Come funziona lo sconto del 50% sulle tasse per chi rientra in Italia e lavora in smart working

Patrizia Del Pidio

3 Febbraio 2026 - 10:44

Tasse ridotte del 50% per chi rientra in Italia pur lavorando in smart working per un datore di lavoro estero, ma attenzione ai requisiti da rispettare.

Come funziona lo sconto del 50% sulle tasse per chi rientra in Italia e lavora in smart working

L’accesso al regime impatriati è possibile anche per chi, pur rientrando in Italia, mantiene un impiego in smart working per un’azienda estera. A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 2 del 12 gennaio 2026. L’Agenzia conferma che anche chi continua a lavorare per multinazionali estere può godere del regime di tassazione agevolata se risiede in Italia e lavora da remoto.

Anche in questo caso, infatti, il lavoratore che rientra in Italia porta competenze maturate all’estero. Ma i lavoratori in smart working che decidono di accedere alla tassazione agevolata devono rispondere a condizioni temporali e professionali.

Il caso dell’Interpello

La vicenda a cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito la risposta riguarda un ingegnere che si è trasferito nel Regno Unito nel 2020 per rientrare in Italia a fine 2025. In Italia, l’uomo era stato assunto dalla sede di Milano di un’importante multinazionale con sede a Berlino e il suo contratto prevedeva lo svolgimento dell’attività prevalentemente in smart working. La natura virtuale del lavoro svolto per un datore estero è compatibile con il regime per gli impatriati?

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la tassazione agevolata si applica, nel caso dell’ingegnere, a partire dal periodo di imposta 2026 e per i successivi 4 periodi di imposta, riconoscendo lo smart working come esecuzione di attività lavorativa sul territorio nazionale, anche se prestata per un datore di lavoro estero.

In ogni caso il lavoratore in smart working deve essere in possesso dei requisiti per beneficiare del regime impatriati.

Tasse al 50% in smart working, i requisiti

Il regime impatriati permette di pagare le imposte solo sul 50% dei redditi prodotti entro una soglia massima di 600.000 euro l’anno. Per accedere a questo regime di favore il lavoratore non deve essere stato residente in Italia nei tre anni precedenti il rientro e, inoltre, deve garantire la permanenza fiscale in Italia per almeno quattro anni.

Nel caso preso in esame è determinante la natura dell’attività lavorativa: il lavoro deve essere svolto in Italia e il richiedente deve avere un’elevata specializzazione.

Il legislatore, per la tassazione agevolata, prevede anche un altro limite: se al rientro in Italia il lavoratore continua a svolgere attività lavorativa per lo stesso datore di lavoro che aveva all’estero, il periodo minimo di permanenza all’estero prima del rientro si alza a 6 anni; è innalzato, invece, a 7 anni se prima di trasferirsi all’estero il lavoratore prestava attività per lo stesso datore estero lavorando dal nostro Paese.

I chiarimenti

Per l’ingegnere che rientra dal Regno Unito il regime impatriati è garantito perché il rapporto di lavoro che svolge è nuovo (datore di lavoro a Berlino con sede a Milano) e non è una mera prosecuzione dell’attività svolta all’estero.

Una cosa che non è chiara a tutti è che il lavoratore ha un doppio binario per godere del beneficio fiscale: può chiedere la sua applicazione direttamente in busta paga (presentando apposita richiesta all’azienda) o fruirne in sede di dichiarazione dei redditi.

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