Stipendi, arrivano gli aumenti in busta paga: quanto si guadagna in più nel 2023, il calcolo definitivo

Giacomo Andreoli

02/01/2023

Con l’approvazione della legge di Bilancio si rafforza il taglio del cuneo fiscale, che sarà al 3% per i redditi fino a 25mila euro annui: ecco quanto si guadagnerà in più quest’anno.

Stipendi, arrivano gli aumenti in busta paga: quanto si guadagna in più nel 2023, il calcolo definitivo

Con l’arrivo del nuovo anno arriva una piccola sorpresa in busta paga per milioni di italiani. Dopo l’approvazione della legge di Bilancio, infatti, salgono leggermente gli stipendi grazie al rafforzamento del taglio del cuneo fiscale voluto dal governo Meloni.

Per tutti i redditi entro i 35mila euro viene confermato lo sconto del 2% introdotto dal governo Draghi, che sale al 3% non più per i redditi fino a 20mila euro, ma fino a 25mila euro. La platea di chi vedrà aumentare la propria busta paga, quindi, aumenta sensibilmente.

L’obiettivo dell’esecutivo è arrivare a un taglio di 5 punti, tra lavoratori e imprese, entro la fine della legislatura. Quindi da qui al 2027 ci potrebbero essere nuovi progressivi aumenti di salario. Il timing potrebbe essere l’aumento di un punto percentuale all’anno, per arrivare alla fine a quel numero almeno per tutti i redditi entro i 35mila euro, così da aiutare la classe medio-bassa della popolazione.

Cos’è il taglio del cuneo fiscale: le novità in manovra

Il cuneo fiscale è la somma delle imposte che pesano sul costo del lavoro, sia per i lavoratori (dipendenti o liberi professionisti), che per i datori di lavoro. In sostanza è la differenza tra lo stipendio lordo che deve versare l’impresa e la busta paga netta che incassano i lavoratori. In questo caso il governo ha tagliato ulteriormente il cuneo, interamente a favore dei soli lavoratori dipendenti.

Rispetto ad ora, quindi, chi guadagna fino a 25mila euro l’anno avrà uno sconto aggiuntivo su tasse e contributi dell’1% ogni mese, mentre continuerà a beneficiare del taglio al 2% chi guadagna tra 25mila e 35mila euro. Tutto ciò per le casse dello Stato costa circa 5 miliardi di euro.

Stipendi, quanto si guadagnerà in più nel 2023

La novità riguarda quindi tutti i dipendenti con una Ral (Retribuzione annua lorda) inferiore a 25mila euro. Ma quanto si guadagnerà esattamente in più? Facciamo due conti. Chi guadagna mille euro lordi al mese (13mila euro annui su 13 mensilità, compresa la tredicesima) oggi versa il 7,19% di contributi (considerando già il taglio del 2% voluto dal governo Draghi). Con il nuovo sgravio pagherà il 6,19%.

Quindi mentre oggi versa 71,90 euro al mese di contributi, nel 2023 ne verserà 61,90. Quindi lo stipendio netto mensile aumenterà di 10 euro, visto che il taglio del cuneo si tramuta in aumento diretto in busta paga. La stessa percentuale di contributi, il 6,19% varrà per tutte le altre persone coinvolte dalla misura.

Per chi guadagna 1.300 euro (quindi ha una Ral annua di 16.900 euro), i contributi scenderanno da 93,47 a 80,47 euro. L’aumento di salario sarà quindi di 13 euro netti. E ancora: chi percepisce 1.500 euro lordi (cioè 19.500 annui), passerà dagli attuali 107,85 euro di contributi, a 92,85: in pratica l’aumento in busta paga sarà di 15 euro al mese.

Venendo infine ai redditi più alti della fascia, chi percepisce 1.700 euro lordi al mese per 13 mensilità (quindi 22.100 euro annui), non verserà più 122,23 euro di contributi, ma 105,23. Pertanto l’aumento netto vale 17 euro ogni 30 giorni. Chi guadagna 1.900 euro lordi al mese (con una Ral di 24.700 euro, appena sotto la soglia dei 25mila) vedrà salire la propria busta paga di 19 euro, pagando 117,61 euro di contributi invece di 136,61.

Stipendio mensileAumento in busta paga 2023
1.000 euro +10 euro
1.300 euro +13 euro
1.500 euro +15 euro
1.700 euro +17 euro
1.900 euro +19 euro

Stipendi, con il taglio del cuneo sale l’Irpef

L’aumento in busta paga è netto, tuttavia potrebbe essere lievemente inferiore a queste cifre appena citate. Infatti il taglio dei contributi abbassa gli oneri deducibili dallo stipendio lordo e quindi aumenta l’imponibile fiscale, cioè la parte di salario che è tassabile.

In pratica significa che sale la base per calcolare l’Irpef, a causa dei minori contributi deducibili dal lordo. Pagando di più l’Irpef il guadagno complessivo in busta paga potrebbe scendere di qualche euro, ma non in maniera sostanziale.

Busta paga, cosa cambia per chi guadagna fino a 35mila euro all’anno

L’intervento sul cuneo fiscale per i redditi più alti, quindi chi guadagna da 1.923 a 2.692 euro lordi al mese non determinerà aumenti in busta paga rispetto a quanto percepito questo autunno. Per loro nel 2023 sarà solo confermato l’attuale taglio al 2% di cui hanno usufruito nell’ultima parte del 2022.

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