Stati Uniti: Donald Trump (di nuovo) contro la Federal Reserve

Il presidente americano non è soddisfatto dell’innalzamento dei tassi di interesse della Fed, che dovrebbe fare di più per aiutare l’economia del Paese. Accuse anche contro Cina ed Europa: manipolano moneta.

Stati Uniti: Donald Trump (di nuovo) contro la Federal Reserve

Donald Trump torna a criticare la Federal Reserve. Il presidente americano, in una intervista a Reuters, si è detto insoddisfatto della politica monetaria attuata dal presidente Jerome Powell, che lui stesso ha nominato.

L’inquilino della Casa Bianca, in particolare non apprezza l’aumento dei tassi di interesse e afferma che la Fed dovrebbe fare di più per aiutare l’economia del Paese.

Ma Trump va oltre, spingendosi anche contro Cina ed Europa, colpevoli – a suo dire – di manipolare le rispettive valute come risposta all’introduzione dei dazi sulle importazioni negli Usa.

Le accuse alla Fed

Contro la Fed, Trump si era già espresso, sia da candidato alla presidenza sia da presidente in carica. Al capo del governo statunitense proprio non va giù la decisione della Federal Reserve di innalzare i tassi di interesse, una scelta – ha detto – che non lo ha mai “esaltato”.

Il 20 luglio scorso, il presidente Usa non aveva perso occasione di criticare la stretta monetaria della banca centrale statunitense e ieri è tornato sull’argomento, dichiarando che la Fed dovrebbe essere più accomodante sui tassi di interesse.

Non sono entusiasta del suo innalzamento dei tassi di interesse, no. Non sono entusiasta” ha detto.

Secondo il presidente Usa, l’istituto guidato da Powell dovrebbe agire per il bene del Paese e fare di più per aiutare l’economia nazionale. In molti hanno giudicato fortemente inopportune le dichiarazioni di Trump sulla Fed, organismo che vanta una lunga tradizione di indipendenza politica, necessaria per garantire la stabilità economica.

Una politica che non soddisfa, dunque, il presidente Usa, pronto a ricredersi sulla nomina effettuata, tant’è che al giornalista che gli chiede se è contento della scelta fatta per la guida della Fed risponde: “Ti farò sapere tra sette anni”.

L’indipendenza della Fed

Powell è stato nominato alla presidenza della Federal Reserve dallo stesso Trump meno di un anno fa al posto di Janet Yellen. Nel corso del 2018, la Fed ha aumentato i tassi di interesse due volte e si prevede che lo faccia nuovamente il mese prossimo.

Gli analisti finanziari continuano a ritenere che i continui attacchi del presidente americano alla Federal Reserve non ne pregiudicheranno l’operato.
D’altronde, sulla autonomia e indipedenza della Fed, lo stesso Powell ha garantito in una delle sue ultime dichiarazioni.

“Faremo i nostri affari in un modo che è strettamente non politico, senza prendere in considerazione le questioni politiche”

aveva infatti ribadito.

Nessun commento è invece pervenuto finora rispetto alle dichiarazioni di Trump rilasciate lunedì.

Le accuse a Cina ed Europa

Nel pieno della guerra commerciale scatenata dai dazi da lui stesso imposti sulle importazioni negli Usa, Trump coglie l’occasione di lanciare accuse anche contro Europa e Cina.

“Stiamo avendo negoziati importanti con altri paesi. Vinceremo. Ma in questo periodo mi aspetto aiuto dalla Fed. Gli altri Paesi vengono supportati”

ha detto Trump, che non mancando di puntare il dito contro Pechino e Bruxelles, ha aggiunto:

“Credo che la Cina stia manipolando la sua moneta, assolutamente. E credo che stiano manipolando anche l’Euro”.

In particolare, secondo il presidente americano, tale manipolazione sarebbe la contromisura messa in campo per rispondere all’introduzione delle politiche tariffarie imposte da Washington sulle importazioni.

Non è la prima volta che Trump accusa la Cina di manipolare la sua moneta, anche se la circostanza non è mai stata ufficialmente formalizzata.

Intanto, l’agenzia Reuters fa notare che

“quest’anno il dollaro USA si è rafforzato del 5,35% rispetto allo yuan, invertendo la maggior parte del suo ampio calo rispetto alla valuta cinese nel 2017. L’euro è in calo di circa il 4,3% rispetto al biglietto verde, a causa delle preoccupazioni per il ritmo della crescita economica nel blocco commerciale dell’UE e per le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa”.

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