STMicroelectronics accelera con i chip AI. Ecco perché il mercato scommette su un +20%

Claudia Cervi

28 Gennaio 2026 - 12:44

STMicroelectronics torna sui massimi dopo i numeri record di ASML. Perché il mercato ora la guarda con occhi diversi.

STMicroelectronics accelera con i chip AI. Ecco perché il mercato scommette su un +20%

Quando un titolo guadagna quasi il 4% in una sola seduta e torna sui massimi da ottobre, difficilmente è un caso. Nel caso di STMicroelectronics, il segnale arriva da lontano e porta un nome preciso: ASML. La trimestrale del colosso europeo dei semiconduttori, con ordini record nel quarto trimestre, ha riacceso in poche ore l’intero settore.

Un dato su tutti ha acceso l’attenzione degli investitori globali: prenotazioni quasi doppie rispetto alle attese, con oltre metà concentrate sulle tecnologie più avanzate legate all’intelligenza artificiale. Numeri che non parlano solo del presente, ma iniziano a ridisegnare le aspettative sul ciclo dei chip.

Quando succede qualcosa di simile, il mercato non si limita a premiare il titolo protagonista. Inizia a guardarsi intorno, a cercare chi può beneficiare davvero di questo cambio di passo. Ed è qui che STMicroelectronics torna sotto i riflettori. Il titolo accelera, si riporta sui massimi degli ultimi mesi e invia segnali di forza che mancavano da tempo.

La vera domanda, ora, non è se STM intercetterà il super-ciclo dell’AI, ma quanto di questo scenario sia già incorporato nei prezzi e quanto spazio resti ancora da esplorare.

ASML riscrive il ciclo dei chip e cambia lo scenario per STMicroelectronics

Il punto di partenza resta ASML, perché è da lì che il mercato ha iniziato a ricalibrare le aspettative sull’intero comparto. Gli ordini del quarto trimestre a 13,2 miliardi di euro, a fronte di un consensus fermo a 6,8 miliardi, hanno avuto un impatto dirompente. Ancora più rilevante è la qualità di quei numeri, con 7,4 miliardi legati alle tecnologie EUV, cioè oltre la metà del totale, un segnale chiaro che la domanda si sta concentrando sulle soluzioni più avanzate, quelle direttamente collegate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. A rafforzare il messaggio è arrivata la guidance 2026, che indica ricavi tra 34 e 39 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 32,7 miliardi del 2025 e ben al di sopra delle stime precedenti.

Per il mercato, questa combinazione di dati ha un significato preciso. Non si tratta di un picco isolato, ma dell’indizio che il ciclo di investimenti potrebbe estendersi almeno fino al 2026-2027. Quando il gigante europeo dei chip dice che vede ordini in arrivo per i prossimi anni, tutto il settore ne risente. E il rialzo di STMicroelectronics va letto proprio così: non è un semplice rimbalzo da ipervenduto. È il segnale che gli investitori stanno tornando a puntare sui semiconduttori europei, cercando alternative meno affollate (e meno costose) rispetto alle big tech americane.

STMicroelectronics e AI: perché il titolo torna interessante per chi guarda al medio periodo

Qui entra in gioco STMicroelectronics, che intercetta il super-ciclo dell’AI in modo diverso rispetto ai player puramente focalizzati sull’high performance computing. Il gruppo italo-francese opera su segmenti come automotive, industriale e power management, aree che beneficiano indirettamente dell’aumento degli investimenti lungo tutta la catena dei chip. In più, il contesto geopolitico sta creando un paradosso interessante. La Cina, che nel quarto trimestre ha rappresentato circa il 36% delle vendite nette di sistema di ASML, sta accelerando sugli investimenti nei nodi maturi, proprio quelli in cui STM ha una presenza storica più forte, mentre le restrizioni limitano la concorrenza sui nodi avanzati.

Grafico azioni STMicroelectronics Grafico azioni STMicroelectronics Fonte Tradingview

Dal punto di vista delle valutazioni, il mercato inizia a cogliere questa asimmetria.

STMicroelectronics tratta a multipli più compressi rispetto ai big del settore, ma offre una leva significativa sul miglioramento del sentiment.

Non a caso, alcune case d’affari hanno rivisto le stime nelle ultime settimane, con target price spostati verso area 29-30 euro, contro livelli che fino a poco tempo fa sembravano lontani (a +20% dal valore attuale). Per il risparmiatore, il messaggio non è quello di inseguire il movimento di breve, ma di capire se questo riposizionamento possa avere effetti duraturi sul profilo rischio-rendimento del titolo. I mercati restano ciclici, ma quando numeri, valutazioni e narrativa industriale iniziano ad allinearsi, ignorare il segnale diventa sempre più difficile.

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