Stati Uniti leader nell’economia mondiale senza Cina: l’idea di Trump

Donald Trump è tornato a parlare dei rapporti economici con la Cina. Il presidente in carica e in corsa per la rielezione non esclude il disaccoppiamento. Questa la sua previsione sulla leadership USA in economia.

Stati Uniti leader nell'economia mondiale senza Cina: l'idea di Trump

Donald Trump, in piena campagna elettorale, è tornato a parlare di Cina e del progetto di rafforzare gli USA come leader indiscussi dell’economia mondiale.

Anche senza Pechino, la superpotenza americana riuscirà a mantenere la sua strategica influenza economica, commerciale e produttiva a livello globale.

Il presidente in carica, determinato a vincere le elezioni a novembre, sta puntando molto sulla ripresa dell’economia. E sulla rivalità con la nemica Cina. Per questo, agli occhi di Trump si può anche parlare di indipendenza di Washington da Pechino per quanto riguarda i rapporti commerciali.

Il disaccoppiamento tra USA e Cina sarebbe realizzabile? Cosa ha detto Trump.

USA senza Cina: il piano economico di Trump

Donald Trump ha nuovamente sollevato l’idea di separare le economie statunitense e cinese, in quello che è noto come disaccoppiamento, in un intervento di lunedì 7 settembre.

La visione del presidente in carica è chiara, come riportato da Reuters: gli Stati Uniti non perderebbero denaro se le due maggiori economie del mondo non facessero più affari.

La retorica anti-cinese di Tump è ormai un caposaldo della sua campagna elettorale. La linea dura contro Pechino è uno dei temi ricorrenti e una strategia assolutamente da confermare per i prossimi quattro anni.

Trump ha promesso che in futuro la sua amministrazione proibirà i contratti federali con società che esternalizzano in Cina e riterrà Pechino responsabile per aver permesso al coronavirus di diffondersi in tutto il mondo.

Questa la sua dichiarazione di intenti:

“Trasformeremo l’America nella superpotenza manifatturiera del mondo e porremo fine alla nostra dipendenza dalla Cina una volta per tutte. Che si tratti di disaccoppiamento o di tariffe massicce come ho già fatto, porremo fine alla nostra dipendenza dalla Cina, perché non possiamo fare affidamento su di essa.”

Il piano di nazionalizzazione di Trump prevede anche il reintegro dei posti di lavoro dalla Cina agli Stati Uniti e l’imposizione di tariffe per le aziende che abbandonano l’America per creare occupazione in altri Paesi, nazione asiatica in primis.

Il disaccoppiamento sarà davvero nel programma USA dei repubblicani? Alcuni funzionari e analisti sostengono che le economie dei due Paesi sono così intrecciate da rendere impraticabile una mossa del genere, ma Washington continuerà a fare pressioni su Pechino per piegarlo alla sua volontà (specialmente in tema di regole commerciali).

Trump e l’ottimismo sulla ripresa USA

Il presidente non ha mancato di osannare i progressi economici della sua nazione, dipingendo un prossimo futuro raggiante per la potenza statunitense.

Nello specifico, Trump ha previsto un forte rimbalzo economico il prossimo anno e ha affermato che gli Stati Uniti sono ormai alla svolta finale per quanto riguarda la pandemia di coronavirus.

L’entusiasmo da campagna elettorale si è tradotto in uno scenario di grande ottimismo: “Stiamo attualmente assistendo alla più rapida ripresa del mercato del lavoro da una crisi economica storica. Il prossimo sarà il più grande anno per l’economia del Paese.”

Trump ha parlato tre giorni dopo che il Dipartimento del Lavoro ha segnalato la creazione di quasi 1,4 milioni di posti di lavoro ad agosto e un calo del tasso di disoccupazione dal 10,2% di luglio all’8,4%.

Circa la metà dei posti di lavoro persi durante la pandemia è stata recuperata, anche se gli economisti e gli esperti sanitari temono che una ripresa del COVID-19 in autunno e in inverno possa frenare tali guadagni.

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