornare a salire.
Secondo Schroders, ogni aumento del 10 punti percentuali nelle tariffe si traduce in +1 punto di inflazione e -0,5 punti di PIL. Uno scenario tutt’altro che ideale.
Il mercato reggerà?
Ora l’S&P 500 dovrà difendere un livello tecnico critico: la media a 21 giorni si sta incrociando con quella a 50 in zona 5700 punti. Se non terrà, la pressione potrebbe aumentare. Il mercato sembra robusto, ma sotto la superficie si muovono tensioni invisibili.
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Grafico a candele giornaliere dell'S&P 500. Fonte: baha.com
E se davvero qualcosa non tornasse?