L’interruzione nel bel mezzo dello shock petrolifero. Raffinerie Germania a secco di petrolio, cosa è successo? La smentita non convince, si parla di sabotaggio.
Germania senza petrolio per diversi giorni, a quanto pare per colpa di un sabotaggio all’oleodotto Transalpino presso Terzo di Tolmezzo, in Italia.
È questa la versione dei media tedeschi, secondo la quale il presunto attacco in Italia si sarebbe tradotto nello stop alla fornitura di greggio alla raffineria tedesca Miro, la più grande del Paese, situata vicino a Karlsruhe. E non solo.
Ma quale sabotaggio, ha risposto prontamente TAL, il gruppo che gestisce l’Oleodotto Transalpino, che collega il porto di Trieste con il Centro Europa e che provvede al fabbisogno petrolifero di Austria (90%), Repubblica Ceca (50%) e Germania meridionale (100%).
Con un comunicato ad hoc, la Transalpine Pipeline ha smentito quanto riportato dalla stampa tedesca:
“In relazione alle informazioni diffuse da alcuni media in Germania, TAL conferma che sono destituite di fondamento e ribadisce quanto già comunicato nei giorni scorsi: nel mese di marzo l’oleodotto è stato interessato da un rallentamento tecnico delle attività dovuto a molteplici occorrenze, proprie e di terzi”.
Eppure un servizio del TG1 ha alimentato il dubbio che qualcosa, invece, sia davvero successo.
Media tedeschi, stop petrolio per tre giorni per sabotaggio in Italia. A rischio offerta benzina & Co.
Tutto è nato quando i media tedeschi hanno riportato che un attacco all’oleodotto ha messo a rischio alla fine di marzo l’offerta di benzina, diesel e carburante nel sud della Germania, lasciando a secco la più grande raffineria tedesca: Miro, per l’appunto.
“ Non abbiamo ricevuto greggio tramite l’oleodotto TAL per tre giorni, fino alle circa 2 del mattino del 30 marzo, e abbiamo dovuto fare affidamento sulle nostre scorte esistenti”, ha confermato a Politico una portavoce di Miro.
Anche la raffineria Bayernoil è stata colpita dall’interruzione, con i siti di Neustadt e Vohburg, in Baviera che, come Miro, hanno dovuto affrontare i tre giorni di blocco utilizzando le riserve locali.
La causa sarebbe stata un attacco - secondo quanto riassunto da Politico, sulla base di informazioni ottenute da Business Insider and WELT AM SONNTAG - alla rete elettrica di una stazione di pompaggio collegata all’oleodotto transalpino (TAL) in zona alpina italiana, vicino a Terzo di Tolmezzo.
Politico e i media tedeschi ha reso noto anche quanto riferito dal portavoce del Ministero dell’Interno della Germania, ovvero che “la Polizia Crimimale federale (tedesca) è in contatto con le autorità italiane riguardo a questo incidente” e che il caso “è oggetto di una indagine in corso da parte delle autorità italiane”.
Il gruppo che gestisce l’oleodotto nega, ma ad accendere i dubbi è anche servizio Tg1
Tempo un giorno e la risposta di TAL non è tardata ad arrivare: niente sabotaggio, ma un rallentamento tecnico che ha interessato a marzo l’oleodotto: “I media tedeschi si riferiscono al fermo operativo dovuto alla richiesta, rivolta a TAL da TERNA il 25 marzo 2026, di scollegare l’impianto di pompaggio di Paluzza dalla linea elettrica, per consentire l’inizio immediato di un intervento di riparazione di un traliccio situato a oltre 12 km dal più vicino impianto TAL”.
Di conseguenza, “qualsiasi informazione relativa ad azioni esterne da parte di terzi nei confronti di qualsiasi parte dell’impianto di TAL è non veritiera ” e “la linea elettrica, che serve anche altri impianti, è stata riparata in tre giorni dal gestore TERNA”, consentendo all’ oleodotto di riprendere “la completa operatività”.
Ma il servizio in esclusiva del Tg1 ha mandato in onda immagini che fanno sorgere il dubbio che un attacco ci sia davvero stato.
Nel video si vede infatti, riporta Rainews, “ un traliccio della rete elettrica piegato su un lato in mezzo alla campagna, in una zona inaccessibile, al confine tra Friuli e Austria”.
Di conseguenza, “l’ipotesi è che il traliccio sia stato segato”. Tanto il Tg1 ha fatto notare che “chi ha agito non ha lasciato nulla al caso, sapeva che il flusso di greggio dal Medioriente si sarebbe interrotto e che per Germania, Austria e Repubblica ceca, sarebbe stata emergenza ”.
Ancora il TG1:
“Nonostante la smentita della società di gestione, gli inquirenti hanno pochi dubbi sull’azione mirata organizzata da professionisti. Fino ad oggi non è arrivata alcuna rivendicazione, ma il caso è sui tavoli della direzione distrettuale antimafia di Trieste, le indagini affidate ai carabinieri del ROS”.
Insomma, un vero e proprio giallo, nel bel mezzo della crisi energetica che sta angosciando tutto il mondo, e che vede l’Europa paventare il peggio, a causa dello shock del petrolio. Petrolio il cui prezzo torna oggi a schizzare (+8% Brent e WTI, oltre quota $100 al barile), a seguito del flop dei colloqui di pace tra l’Iran e gli Stati Uniti.
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