Stop isolamento positivi Covid e ritorno delle mascherine: aumento dei casi, cosa farà il governo Meloni?

Alessandro Nuzzo

24/11/2022

24/11/2022 - 19:17

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I casi di covid sono in aumento, gli esperti tornano a consigliare le mascherine ma il governo Meloni punta a ridurre le restrizioni. Vediamo le misure allo studio.

Stop isolamento positivi Covid e ritorno delle mascherine: aumento dei casi, cosa farà il governo Meloni?

Con l’arrivo dei primi freddi era pronosticabile anche un aumento dei casi di covid. Già da alcuni giorni la tendenza è al rialzo. A questo si accompagna anche una campagna vaccinale che per le quarte dosi ormai stenta a decollare. Il governo Meloni ha deciso di ridurre il numero di bollettini dei casi covid da giornalieri a settimanali. Il report della scorsa settimana aveva già annunciato un +15%. Il prossimo bollettino, che sarà diramato venerdì 25 novembre, quasi sicuramente rivedrà quei dati al rialzo di un’ulteriore 15-20%.

La tendenza all’aumento del numero di positivi si evidenzia anche dai dati resi noti dalla Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere che ha una rete di «ospedali sentinella»: in 7 giorni c’è stata una crescita del 77% dell’occupazione delle terapie intensive e un 22% di quella dei reparti ordinari. Numeri che, va detto, restano comunque sotto controllo e non destano preoccupazione.

Gli esperti, per limitare i danni di questa nuova ondata, stanno cercando di spingere ad utilizzare di nuovo le mascherine almeno al chiuso e a vaccinarsi con la quarta dose. Ma l’intenzione del governo invece sembra essere intenzionata al contrario abbassando ulteriormente le restrizioni, come ad esempio quelle per l’isolamento.

Via l’isolamento per i positivi asintomatici

Il ministro della Salute Orazio Schillaci è stato chiaro fin dall’inizio del suo mandato. La sua intenzione è creare un solco con la vecchia gestione portata avanti da Roberto Speranza. Ora il covid fa meno paura, le varianti sono meno contagiose e aggressive, la maggior parte della popolazione è vaccinata. Per questo non si torna più indietro ma anzi, si deve proseguire verso una politica con sempre meno restrizioni. Una delle ultime rimaste in tema covid riguarda l’isolamento per chi risulta positivo. Ad oggi nel nostro paese la regola recita che chi è positivo al covid deve rispettare 5 giorni di isolamento e può uscire se non ha sintomi da tre giorni e ha il tampone negativo.

L’intenzione del ministro Schillaci è arrivare al superamento anche di questa restrizione con l’abolizione dell’isolamento per chi non ha sintomi o ne ha pochi e nessun test negativo per certificare la guarigione. Allo studio ci sarebbe un decreto da approvare prossimamente proprio per ridisegnare le norme sull’isolamento. Prima si vuole attendere gli ultimi numeri aggiornati, che seppur ancora tranquilli, mostrano dati in aumento ovunque: ricoveri ordinari, terapia intensiva e numero di positivi.

Gli esperti consigliano le mascherine

Per questo gli esperti consigliano di tornare ad utilizzare le mascherine almeno al chiuso e sperano che il governo possa reintrodurre alcune misure di contenimento. «I dati ci dicono che il Covid sta riprendendo vigore, quindi credo sia indispensabile che il ministero debba essere pronto ad avviare quelle che sono le misure necessarie a contrastare la circolazione laddove ci fosse un incremento significativo. Se necessario occorrerà riconsiderare le misure di contenimento, tra le quali l’eventuale uso di mascherine in determinati ambienti, ad esempio» - le parole di Massimo Andreoni, infettivologo di Tor Vergata e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive.

Dello stesso avviso è anche Walter Ricciardi, ordinario di Igiene al Gemelli. «Se in questo momento fossimo in Giappone avremmo tutti le mascherine e saremmo tutti vaccinati» - ha detto.

E poi c’è il discorso delle quarte dosi che ormai sono ad un punto fermo. Il numero di somministrazioni è ormai in discesa. Gli esperti continuano a ribadire l’importanza della dose booster soprattutto per i pazienti più fragili e a rischio ma al momento gli italiani non sembrano intenzionati ad effettuarla.

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