Stipendio in contanti, nuove regole e multe. Ecco cosa ha deciso la Cassazione

Simone Micocci

15 Aprile 2026 - 18:05

La tua azienda ti paga ancora lo stipendio in contanti? Attenzione alla nuova intepretazione delle norme data dalla Corte di Cassazione. Arriva una maxi multa.

Stipendio in contanti, nuove regole e multe. Ecco cosa ha deciso la Cassazione

Ti pagano ancora lo stipendio in contanti?

Come abbiamo più volte spiegato, la retribuzione deve essere necessariamente corrisposta con metodi tracciabili. Una regola in vigore dal 2019 che, per effetto della legge di Bilancio, ha reso validi esclusivamente i pagamenti effettuati tramite strumenti tracciabili, come bonifici su conto corrente o assegni.

Eppure non mancano ancora le aziende che, invece di adeguarsi alla normativa, continuano a utilizzare il contante. Proprio per questo una recente pronuncia della Corte di Cassazione è tornata sul tema, facendo chiarezza soprattutto sulle sanzioni a carico dei datori di lavoro.

Nel dettaglio, i giudici si sono espressi sulla misura delle multe, chiarendo che una prassi ripetuta nel tempo può tradursi in una sanzione molto elevata. Il punto centrale riguarda infatti la qualificazione della violazione: si tratta di un unico illecito oppure di più violazioni distinte, una per ciascun pagamento? La risposta della Cassazione, dal punto di vista delle aziende, è la più onerosa possibile.

Stipendio in contanti, cosa cambia con la Cassazione

Con la sentenza n. 6633/2026 la Cassazione è intervenuta su un aspetto centrale del pagamento delle retribuzioni, chiarendo definitivamente come devono essere applicate le regole già in vigore. Non si tratta, infatti, di una modifica normativa, in quanto il divieto di pagare lo stipendio in contanti resta quello introdotto dalla legge di Bilancio 2018, che ha imposto l’utilizzo esclusivo di strumenti tracciabili.

La novità sta nell’interpretazione, dal momento che i giudici hanno precisato che le disposizioni esistenti devono essere lette in modo rigoroso, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze delle violazioni. In particolare, la Cassazione ha chiarito che ogni pagamento effettuato in contanti rappresenta una violazione autonoma, distinta da tutte le altre.

Un passaggio molto importante perché incide direttamente sul modo in cui vengono applicate le sanzioni visto che ogni singola erogazione non tracciata assume rilievo giuridico proprio e può essere sanzionata separatamente. La pronuncia cambia quindi lo scenario per i datori di lavoro. Una prassi magari considerata “ordinaria” o ripetuta nel tempo, come il pagamento mensile o settimanale in contanti, infatti, non viene più vista come un’unica violazione continuata, ma come una somma di illeciti distinti. Il risultato è un aumento potenziale molto significativo delle sanzioni, che rende ancora più stringente l’obbligo di adeguarsi alle modalità di pagamento previste dalla legge.

Quanto si paga di multa

Di norma, per chi paga lo stipendio in contanti rischia una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro per ciascuna violazione. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è possibile chiudere la contestazione pagando in misura ridotta, pari a 1.666,67 euro.

Il punto chiarito dalla Cassazione con la sentenza n. 6633/2026 è che questa cifra non si applica una sola volta, ma per ogni singolo pagamento effettuato in contanti. Ed è proprio questo che fa aumentare rapidamente il conto.

Per capirci, se lo stipendio viene pagato in contanti per 3 mesi consecutivi, la sanzione arriva già a circa 5.000 euro; se la prassi va avanti per 6 mesi, invece, si superano i 10.000 euro, mentre in un anno si possono raggiungere anche i 20.000 euro.

Il rischio diventa ancora più elevato quando i pagamenti sono più frequenti o frazionati. Si pensi ad esempio a un’azienda che paga settimanalmente, ad esempio, può arrivare a superare i 6.000 euro di multa in un solo mese. E nei casi in cui lo stipendio venga diviso in anticipo e saldo, quindi con due pagamenti al mese, la sanzione raddoppia, arrivando facilmente a oltre 40.000 euro nell’arco di un anno.

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