Stralcio cartelle in arrivo col nuovo governo: come funziona la sanatoria e quali debiti vengono cancellati?

Rosaria Imparato

28/09/2022

28/09/2022 - 12:44

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Ultime notizie sulla pace fiscale: potrebbe essere previsto lo stralcio delle cartelle fino a 3.500 euro. Ma come funzionerà questa rottamazione e quali debiti saranno cancellati?

Stralcio cartelle in arrivo col nuovo governo: come funziona la sanatoria e quali debiti vengono cancellati?

Tra le prime misure messe in campo dal governo guidato da Giorgia Meloni ci potrebbe essere un nuovo stralcio delle cartelle. Ad annunciare questa nuova sanatoria, con la cancellazione dei debiti sotto i mille euro, è Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia.

Il primo provvedimento di Meloni sarà un decreto da più di 20 miliardi incentrato su aiuti per le bollette di elettricità e gas per famiglie e imprese. Domani 29 settembre, nel frattempo, Arera pubblicherà le nuove tariffe mensili, valide per il mese di ottobre (una novità, perché di solito le tariffe sono stabilite su base trimestrale: in questo modo l’Autorità proverà a intercettare più spesso i cambiamenti del mercato, adeguando i prezzi).

Oltre all’aiuto sulle bollette, quindi, si pensa a uno stralcio delle cartelle e una rateizzazione a dieci anni: vediamo come potrebbe funzionare.

Stralcio delle cartelle fino a 3.500 euro: come funziona la nuova pace fiscale di Meloni

Nell’intervista che Maurizio Leo, responsabile economico di FdI, ha rilasciato al Corriere della Sera, viene annunciato questo stralcio delle cartelle:

“Si può mettere subito mano a una tregua fiscale per le cartelle da mille a 3.500 euro. Il gettito sarebbe immediato.”

Ma come funziona? Secondo quanto ricostruito dal Messaggero, il saldo e stralcio interesserebbe le cartelle con debiti iscritti a ruolo fino a 3mila/3.500 euro. Le modalità di versamento allo studio sarebbero due:

  • il pagamento del 20% del debito, e il restante 80% verrebbe cancellato;
  • il pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5%, in sostituzione di sanzioni e interessi.

Questa seconda opzione riguarderebbe le cartelle con importi superiori. Si tratterebbe di una misura una tantum, finanziata con entrate una tantum, «come quelle del caro-bollette», ha detto Maurizio Leo.

Cartelle cancellate sotto i 1.000 euro di debiti

L’obiettivo di Fratelli d’Italia sarebbe quello di migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti, in particolar modo quelli che hanno debiti da sanare. Il progetto, oltre al condono, prevede la rateizzazione automatica in dieci anni. Chi, invece, ha debiti ma ancora è ancora arrivato alle cartelle da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, potrebbe avere una rateizzazione a cinque anni e una sanzione del 5%, dopo aver interloquito con la Pubblica Amministrazione.

Le cartelle con debiti sotto i mille euro, invece, verrebbero direttamente cancellate. Una sanatoria così estesa potrebbe anche migliorare la situazione del magazzino dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ingolfato ormai da anni con cartelle riferite a debiti inesigibili (cioè non riscuotibili, perché l’impresa è fallita per esempio, o il debitore è morto).

Più di 13 milioni di cartelle in arrivo: l’allarme di Federcontribuenti

Nel frattempo, Federcontribuenti lancia l’allarme circa l’arrivo a breve di più di 13 milioni di cartelle da notificare tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate e gli altri enti affideranno già dalla prossima settimana 2,5/3 milioni di cartelle all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Oltre a questo, Federcontribuenti mette in luce un altro aspetto. Negli ultimi cinque anni più della metà delle cartelle emesse (il 56%) contenevano errori, per esempio:

  • decadenza e prescrizione del tributo e/o emissione di cartelle per tributi già pagati: circa 30%;
  • imposte annullate da decisioni dei giudici tributari: circa 12%;
  • tasse automobilistiche annullate dai Giudici di Pace: circa 8%;
  • tassa dei rifiuti su immobili locarti richiesta al proprietario invece che al conduttore: circa 4%;
  • tassazione separata calcolata in modo non corretto: circa 2%.

Più della metà delle cartelle emesse, insomma, non andavano nemmeno pagate. Il presidente di Federconsumatori Marco Paccagnella conclude la nota sottolineando che «l’unica vera soluzione alle cartelle non pazze sarebbe un utilizzo delle cosiddette composizioni del sovraindebitamento effettuate per tempo e non quando ormai le case sono all’asta e ci sono i pignoramenti sugli stipendi. Quando si può agire per tempo si ottengono risultati ottimi».

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