La recente avanzata della Cina nella produzione di chip avanzati ha scatenato una nuova ondata di vendite nel settore dei semiconduttori a livello globale, colpendo in modo particolare i titoli legati all’intelligenza artificiale. Un rapporto che segnala l’inizio della produzione di massa di strumenti di litografia ultravioletta profonda da parte di un’azienda statale cinese ha intensificato il ribasso, con cali netti per i leader della memoria come Micron e Sandisk.
Un mercato azionario sempre più selettivo
Il selloff è stato particolarmente marcato in Asia, dove l’indice Kospi della Corea del Sud ha perso circa il 10 percento, trascinato al ribasso dai pesi massimi Samsung Electronics e SK hynix. Questa notizia arriva a ridosso del debutto del modello Kimi-K3 di Moonshot AI, che ha accelerato ulteriormente la rotazione fuori dai titoli chip. Non è la prima volta che i progressi tecnologici cinesi scuotono i mercati: alla fine di gennaio 2025 la presentazione di DeepSeek, il modello avanzato di intelligenza artificiale cinese, aveva provocato una volatilità simile, con NVIDIA che aveva perso quasi il 20 percento in soli tre giorni. Anche alcuni dei titoli preferiti dal sistema Quant di Seeking Alpha e inclusi in Alpha Picks, come Celestica, Credo Technology e Powell Industries, avevano subito drawdown massicci in quello stesso intervallo tra il 24 e il 27 gennaio 2025.
Tuttavia, i titoli legati all’intelligenza artificiale avevano recuperato con forza entro il secondo trimestre del 2025 grazie agli acquisti sui minimi e a utili migliori delle attese, tanto che dalle basse di fine gennaio 2025 fino al 28 luglio 2026 quei tre nomi avevano registrato rialzi spettacolari. Oggi, con la stagione degli utili in corso e molte domande ancora aperte sulla capacità della Cina di garantire rese, affidabilità e produzione su larga scala, questo ribasso può rappresentare un’occasione per accumulare titoli di qualità spinti al ribasso dalla paura.
In Europa si possono individuare opportunità di diversificazione rispetto alla pesante concentrazione sui mega-cap tecnologici statunitensi. I mercati europei offrono infatti nicchie ancora sottovalutate nel software, nell’automazione industriale, nei semiconduttori e nelle apparecchiature di networking. In particolare ci sono 3 nomi che si stanno differenziando nel Vecchio Continente.
Ecco quali sono.
Nebius Group N.V.
Il primo è Nebius Group N.V., ticker NBIS, società olandese del settore Information Technology, industria Systems Software, con una capitalizzazione di mercato di 48,11 miliardi di dollari. Il titolo ha perso più del 10 percento sulle ultime notizie cinesi e quasi il 33 percento nell’ultimo mese. Nebius si posiziona come cloud AI full-stack, con capacità integrate e un modello operativo altamente scalabile. Ha fatto notizia quando Nvidia ha rivelato una partecipazione del 9,3 percento, sottolineando il suo ruolo nel buildout dell’intelligenza artificiale. La crescita è stata esplosiva: i ricavi del primo trimestre sono balzati del 684 percento anno su anno, mentre la crescita del flusso di cassa operativo si attesta al 57 percento, quasi il 265 percento sopra la mediana di settore.
Questi progressi hanno portato il grado di crescita da un “D+” di sei mesi fa all’attuale “A+”. Anche se gli utili GAAP restano ancora negativi, l’EBITDA rettificato è diventato positivo nel primo trimestre 2026 e la società sta entrando in modalità di autofinanziamento. I prepagamenti dei clienti, compresi gli hyperscaler, stanno migliorando la posizione di capitale circolante, come ha spiegato il CFO Marc Boroditsky. Dal punto di vista Quant, NBIS mostra una redditività relativa al settore robusta, con oltre 2,8 miliardi di dollari di cassa dalle operazioni e un ROE quasi il 91 percento superiore alla mediana settoriale. La valutazione è migliorata e ora il rapporto prezzo/cassa forward è a uno sconto del 52 percento rispetto alla mediana IT. Con quattro revisioni positive e una sola negativa negli ultimi 90 giorni, gli analisti esprimono fiducia nella traiettoria degli utili.
Iberdrola, S.A.
Il secondo nome è Iberdrola, S.A., ticker IBDRY, società spagnola del settore Utilities, industria Electric Utilities, capitalizzazione 154,22 miliardi di dollari. Le utilities sono diventate un play indiretto sull’intelligenza artificiale anche negli Stati Uniti per la corsa a alimentare i data center affamati di energia, e Iberdrola offre lo stesso tema in Europa con l’aggiunta di un’impronta diversificata che include Unione Europea, Stati Uniti, Australia e Brasile.
Il titolo è sceso di circa il 4,6 percento nell’ultimo mese, restando quindi un’opportunità di buy the dip. Barclays l’ha definita un’opportunità “una volta generazionale”, grazie a un modello ancorato a rinnovabili, reti e storage particolarmente adatto a sostenere la crescita dei data center europei. Nel primo semestre 2026 gli investimenti sono saliti del 25 percento, di cui il 72 percento destinato a Regno Unito, Stati Uniti e Brasile. Il titolo vanta una crescita EPS forward di quasi il 14 percento, circa il 93 percento sopra la mediana di settore. I risultati del primo semestre 2026 hanno mostrato un utile netto in aumento del 22 percento, un margine di reddito netto quasi il 30 percento superiore al settore utilities e quasi 13 miliardi di dollari di cassa dalle operazioni. Nell’ultimo anno ha restituito quasi il 34 percento, mentre il PEG ratio TTM resta circa il 78 percento sotto il settore più ampio, combinando crescita legata al buildout dei data center e alla transizione energetica con la resilienza tipica delle utilities.
Atlas Copco AB
Il terzo è Atlas Copco AB, ticker ATLKY, gruppo industriale europeo del settore Industrials, industria Industrial Machinery & Supplies & Components, capitalizzazione 97,35 miliardi di dollari. La società fornisce compressori, sistemi a vuoto, utensili elettrici e attrezzature usate nella manifattura, nell’energia e nelle infrastrutture dei data center. Le soluzioni a vuoto e ad aria compressa sono critiche per la fabbricazione di chip e per gli ambienti server ad alta densità. Il segmento Vacuum Technique è salito del 59 percento nel secondo trimestre, spingendo le proiezioni di crescita dei ricavi forward al 39 percento sopra il settore Industrials.
La redditività beneficia del ramp-up dei volumi e di un mix più ricco di tecnologie e servizi a margine più elevato: il margine di reddito netto è il 133 percento sopra la mediana di settore e la società genera più di 3 miliardi di dollari di cassa dalle operazioni, con gradi A su diverse metriche di profitto. La valutazione è migliorata da un “D” di sei mesi fa all’attuale “C-”, sostenuta anche da un rendimento da dividendo medio TTM del 2,67 percento. Anche se il titolo non ha corretto quanto i nomi più puramente chip, la combinazione di yield e diversificazione settoriale rappresenta un elemento di stabilità all’interno di un’allocazione europea legata all’intelligenza artificiale.
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