Stipendio di luglio più basso? Colpa del conguaglio 730, che annulla il nuovo bonus

Stipendio di luglio più basso, è l’effetto del conguaglio Irpef relativo al modello 730/2020. Il rischio è di veder sfumare i benefici del nuovo bonus fiscale in busta paga.

Stipendio di luglio più basso? Colpa del conguaglio 730, che annulla il nuovo bonus

Al via dallo stipendio di luglio il conguaglio Irpef relativo al modello 730/2020.

Per chi ha già inviato la dichiarazione dei redditi, è questa la prima busta paga dalle quale sarà scalata la somma a debito dovuta all’Erario.

Se per alcuni lavoratori dipendenti luglio sarà il mese del lieve aumento di stipendio, dovuto all’avvio dell’erogazione del nuovo bonus Irpef, così non sarà per i contribuenti interessati dal conguaglio a debito del modello 730.

Lo stipendio relativo al mese di luglio sarà la prima occasione per fare i conti con rimborsi e conguagli Irpef, ma si proseguirà fino alla fine dell’anno, per effetto dei nuovi “termini mobili” del modello 730/2020, in scadenza il 30 settembre.

Stipendio di luglio più basso per il conguaglio del 730/2020. Si prosegue fino a novembre

La busta paga relativa allo stipendio di luglio è la prima occasione utile per l’effettuazione delle operazioni di conguaglio Irpef, a debito o a credito. Se per chi aspetta un rimborso si tratta di una buona notizia, così non è per i contribuenti per i quali nel modello 730/2020 è emerso un debito d’imposta.

Perché lo stipendio è più basso, e per quali motivi alcuni lavoratori dipendenti, nonostante le trattenute mensile già effettuate in busta paga, sono tenuti a pagare più tasse con la dichiarazione dei redditi?

I motivi possono essere diversi: i casi più frequenti riguardano chi ha percepito due o più certificazioni uniche da diversi sostituti d’imposta, o di chi ha percepito stipendi inferiori o superiori alle soglie per il riconoscimento del bonus Renzi.

Si tratta di due esempi per i quali con la presentazione del modello 730/2020 viene effettuato il calcolo esatto dell’Irpef dovuta, con la conseguenza del conguaglio a debito qualora la somma già pagata risulti inferiore a quanto effettivamente dovuto.

Lo stipendio di luglio sarà il primo appuntamento con il conguaglio del modello 730/2020. Si potrà versare l’importo dovuto fino a novembre. Nel caso di rateizzazione, il datore di lavoro addebiterà in busta paga l’importo della singola rata, maggiorata di interessi pari allo 0,33% mensile.

Il conguaglio del 730/2020 annulla l’effetto bonus sullo stipendio di luglio

Lo stipendio di luglio non è solo quello dei conguagli (e dei rimborsi) emersi dal modello 730/2020, ma è anche l’occasione per il primo appuntamento con il nuovo bonus Irpef in busta paga.

Il bonus Renzi di 80 euro lascia il posto al nuovo trattamento integrativo per il taglio al cuneo fiscale, più “ricco” sia per l’importo che per la platea dei beneficiari. Il bonus in busta paga sarà pari ad un massimo di 100 euro.

Ad averne diritto sono i lavoratori dipendenti con redditi fino a 40.000 euro, con importi differenziati in tre scaglioni:

Importo bonus cuneo fiscale 2020Limite di redditoModalità di erogazione
100 euro al mese 28.000 euro Credito Irpef in busta paga
80 euro al mese 28.001 euro e fino a 35.000 euro Detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente
da 80 euro fino a 0 euro da 35.001 e fino a 40.000 euro Detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente

Se da un lato viene quindi superato il bonus Renzi, e sostituito da quello che viene definito dal Governo con il primo passo della riforma fiscale, resta il controverso e pericoloso meccanismo della restituzione dell’importo dopo la presentazione del modello 730.

La verifica effettiva del rispetto dei requisiti di reddito per beneficiarne può essere effettuata solo a chiusura dell’anno, quando si ha la certezza degli importi effettivamente percepiti, ed in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Un meccanismo che comporta l’obbligo di restituzione - totale o parziale - dell’importo anticipato, nel caso di percezione di redditi superiori alla soglia limite, ma anche inferiori alla no tax area (8.174 euro). Un rischio che, per chi si trova in situazioni incerte, può essere superato rinunciando all’erogazione in busta paga, con eventuale recupero a rimborso.

Sarà per pura ironia della sorte o semplice casualità, ma data del debutto del nuovo bonus in busta paga coincide con quella del conguaglio Irpef a debito, causato per molti proprio dall’obbligo di restituzione del bonus di 80 euro. Una brutta sorpresa che porta a valutare i passi da compiere per evitare che la situazione si ripresenti di anno in anno.

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