Stato di disoccupazione: requisiti, novità e limite reddito da lavoro per la conservazione

Stato di disoccupazione, quando si acquisisce e quando si perde? L’ANPAL con la circolare n. 1/2019 illustra i requisiti e le novità introdotte dal decreto n. 4/2019 relativo alle regole ed ai casi in cui si conserva pur lavorando nel rispetto di determinati limiti per i redditi da lavoro dipendente e autonomo.

Stato di disoccupazione: requisiti, novità e limite reddito da lavoro per la conservazione

Per ottenere lo stato di disoccupazione è necessario rispettare specifici requisiti e proprio su questi è intervenuto recentemente il decreto legge n. 4/2019.

Sull’acquisizione dello stato di disoccupazione, sulla perdita e sui casi in cui si conserva pur lavorando è intervenuta recentemente l’ANPAL che, con la circolare n. 1 illustra le novità introdotte in termini di redditi da lavoro dipendente o autonomo che non fanno perdere lo status.

A modificare le regole sulla disoccupazione è stato il decreto che ha dato il via al reddito di cittadinanza, con il quale è stato previsto che non si decade dallo status nel caso in cui siano percepite somme derivanti da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n. 917/1986.

Scendiamo quindi nel dettaglio ed analizziamo tutte le regole ed i requisiti per ottenere lo stato di disoccupazione a fronte delle novità in vigore dal 30 marzo 2019.

Stato di disoccupazione: requisiti e come si ottiene

Così come illustrato dall’ANPAL nella circolare n. 1/2019, lo stato di disoccupazione si ottiene rilasciando la DID e rispettando uno dei seguenti requisiti:

  • non svolgere attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;
  • essere titolari di reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n. 917/1986.

È il secondo punto la novità introdotta dal decreto n. 4/2019, convertito nella legge n. 26 del 28 marzo 2019, con il quale è stato reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupazione.

In sostanza, non perdono lo stato di disoccupazione coloro che pur lavorando percepiscono somme non superiori ai seguenti limiti:

  • 8.145 euro annui nel caso di redditi da lavoro dipendente;
  • 4.800 euro annui nel caso di redditi da lavoro autonomo.

Le persone che hanno i requisiti sopra descritti sono in stato di disoccupazione e/o possono iscriversi e/o rimanere iscritti al collocamento ordinario e mirato.

Stato di disoccupazione: conservazione e limite di reddito da lavoro dipendente

Come anticipato, il decreto legge n. 4/2019, con l’articolo 4, comma 15-quater introdotto in fase di conversione ha reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupazione nel caso di percezione di redditi da lavoro dipendente e autonomo entro specifici limiti.

La circolare ANPAL specifica che il lavoratore può entrare in stato di disoccupazione (rilasciando la dichiarazione di immediata disponibilità) ovvero conservare lo stato di disoccupazione (in caso di dichiarazione di immediata disponibilità rilasciata precedentemente) anche nel caso in cui svolga un’attività lavorativa il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle
detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del D.P.R. n. 917/1986.

Nel caso del lavoro dipendente, il limite di reddito da considerare è quindi pari a 8.145 euro.

Il calcolo del reddito, specifica l’ANPAL va effettuato in termini prospettici:

la valutazione riguarda cioè l’idoneità potenziale del rapporto di lavoro instaurato, a produrre nell’anno un reddito superiore alla soglia suddetta. Va quindi considerata, indipendentemente dalla durata prevista del rapporto di lavoro, la retribuzione annua imponibile ai fini IRPEF (quindi al netto dei contributi a carico del lavoratore) di riferimento.

Il calcolo è quindi effettuato in base ai dati relativi alla retribuzione lorda comunicati dal datore di lavoro, al netto dei contributi a carico del lavoratore.

Sospensione dello stato di disoccupazione

L’articolo 19, comma 3, del d.lgs. n. 150/2015 prevede che

“Lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi”.

Tuttavia, chiarisce l’ANPAL richiamando alle novità in materia di conservazione di cui sopra, tale regola si applica esclusivamente qualora vengano superati i limiti di reddito individuati dall’attuale normativa.

In tal caso, qualora il lavoratore in disoccupazione iniziasse un’attività di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato (ivi incluso il contratto di apprendistato) la sospensione si applicherebbe per un massimo di 180 giorni.

La sospensione consente, qualora il contratto di lavoro in questione termini, per qualsivoglia motivazione, prima che siano decorsi i 180 giorni, la possibilità di ritornare in stato di disoccupazione e l’anzianità della disoccupazione ricomincia a decorrere dal momento della fine della sospensione.

Se invece passano i 180 giorni continuativi dall’inizio dell’attività lavorativa, se il contratto è ancora in vigore, l’interessato decade dallo stato di disoccupazione se la retribuzione prospettica annua è superiore ai 8.145 euro.

Stato di disoccupazione, sospensione e conservazione: esempi pratici

Riportiamo di seguito alcuni utili esempi forniti dall’ANPAL sugli istituti della sospensione e della conservazione dello stato di disoccupazione.

  1. Tizio viene assunto il 1.1.2019 con una retribuzione mensile pari a 600 € e il contratto ha una durata di 12 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a € 7.200, pertanto Tizio conserva lo stato di disoccupazione.
  2. Tizio viene assunto il 1.1.2019 con una retribuzione mensile pari a € 900 e il contratto ha una durata 10 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a € 10.800, e quindi non si applica la conservazione. Pertanto a Tizio viene sospeso lo stato di disoccupazione fino a 6 mesi (ossia, al massimo fino al 30.6.2019); se il contratto perdura oltre il 30.6.2019 Tizio perde lo stato di disoccupazione.
  3. Tizio viene assunto il 1.9.2019 con una retribuzione mensile pari a € 800 e il contratto ha una durata 12 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a 9.600 €, pertanto a Tizio viene sospeso lo stato di disoccupazione fino al 28.02.2020 e poi se il contratto continua fino alla scadenza naturale del contratto Tizio al 1.3.2020 perde lo stato di disoccupazione;
  4. Tizio viene assunto il 1.1.2019 con una retribuzione mensile pari a € 1.500 e il contratto ha una durata di 4 mesi. La retribuzione annua di Tizio è pari a € 18.000, e quindi non si applica la conservazione. Pertanto a Tizio viene sospeso lo stato di disoccupazione fino al termine del contratto e poi ritorna essere disoccupato. Qualora a Tizio venga prorogato il contratto per ulteriori 3 mesi fino al 31.7.2019, la sospensione si protrae al massimo fino al 30.6.2019 e dal 1.7.2019 decade dallo stato di disoccupazione.

Stato di disoccupazione e attività di lavoro autonomo

La conservazione dello stato di disoccupazione si applica anche nel caso di percezione di reddito da lavoro autonomo non superiore al limite esente da imposizione fiscale, pari a 4.800 euro annui.

Fanno tuttavia eccezione i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo che, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del T.U.I.R. sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, per i quali il limite ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione è di 8.145 euro annui.

Per il calcolo del limite di reddito annuo da lavoro autonomo bisognerà considerare il principio di cassa, sia nell’imputazione dei compensi percepiti sia in quello delle spese sostenute

Dal reddito lordo sono detratti, se dovuti, i contributi versati alle eventuali gestioni previdenziali obbligatorie, deducibili ai fini IRPEF.

Il lavoratore che dovesse superare il limite di 4.800 euro annui sarà tenuto a comunicare direttamente la perdita dei requisiti per ottenere lo stato di disoccupazione.

Stato di disoccupazione e tirocinio extracurriculare

Un aspetto interessante è il rapporto tra lo stato di disoccupazione e lo svolgimento di tirocini. L’ANPAL sottolinea che in tal caso non si tratta di rapporti di lavoro e, seppur sia prevista un’indennità di partecipazione, è possibile rilasciare la DID online.

Di conseguenza, una persona in stato di disoccupazione, che cominci un’esperienza di tirocinio, mantiene lo stato di disoccupazione.

Le medesime considerazioni possono estendersi anche all’attivazione di un lavoro di pubblica utilità/lavoro socialmente utile, giacché in tali ipotesi non si determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro.

La stessa regola vale per coloro che svolgono prestazioni occasionali (articolo 54-bis del d.l. n. 50/2017), i quali sono considerati in stato di disoccupazione, giacché i compensi percepiti dal prestatore “non incidono sul suo stato di disoccupato”, per espressa previsione normativa.

Per approfondire si rimanda alla circolare ANPAL di seguito allegata:

ANPAL - circolare n. 1 del 23 luglio 2019
Regole relative allo stato di disoccupazione alla luce del d.l. n. 4/2019 (convertito con modificazioni dalla l. n. 26/2019).

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Disoccupazione

Argomenti:

Disoccupazione Anpal

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.